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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

venerdì, gennaio 09, 2026

💙9 Gennaio Selene

 

Oggi 9 gennaio si celebra Selene, la Dea Lunare.

Ho sempre amato i versi di John Keats, che in questo poema in particolare l'Endimione, celebra l'amore divino e impossibile tra Selene, Dea Greca della Luna, e un giovane pastore, Endimione, bellissimo, rassegnato e condannato da Zeus, impietosito da questo amore, a ricevere in dono, in un sonno perenne, la bellissima Selene, che lo andrà a trovare ogni sera nella stessa grotta, dove lo sfiorerà, l’osserverà, lo bacerà. Endimione, per contro, diverrà l’oggetto eterno di un amore divino, un amore immobile, inerte, ma sempre giovane e bello. Dormirà con gli occhi aperti, in modo che il mondo possa ammirare in eterno la meraviglia del suo volto.
Trovo, di questi versi, dedicati a Selene, che questo verso in particolare "Una cosa bella è una gioia per sempre", sia di una Bellezza indescrivibile
Un sentimento che trascende la dimensione spazio - tempo, che non è collegata alla caducità del tempo
Ho scritto sentimento, perché la Bellezza, sotto qualsiasi forma, mi emoziona sempre.
Provoca gioia.
È nutrimento per l'Anima.
Non vado mai a dormire, se prima non ho contribuito, anche solo con un'immagine, ad incrementare la Bellezza nel mondo.
In me stessa.
Bellezza, come la luna in cielo.
Non esiste spettacolo più bello.
Il luogo della sospensione dei nostri sogni, dei nostri desideri, accolti dal grembo della luna.
Si dovrebbe sempre custodire questo Sacro Spazio Lunare in noi.
Quella "fiorita collana che ci leghi alla terra, nonostante la disperazione".
Selene rappresenta la Luna Piena, gravida di stelle, di progettualità, di desideri, il potere autoriproduttivo di rigenerarsi continuamente, spinta dalla Bellezza, dal desiderio.
Da una Speranza che non muore mai, perché, attraverso la Luna, è Bellezza eterna, è una gioia per sempre.
Alimentare questi sentimenti in noi, significa andare al di là delle emozioni, della circostanza momentanea, effimera e illusoria, poiché contestualizzata ad un momento, che è già "passato", e nobilitarli a quella dimensione dell'eterno, che è continuo nutrimento, nonostante l'avvicendarsi delle situazioni contingenti.
Selene è il nostro Tempio Sacro di Bellezza, che dobbiamo custodire e alimentare gelosamente. Poiché nessuno, può oscurare la Bellezza di una Luna Piena nel cielo incastonata come un Diamante. 

Libro I

Una cosa bella è una gioia per sempre :
la sua grazia cresce ;
mai scomparirà
nel nulla ;
ma sembra in eterno
per noi un silente riparo e sonno
carico di dolci sogni e vigore e quieto respiro.
Ogni giorno intessiamo allora
una fiorita collana che ci leghi alla terra,
nonostante la disperazione,
l’inesorabile assenza di nobili spiriti, nonostante gli oscuri giorni
e tutte le malsane,
annebbiate vie
create per la nostra ricerca :
sì, nonostante tutto,
incantevoli forme fugano il manto funebre
dai nostri spiriti tetri.
Così fa il sole, la luna
gli alberi antichi e i giovani,
fiorenti di ombrose grazie
per l’umile gregge.
Così i narcisi
con tutto il loro mondo verdeggiante ;
e i chiari rivi
fresco albergo a se stesii
nella calda stagione ;
e il rovo, nel cuore del bosco,
cosparso dalle tenere gemme della rosa muschiata :
e così anche i grandi destini
che immaginammo per i celebri scomparsi ;
tutte le belle storie che udimmo o leggemmo :
sorgente infinita di fluido immortale
versato su di noi dal ciglio del cielo.
E neppure tali essenza sentiamo
per un’unica breve ora ;
no, come gli alberi
fruscianti attorno al tempio che diventano presto
cari quanto il tempio stesso, così la luna,
l’ardente poesia, le glorie infinite
ci inseguono finché non diventino luce gioiosa
per la nostra anima e a noi repentinamente legate,
nella luce o nella tetra oscurità,
per sempre resteranno, pena la morte.
(…)

Selene, si celebra in un giorno 9, che corrisponde al Sacro Archetipo Ebraico Teth, con funzione "cedente".
Il Sacro Femminino che accoglie, la gestazione, la kundalini, il serpente, la Sapienza ancestrale e archetipale di cui, per natura, è portatrice la Donna, Eremita, come l'Arcano Maggiore IX, per percorso, anche quando affronta una gestazione, il parto.
Ha in sé i dolori del mondo, che pure riesce ad alchemizzare nel più puro degli atti d'Amore, la nascita.
Non teme la solitudine, il freddo, l'isolamento, il buio.
Runa Isa. Il ghiaccio che preserva, che ferma il tempo.
La primavera in potenza, custodita, protetta, preservata, per esplodere, nella sua magnificenza, al giusto momento.
Oggi, venerdì, 09/01/2026, luna calante in Bilancia, siamo sotto l'energia del Sacro Archetipo Ebraico Kaf, se consideriamo il 9/1/1, l'undicesimo, con funzione "penetrazione", correlato all'Arcano Maggiore XI della Forza.
L'energia della Bilancia rappresenta benissimo questo Archetipo.
Andare oltre le cose, per arrivare ad una profonda integrazione e bilanciamento degli Opposti, nelle proprie virtù o debolezze.
Integrazione significa accogliere, ed è la dimensione della Teth, il grembo, il Femminino.
Ma anche la Sophia Superna.
Se poi vogliamo leggere la data come un 9/1/10, è ancora più interessante, perché rappresenta la Resh, ventesimo Sacro Archetipo Ebraico, la testa.
La sublimazione del mentale, del razionale.
Ciò che è necessario affinché l'integrazione sia profonda, nella totale correspinsione e simmetria, affinché l'energia circoli, fluisca, si arricchisca, si potenzi.
L'Arcano Maggiore corrispondente è quello del Giudizio.
Un Giudizio che è rinascita, con parametri che trascendono il mentale, il razionale, per una profonda comprensione, che è un "prendere con", quindi, integrazione e accoglienza, di ciò con cui ci relazioniamo.
Il segno della Bilancia è governato proprio dal pianeta Venere, che governa anche questo venerdì dedicato a Selene, dea lunare e accogliente.
Siamo ancora sotto il segno del Capricorno, segno di Terra, ma anche di acqua, considerando la coda di pesce rappresentata nel segno.
Acqua e terra, ancora Femminino
Oggi  si manifesta una bella armonizzazione tra sole e luna
Ma questa energia fertile, è già in noi, come Essenza monadica potenziale, pronta per essere trasmutata in "Essere"
Due polarità, luna e sole, acqua e fuoco, che si intrecciano in una danza d'Amore, per festeggiare la Dea.
La Dea Selene.
Madre di tutte le Madri.
Nell'immagine, "Il Dono di Luna", di Matteo Arfanotti, magnifico visionario dell'Oltre.
Porta in Dono, i tesori per noi.

Tiziana Fenu
©®Diritti intellettuali riservati
Maldalchimia.blogspot.com

9 gennaio Selene



lunedì, gennaio 05, 2026

💙Epifania di Manifestazione

 

Epifania di manifestazione.

Domani, Martedì 6 gennaio verrà celebrata l'Epifania, o la festa della Befana, se si preferisce.
Sulla ricostruzione simbolica di questa celebrazione mi sono già soffermata nelle mie due pagine, JanaSophia e Sacred Symbologies e ciò che mi interessa in questo contesto, è il passaggio energetico di questa celebrazione.
Epifania è una bellissima parola.
Siamo in un anno 10 di manifestazione, ciò che si manifesta a fine gestazione dell'anno 9, in cui si manifesta il nostro Yod/Iod/Iodio interiore, la nostra Quintessenza.
Epifania significa "manifestazione".
Siamo abituati a considerarla come la fine, il coronamento delle feste natalizie.
Invece è l'inizio del tutto.
Una festa altamente simbolica.
I Cristiani Ortodossi festeggiano il Natale il 6 gennaio, perché con questa data si intende la nascita umana del Cristo nell'Iniziato.
Il Cristo incarnato.
C'è un riferimento simbolico anche per la data, il 6.
Il 6 negli Arcani Maggiori indica simbolicamente, gli Amanti, gli Innamorati, l'ego tra due polarità diverse.
La scelta.
La prova.
L'aria, che è l'elemento cristico.
Il mercurio, il nostro seme terreno, che deve lavorare con lo zolfo cristico, per disintegrare l'impura, il male,  e propendere verso la vergine, il bene.
E da vergini, dobbiamo far nascere costantemente il Cristo in noi.
Lavorando sulla materia.
Sulla nostra stalla.
Gesù nasce  a Betlemme di Giudea( che simbolicamente rappresenta la ghiandola pineale).
Nasce ai tempi di Erode, dove regnava la lussuria.
La sua nascita viene onorata dai tre Re Magi, che arrivano da Est( da dove sorge il Sole-Cristo), fino a Gerusalemme, il nostro cuore pulsante( pensate a come se ne parla di Gerusalemme nel Cantico dei Cantici, come della Sposa delle Spose).
Chiedendo a Gerusalemme dove fosse lui( l'atomo del Nous, della conoscenza, della divina ragione).
Narrando che avevano visto la Stella di Betlemme( che simboleggia la Divina Madre Kundalini), nella cui Betlemme si trova la ghiandola pineale, la porta della Monade, la sede dell'anima umana, che si unisce come forza di volontà a Cristo.
Ci colleghiamo alla Stella di Betlemme, alla Divina Madre, attraverso la ghiandola pineale, attraverso il settimo chakra, dove vi è finalmente, unione degli opposti, tra bene e male, tra maschile e femminile.
Dopo che abbiamo concretizzato la scelta nel sesto chakra( ancora il 6, Arcano degli Amanti, epifania, ma anche sesto Archetipo Vav, con funzione "congiunzione" ), attraverso la scelta, tra il bene e il male, tra la vergine e l'impura, grazie al Terzo occhio, che ci aiuta a discernere e a scegliere la verginità d'Animo, in modo che Cristo possa nascere e manifestarsi in passaggi successivi.
E questa Stella di Betlemme guida il Mago, noi stessi, nella nostra versione creativa, per far nascere il Cristo in noi, in questo mondo terreno.
Ci sono sempre tre uomini saggi che seguono la Stella. Che rappresentano le tappe evolutive del nostro essere "Umani Solari" portatori del Cristo/Sole.
Il primo Mago o sacerdote è quello nero, non perche è oscuro, ma perche quando seguiamo Cristo siamo tutti psicologicamente neri, desiderosi di diventare bianchi tramite la Stella, la ghiandola pineale.
E questo si raggiunge perdendo il mentale.
E da Maghi Neri, diventiamo maghi Bianchi, per poi diventare Maghi Oro, gialli.
"Venite, ad-or-iamo".
"Andiamo verso l'Oro".
La manifestazione più alta, più sublime, di noi stessi.
E tutto questo passaggio simbolico dell'Epifania, sono le manifestazioni di Cristo dentro di noi, a diversi livelli successivi.
I tre Re Magi rappresentano, con i loro colori, i tre passaggi della trasformazione alchemica, Nigredo, Albedo, Rubedo, con le loro offerte, i loro Doni: Oro, incenso e mirra.
L'oro ha la qualità più ampia, come si vede dalla stessa struttura della parola, palindroma, speculare: ORO.
Rappresenta l'unione degli opposti, la Monade.
L'incenso è il profumo dell'Anima purificata da ogni Ego.
La Mirra, considerata un potente farmaco riequilibrante, è simbolo delle energie creative.
Ma i tre re Magi, ancestralmente, rappresentano anche le tre stelle della cintura di Orione, perché le tre stelle erano chiamate "i tre Re", e la parola Orione significa "esplosione di luce".
Ed essere Magi/Maghi, significa tirare fuori la nostra Essenza e manifestarla, come un'epifania, nella Forma.
Nel Femminino, che è Forma per eccellenza.
Le tre stelle della cintura di Orione sono perfettamente allineate tra loro, Mintaka, Alnilam e Alnitak,  la cui retta immaginaria, che tracciano, porta dritti alla grande stella fissa Sirio, considerata il Sacro Femminino astrale.
Martedì 6 gennaio, giorno dell'Epifania, o Befana, è comunque un giorno energetico di manifestazione.
Siamo di Martedì, un giorno dedicato a Marte, in luna calante in Leone.
Siamo quindi sotto l'energia del Fuoco.
E siamo nell'energia del Sacro Archetipo Ebraico Phe, di espansione, che è proprio correlato al segno del Capricorno, segno di terra.
Il Fuoco che si espande nella dimensione della terra, molto simbolico, correlato anche agli ultimi tragici avvenimenti.
L'espansione è legata alla dimensione aria, al vento, al divampare, al dare ossigeno, e questo può anche avere un risvolto negativo.
Un Fuoco troppo ossigenato, può risultare fuori controllo, indomabile.
La stessa pronuncia della Phe, in termini fonetici, è come un'esplosione di suono.
Per questo motivo, la dimensione della Phe, che ancestralmente veniva rappresentata dal glifo di una bocca femminile, necessità della sacra dimensione del silenzio, dell'interiorizzare, per convogliare questa potente energia, verso i piani più alti, sublimandola, elevandola, dal piano della dimensione terrena, essendo collegata al Capricorno, segno di terra, dalla forma-pensiero terrana, verso una dimensione più alta, quella della Stella, l'Arcano Maggiore XVII a cui è correlato questo Archetipo Phe.
E la Via del Femminile, in nuda verità, così come è rappresentata la Stella negli Arcani Maggiori.
Le 8 stelle che costellano spesso questo Arcano, rappresentano la stella di Venere, ad 8 punte, il Sacro Femminino ancestrale.
Venere, che con la sua levata e tramonto eliaci, accompagna il Sole.
Quando il Sole riposa, è il Femminino a custodire e nutrire il seme, affinché germogli, nonostante il buio, l'assenza di luce.
Le acque inferiori e le acque superiori, che trovano in questa dimensione, la potenza della sublimazione, degli intenti nobili.
Della Manifestazione sublimata.
È un salto di Ottava, che libera dalle reiterazioni
La fine è implementata nel principio.
Quindi non c'è inizio e non c'è fine.
È continua entropia, che è continua possibilità creatrice.
Continua occasione di manifestazione, di quell'Essenza divina, che si snoda attraverso la circolarità del già visto, ma che offre infinite possibilità di manifestazione.
Di Epifania.
Il 6 è anche 1+5
Che può essere letto anche come 15, il quindicesimo Archetipo Samech, la sinergia autofecondante degli Opposti( 1+5= 6), ma anche la divisione data dall'Arcano XV del Diav*olo.
Questo Archetipo è un punto Zero di un'Entropia in cui la creazione è possibile, perché è terreno fertile di infinite possibilità.
È una rinascita continua.
Infatti la Samech è legata al solstizio d'inverno, in cui il Sol Bambino, la nostra Quintessenza più alta, emerge dalle tenebre e porta la luce, la ierofania, la manifestazione luminosa.
L'Epifania.
La nostra personale Betlemme.
Un passaggio energetico importante, per stabilire se siamo capaci di creazione o di divisione.
Se riusciamo a far emergere, dalla nostra entropia interiore, quel Fanes, portatore di luce, piuttosto che il Fuoco distruttore, divisore, che costituisce la desinenza della parola Be-fana
"Be-Fanes"
"Essere Fanes", portatori di luce.
Un Femminino che si sta prepotentemente manifestando, in sincrono con il subentrare dell'era dell'Acquario, perché è lei la depositaria dell'armonia, dell'equilibrio degli Opposti, dell'armonia, della rinascita.
Si va verso la complementarietà, l'unione degli Opposti, che custodisce la Be-fana.
Cerchiamo di essere l'Epifania di noi stessi. Cerchiamo di manifestare la parte migliore di noi stessi, in un periodo storico, che ci sta mettendo a durissima prova. È tempo di manifestare Equilibrio e Fermezza.
E, come Dono, consentiamo all'altro di essere la nostra Epifania. Spronandolo a dare, a tirare fuori, la parte migliore di sé.
Buona Epifania e buona Manifestazione di cuore a tutti.

Tiziana Fenu
©®Diritti intellettuali riservati
Maldalchimia.blogspot.com

Per ulteriori approfondimenti sulla simbologia dell'Epifania, i miei due ultimi scritti nelle mie due pagine JanaSophia e Sacred Symbologies, oppure nel mio blog
-https://maldalchimia.blogspot.com/2024/01/sa-filonzana-be-fanafanes-janas-sarda.html?m=0

-https://maldalchimia.blogspot.com/2024/01/epifania-una-donna-tra-i-re-magi.html?m=0

Epifania di manifestazione



💛Simbolo tomba Guenon /pintadera Nuracraba

 Questa è la tomba di René Guenon, al Cairo. 

Ha inciso un simbolo molto particolare che ho già visto nella nostra pintadera sarda di Nuracraba. 

René-Jean-Marie-Joseph Guénon, il cui nome islamico è Shaykh ʿAbd al-Wahid Yahya, è nato il 15 novembre 1886, Blois, Francia, ed è morto il 7 gennaio 1951, al Cairo, Egitto. 

Scrittore, filosofo, esoterista ed intellettuale, che talvolta ho nominato nei miei scritti. 

Il simbolo è uguale alla conformazione di questa  pintadera di Nuracraba, di cui trovate approfondimenti nel mio scritto

( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/12/pintadera-nuraghe-nuracraba.html?m=0), un calendario lunisolare, che ritroviamo, come simbolo, anche nella croce di Brigid( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/02/croce-brigid-pintadera-nuracraba.html?m=0)

Guenon, grande studioso di simbolismo ed esoterismo. 

Sinergia delle due polarità 

Trasmutazione. 

Rinascita. 

Un simbolo archetipale. 

Croce di Brigid

Imbolc 

Festa della Luce. 

Purificazione attraverso il Fuoco e l'Acqua. 

Molto simbolico. 

Anche perché la Croce di Brigid ( detta Cros Bride) è un simbolo complesso, nato da un sincretismo tra la cultura celtica pagana e quella cristiana. Il suo significato su una tomba deriva dall'intreccio di queste due tradizioni.

Nella tomba, infatti, il simbolo può esprimere significati diversi, dall'invocare la protezione della dea sul luogo di riposo del defunto e sulla sua anima, alla simbologia della transizione e rinascita pagana, concetto esemplificato dalla Ruota dell'Anno.

Rappresentare la morte come una fase del ciclo naturale, preludio a una rinascita.

In ambito cristiano, testimonia la fede cristiana del defunto e la speranza nella salvezza attraverso la croce.

Guénon aveva grande interesse per tutte le tradizioni spirituali, compresa quella celtica. 

Studiò e scrisse ampiamente sui simboli e le dottrine delle culture antiche, e in alcune sue opere si trovano riferimenti ai miti celtici e alla simbologia dell'"Isola Verde" (un nome talvolta associato all'Irlanda nelle sue tradizioni più antiche). 

La data di morte può essere un indizio, per riuscire a capire il perché della presenza di questo simbolo nella sua tomba. 

Il 7 gennaio è vicino al primo febbraio (festa di Santa Brigida e dell'Imbolc celtico), quindi  il simbolo potrebbe avere un significato rituale ancora più forte.

Su Imbolc e Candelora, in Sardegna, in particolare, approfondimenti nel mio scritto 

https://maldalchimia.blogspot.com/2021/01/simbologia-della-festa-della-luce.html?m=0


Tiziana Fenu 

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Simbolo tomba Guenon /pintadera Nuracraba












sabato, gennaio 03, 2026

💙Plenilunio in Cancro, del Lupo

 Questa Luna Piena in Cancro guidati dal Sacro Archetipo Ebraico Nun, il quattordicesimo, è estremamente potente. 

Il Cancro è l'antipode del Capricorno, e, in questo contesto, estremamente interessante, dal punto di vista energetico e alchemico, come all'interno di un canale, abbiamo due portali energetici molto forti, con l'elemento alchemico e trasformativo della Nun, che li accomuna. 

Come se, il traguardo ascensionale del Capricorno, che esotericamente è considerato la porta degli Dei, dovesse radicalizzarsi attraverso la porta degli Umani, rappresentato dal Cancro.

Il Cancro è un segno d'acqua, rappresentato da un glifo che rimanda ad un Tao, all'unione degli Opposti. 

Perché non vi può essere creazione, se non in grembo alla sinergia degli Opposti. 

Quest'asse energetica inaugura questi 2026 del Cavallo di Fuoco, è abbiamo visto, come il Fuoco stia divampando in più contesti 

Un Fuoco non gestito

Che distrugge. 

La Nun di questo plenilunio, porta in sé il Dono della Temperanza, Arcano XIV, dell'equilibrio. 

Siamo a due notti dalla manifestazione della notte dell'Epifania, della Befana. 

Come ho scritto in un mio approfondimento sulla "Befana-Filonzana"( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/01/la-be-fana-jana-fanes-sa-filonzana-e-la.html?m=0) la parola "Be-fana", nella sua desinenza "Fana", mi riporta inesorabilmente al Fanes, la luce primordiale, una divinità che gli antichi greci identificavano con il "primo nato", una divinità primigenia, androgina, donatrice di vita e di luce, che emerse dall'uovo cosmico, che rappresenta lo spazio assoluto astratto. 

È il creatore manifestante che porta tutte le cose alla luce. 

Qualcosa che è già dentro di noi. 

È la luce, il Fuoco, l'energia solare, l'Eros, l'energia vitale, il progenitore di tutte le cose, il portatore di Bellezza nel mondo, così come lo è stato il Bambino Gesù venendo alla luce. 

Eros ed Eroe hanno la stessa radice, che è di origine ebraica. 

Gli Eroi emergono dall'Eros, da questa energia solare/vitale. 

Vengono alla luce, e per venire alla luce devono essere "be-fana". 

Essere in atto, Fanes, il brillante, il Dio luminoso androgino, che inglobato da Zeus, gli consentì di manifestarsi in tutta la sua potenza, tramite i fulmini e le saette. 

Non è a caso, che la Be-fana venga festeggiata il 6 Gennaio. 

Il 6 indica la coppia divina.

L'unione degli Opposti. Il fiore della vita a 6 punte. 

[...] Fanes ha un'aspetto infuocato. È il simbolo della conoscenza, della Sophia. 

Sophia che si può acquisire solo se si diventa in atto, in Be-fane, una Befana

Allora si, che ci può essere epifania, manifestazione, un venire alla luce".

Questa Luna Piena in Cancro, governata dall'Archetipo Nun di trasformazione, e dall'Arcano XIV della Temperanza, spinge a questa profonda trasformazione che, ad alti livelli, a livello spirituale, con l'energia del Capricorno, è già avvenuta. 

Quel Capricorno, che ci ha insegnato a governare le energie delle vette e degli abissi, con la sua costanza, fermezza, forza di volontà. In un percorso fatto in solitaria, emergendo dalle proprie acque, inerpicandosi attraverso gli spuntoni delle asperità delle sue incertezze, dei suoi timori, ma sicuro della propria potenzialità, del proprio intento. 

Questo passaggio amniotico nelle acque ancestrali del Cancro, rimanda ad una dimensione uterina di appartenenza alla propria cellula monadica. 

Noi, e il nostro gemello interiore, la nostra luce interiore, 

Il nostro Fuoco, che non può spegnere nemmeno l'acqua. 

È questo, ciò che ci fa vivere, come Dei tra gli Umani. È questo, ciò che ci fa varcare la soglia cancerina degli Umani. 

Essere "Fanes". 

Gli Dei infuocati che brillano. 

Questa consapevolezza delle nostre potenzialità, è un enorme trasformazione, che è il naturale epilogo delle energie che ci hanno accompagnato nel 2025 di gestazione, essendo un anno 9, l'anno del Serpente Verde, dell'Archetipo Teth. 

Si riparte da qui, da questa dimensione amniotica di profonda trasformazione, con un'energia arricchita. 

L'energia della Nun, che, come abbiamo visto, riflette questa energia primordiale androgina di ritrovato equilibrio. 

Equilibrio manifestato sia dalla stessa identità energetica del Cancro, il cui glifo è un Tao perfetto di simmetria, sia dall'energia della Temperanza, i cui vasi comunicanti tra le sue due polarità, manifestano rinascita, trasformazione, armonia ritrovata. 

Perché appartiene all'acqua e alla terra, così come il Capricorno stesso, animale ibrido tra acqua e terra, e lo stesso Cancro. 

La dimensione amniotica del Cancro, ricca di quel sentire emotivo, tipico di questo segno, porta con sé anche la dimensione delle memorie ancestrali. 

Perché l'acqua, la Mem, è anche Mem-oria. 

Ma, memoria, significa ricordare per essere, non per stagnare nel ricordo. 

Ricordare come eravamo, nell'origine, nella nostra pienezza monadica, con il nostro gemello animico, il nostro Fanes interiore, il nostro Fuoco interiore. 

Nella nostra primordiale dimensione di appartenenza, quella divina, alla quale aneliamo come istinto primario e primordiale. 

Per portare il nostro Fanes, Fuoco interiore, celato, custodito, alla superficie, oltre le acque della nostra intima gestazione, e attraverso esso, creare la nostra personale Epifania, la nostra Manifestazione. 

Nettuno, insieme alla Luna, governa, esotericamente proprio il segno del Cancro, il Dio delle acque, la dimensione della trasformazione, dell'energia femminile che si incontra quando si smette di lottare, di controllare, quando ci si fida e ci si affida ad un qualcosa di più grande, perchè l'acqua tiene a galla solo chi si fida.

Solo chi, sente intimamente questa connessione profonda e ancestrale, proprio a livello di memoria amniotica, di appartenenza, di memoria di Casa, della dimensione divina, a cui animicamente apparteniamo.

In questo passaggio così intenso e profondo, ricordare, è soprattutto trasformare.

Ricordare, per non perpetuare.

Per non restare schiavi del ricordo, del passato. 

Per sciogliere certe dinamiche karmiche, che si ripresentano, proprio per essere alchemizzate, integrate e trasformate.

Riconoscerle, amarle, come parte di noi, e liberarle in volo di farfalla.

La bellezza, la compassione e l'amore venusiano, di questa Luna Piena in Cancro, che cade proprio di sabato, il giorno consacrato a Saturno, il Femminino, rende questa energia di manifestazione, di Epifania, ancora più preziosa e Sacra.

Sacra, come la nostra Intima Essenza.

Si sente tanta amorevolezza e nutrimento, in questa Luna Piena in Cancro. 

Arriva come una Carezza sull'Anima. 

Da parte di un'energia, di un qualcosa, di una Bellezza incommensurabile, più grande di noi, verso la quale proviamo questo profondo senso di appartenenza, che fa sbiadire e bypassare, tutte le "carezze" che la vita, le persone, ci hanno negato. 

Il Capricorno, che domina la Porta degli Dei, introietta in sé, il suo percorso esperienziale, ne fa tesoro, come in un grembo, per il suo percorso evolutivo, perché ha una vetta da raggiungere.

L'apparente stasi del suo procedere è sinonimo di trasformazione, di percorso gestazionale nelle sue stesse acque amniotiche, perché il Capricorno è un segno femminile, e non può che essere "gestazione alchemica" di sé stesso.

Gestazione che implica raccoglimento, silenzio, concentrazione, ricettività.

Non si può percepire, nel frastuono del mondo, e il bisogno di isolarsi, di ritrovare quella dimensione intima e meditativa, dopo la frenesia di questa festività, è molto forte, in questi ultimi giorni.

Perché sa di essere Seme con il sole dentro, che resiste al freddo, al ghiaccio.

È un Fanes. 

Un portatore di Epifania, di Manifestazione. 

Vede oltre. Vede la prospettiva da un punto alto, vede e domina, tutto il panorama. 

E, dove gli altri vedono solo il Seme, lui vede l'intera pianta, perché ha in grembo, nelle sue stesse acque amniotiche, la memoria di tutte le piante e le primavere che è stato, e il percorso da fare, non lo spaventa.

Pazienza, perseveranza, accoglimento, accettazione, leggerezza e profondità insieme. 

Per questa intima Epifania d'Amore, verso noi stessi, inanzittutto. 

Osservare gli eventi esterni, il poco discernimento e irresponsabilita, non può che farci da specchio. 

Sono eventi ricchi di simbolismo, che vanno a scavare profondamente, con i loro ancoraggi alle memorie collettive. 

La  disidentificazione ad esse, porta a nuove prospettive. 

La debita distanza. 

La Luna del Lupo. 

Così viene chiamata la Luna Piena di Gennaio. 

Perché Io, sono il mio Branco. 


Tiziana Fenu

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Plenilunio in Cancro, del Lupoo



💙Passaggio Quadrantidi. Plenilunio in Cancro

 Questa notte, si manifesta, oltre che il plenilunio in Cancro, di cui ho già parlato(https://maldalchimia.blogspot.com/2025/12/cavallo-di-fuoco-2026.html?m=0), traguardato dal Sacro Archetipo Ebraico Nun di trasmutazione e dall'Arcano Maggiore XIV della Temperanza, anche il picco di pioggia di  Quadrantidi, dette anche Bootidi, in questa notte di passaggio tra il 3 e il 4 gennaio. 

Le Quadrantidi sono uno degli sciami meteorici migliori dell’anno e non derivano da una cometa ma da un asteroide, chiamato 2003 EH1, ma si ipotizza possano provenire da una cometa identificata 500 anni fa in territorio cinese. 

Le si possono vedere con orientamento nord est. 

Verso est, prima dell'alba si possono notare anche Venere e Mercurio.

Plenilunio in Cancro 

Segno d'acqua. 

Il Cancro ha la Luna dominante e Giove in esaltazione. 

Femminile e Maschile, come la stessa simbologia della Nun, che rappresenta la Vesica Piscis dell'integrazione degli Opposti. 

Siamo anche di sabato, governato da Saturno

La luna, il Cancro, l' acqua, Saturno. 

Le Quadrantidi sono lo sciame meteorico che si trova vicino alla Costellazione del Boote, il guardiano dell'Orsa Maggiore. 

Sono quelle costellazioni circumpolari che sono considerate le sacre Guardiane delle nascite.

Ne ho parlato più volte ultimamente, perche l'Orsa Maggiore è importantissima in ogni civiltà, soprattutto in quella sarda, alcuni dei nostri nuraghi ne sono orientati ( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/01/mogoro-e-lorsa-maggiore.html?m=0

Così importante da essere correlata anche all'importsnte costellazione del Cigno, nella simbologia della Croce nel cerchio, un simbolo archetipale simbolo di connessione tra i tre mondi, presente ancora nel nostro Carrasegare sardo 

( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/11/croce-nel-cerchioshamain-mundus-patet.html?m=0) 

È la dimensione del Meska

Dal mio scritto 

( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/06/giovanni-juvaleorsa-maggiore.html?m=0) 

" Il Meska, durante i riti Iniziatici, misterici, di rinascita, di incubatio, era la pelle sotto la quale si poneva l’iniziando, la pelle che simboleggiava l‘amnios o il chorion, la placenta, la membrana che avvolge il feto. 

Meska, da "mes" che significa “nascita” e ka, “doppio”.

Il passaggio per la pelle, che era simbolo anche dei riti di mummificazione, attraverso la pelle di leopardo, agnello o cervo. 

Le Mesket, le guardiane del cielo, sempre vigili, quelle fanno girare il mondo ( come il giogo, il carro, che gira sempre su se stesso) e rendono immortali), che offrono vita, ma anche morte. 

[...] Forza distruttiva, quindi, ma anche rigenerante, in connessione con Anubi, tanto che Set( che rappresenta la coscia del Toro) e Anubi, spesso vengono sovrapposti, nella dimensione misterica della rinascita. 

La relazione peculiare mostrata tra la Zampa Anteriore del Toro  e l'ippopotamo, è menzionata in parecchi testi mitologici.

Iside, sotto le  sembianze di ippopotamo, sorveglia questo legame della zampa anteriore del Toro, legata con una catena d'oro a due pali. 

Simbologia del giogo, de su Juvale. 

Il Toro domato, tenuto al giogo da Femminino. 

D'altronde, la dimensione della gestione della vita e della morte, è sempre stata di competenza del Femminino, ma lo vediamo anche dalle nostre archetipali icone sarde femminili, della Filonzana, la filatrice, con i due fusi, della quale ho approfondito la simbologia, perché è l'archetipale Fanes, la portatrice di luce( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/01/la-be-fana-jana-fanes-sa-filonzana-e-la.html?m=0), fino ad arrivare a figure importantissime, fino ai nostri giorni, come quella de S'Accabbadora ( approfondimenti https://maldalchimia.blogspot.com/2023/08/dea-acca-laurentiaaccabadorasan-lorenzo.html?m=0) 

Figure femminili legate alla nascita /rinascita, alla luce, in questa o nell'altra dimensione. 

Resta il fatto che la costellazione della Zampa Anteriore del Toro, associata a quella dell’Ippopotamo, è di origine antichissima, indissolubile. 

Gli umani divinizzati, sempre a riflesso delle costellazioni. 

Se Set, Paredro della Dea  ippopotamo Tueret, rappresentava il Solstizio invernale,  la nascita di Horus, la dea Tueret,  rappresentava il Solstizio estivo. 

Solstizio estivo che celebra la luce, e la Dea Tueret, celebrava il parto, il venire alla luce, nel  cielo del Nord, di Mesket,  dell'immortalita, l'Eden, l'albero della vita difeso dai due cherubini. 

Asino e bue si sovrappongono, come simbologia ( il bue e l'asinello a difesa della mangiatoia, è un'iconografia arrivata fino ai giorni nostri, come i due cherubini a difesa dell'Arca dell'Alleanza ). 

La  Zampa Anteriore di Set incatenata ai due pali d’ormeggio di pietra, affidata a Iside, che sotto le sembianze di un Ippopotamo, “il bue delle acque” come lo chiamavano gli Egiziani, la custodisce e la sorveglia. 

Tutte costellazioni che trovano risonanza nella simbologia della nostra Antica Civiltà Sarda perché davanti al toro si trova anche  la dea Serket( anche questo, molto interessante, la Dea Scorpione, simbolismo legato alle acque, ai Giganti di Mont'e Prama - https://maldalchimia.blogspot.com/2024/05/simbolismo-zig-zag-guanto-gigante-di.html?m=0). 

Le Mesket, le guardiane del cielo, sempre vigili, quelle fanno girare il mondo ( come il giogo, il carro, che gira sempre su se stesso) e rendono immortali, con un Focus, in particolare, per queste costellazioni tra Sagittario e Capricorno. "

E ancora, sulla simbologia del Boote/Bovaro, guardiano dell'Orsa Maggiore 

Dal mio scritto 

( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/11/santa-vittoria-di-serri-e-il-dragoboote.html?m=0) 

"E a SUD-EST , la stella più brillante della COSTELLAZIONE del BOVARO /BOOTE , la stella ARTURO , brillava a INIZIO PRIMAVERA

ARTURO (Arcturus in latino) deriva dal greco "Arktouros" (Ἀρκτοῦρος), che significa "GUARDIANO DELL'ORSA ", questo perché sembra seguire da vicino le due Orse, attorno al polo nord celeste.

Un protettore, un custode.

Ma anche colui che assicura FECONDITÀ alla terra.

Infatti, Arturo, la sua gigante rossa più brillante si posiziona proprio in concomitanza dei genitali, che il Bovaro rappresenta nella costellazione, nel secondo chakra  Svadhisthana o Sacrale.

Boote è un agricoltore/custode.

La sua forza vitale (genitali) è simboleggiata dalla stella più luminosa e prospera del suo corpo. Questo collega direttamente la fecondità della terra con la fecondità umana.

Per le civiltà antiche, Arturo era un importante indicatore stagionale.

Il suo SORGERE ELIACO (cioè la sua prima apparizione nel cielo poco prima dell'alba) coincideva, nel Mediterraneo, con l'inizio della primavera, un momento cruciale per l'agricoltura.

Quindi l'orientamento verso Arturo, stella legata al ciclo delle stagioni e alla rinascita della natura (primavera), potrebbe simboleggiare un forte legame tra il CULTO dei MORTI ( Tombe dei Giganti) e i CICLI di RIGENERAZIONE ( la rinascita primaverile di Arturo) della vita.

I defunti, deposti in un monumento "allineato con il cielo", potevano essere visti come parte integrante di questo ciclo cosmico

[...] Ma il nome ARTURO , mi rimanda direttamente al nome del padre di RE ARTÙ , legato alla simbologia de

nome del PADRE di Artù, che mi ritorna con la simbologia del DRAGO e Santa Vittoria. 

PEN-DRAGON , significa letteralmente “TESTA di DRAGO ”

Mente il nome della madre di Artù, è YGRAINE o Yg(u)erne, che significa oca selvatica, CIGNO .

In India Brahma fu chiamato Kalahansa, il Cigno dell’Eternità rappresentato mentre cova “L'UOVO COSMICO ” sulle Acque primordiali

Il mito indù del cigno Hamsa ”l’oca selvatica”, sembra dare significato fin nei particolari alla leggenda medievale dell’Oca-cigno che dà alla luce Arthur.

Guardacaso, la conformazione esterna del pozzo di Santa Vittoria di Serri, è come un UOVO , come la conformazione del Pozzo di Santa Cristina

L'uovo cosmico primordiale

( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/11/simbologia-uovo-cosmico.html?m=0)

Nella mitologia greca, LEDA , FECONDATA dal CIGNO (Giove), partorisce un uovo dal quale nascono i due DIOSCURI , uno immortale e l’altro mortale.

I Dioscuri, gli antichi SARDI PELASGICI

Dal mio scritto ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/04/simbologia-delle-trecce-nel-bronzetto.html?m=0)

"In Grecia era considerato un cappello da viaggio, e attributo specifico dei Dioscuri, i figli del Cigno, di Zeus, che si trasformò in cigno per sedurre la bellissima Leda, del quale parlai in un mio precedente post. 

I Dioscuri, i gemelli Castore e Polluce, naviganti come gli Shardana, protettori dei naviganti. 

Quella COSTELLAZIONE del CIGNO , o CROCE del NORD , così importante per gli Antichi Sardi, perché la sua stella più brillante Deneb, era la stella Polare 12.000 anni fa, e la cui croce astrologica, come abbiamo visto di recente, è una delle tre croci del cielo, sulla via Lattea, di Ascensione verso il Divino. 

[...] Nel mito, non è Artù ad essere trasformato nella stella rossa di Arturo, della costellazione del Boote, ma ARCADE , re dell'Arcadia, figlio di Callisto, amica di Diana, trasformata in Orsa.

In pratica, ARCTURUS era il GUARDIANO della stessa MADRE CALLISTO , trasformata in costellazione che capeggia il Nord, l'Orsa Maggiore.

Così come, Arturo è succeduto a Pendragon, Il Drago Polare , suo padre, l'Orsa è succeduta alla Costellazione del Dragone, il quale Dragone, in epoche antichissime, aveva una posizione (rispetto al Nord) analoga a quella attuale di Boote.

Nel 3000 a.C. la posizione polare era occupata da Alfa Draconis, all’epoca degli antichi greci la costellazione che occupava il posto di polare era Beta Ursus Minoris e nel 14000 d.C. sarà Vega.

Artù corrisponde all’attuale stella polare, l’Orsa Maggiore, mentre prima la stessa posizione era occupata dalla costellazione del Dragone. Alla sua morte Artù venne trasportato nella costellazione del Carro, l’Orsa, o nell’isola di Avalon."

Vedete quindi, come la simbologia del Boote, delle stelle circumpolari, della costellazione del Cigno, della dimensione della nascita e rinascita, siano legati all'elemento amniotico dell'acqua. 

Tutti fattori che si accordano, armoniosamente, a questo passaggio di Plenilunio in Cancro, costellato dallo sciame meteorico delle Quadrantidi, che nascono proprio in quella dimensione circumpolare delle Mesket, le guardiane dei cicli di nascita. 

Un passaggio tutto al femminile, quindi, in una dimensione amniotica profonda, di ascolto e osservazione. 

Non poteva esserci inizio migliore, per questo anno 10, che è un anno Yod, il punto di concentrazione, propedeutico all'espansione. 

Un passaggio forse un po' malinconico e introspettivo, silenzioso, ma sicuramente funzionale ad una maggiore dialettica con la nostra dimensione più intima, ricettiva, e spesso più vulnerabile, come è anche nello stesso segno del Cancro. 

Vulnerabilità, che è sensibilità. 

Comunque sia, sempre. 


Tiziana Fenu 

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Foto di Stefano Maraggi per Passione Astronomia

Passaggio Quadrantidi Plenilunio in Cancro