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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

martedì, aprile 04, 2023

💚Demetra sul cubo

 Splendida statuina, nella prima immagine, di Demetra seduta, la Dea del Pantheon greco, dea dell'agricoltura e della fertilità, figlia di Rea e di Crono, e madre di Persefone e Iacco (entrambi con Zeus) e di Plutone, il dio della ricchezza (con il mortale cretese Iasion, che fu successivamente ucciso da un fulmine di un geloso Zeus).

Il Santuario di Eleusi, dedicato ai Misteri Eleusini, era dedicato sia a Demetra che alla figlia Persefone. 

Demetra e Persefone erano molto spesso accoppiate insieme e talvolta anche indicate come un'unica dea con un duplice aspetto. 

Le due dee, le due Demetra.

La storia di Demetra e Persefone, che fu rapita da Ade, era simbolica del mutare delle stagioni e del perenne cambiamento dalla vita alla morte, alla vita ancora una volta, e il ritorno della vita in primavera. 

Infine, come compromesso, fu deciso che Persefone sarebbe stata rilasciata ma che sarebbe dovuta tornare nell'Ade per metà dell'anno. 

Una simbologia che si ricollega alla pratica di seppellire i semi in estate in modo che non si secchino prima di poter essere seminati in autunno. Il ciclo divenne uno dei rituali dei sacri Misteri Eleusini; infatti i simboli del culto erano spighe di grano e una torcia, simbolo della ricerca di Persefone da parte di Demetra e promemoria del fatto che i rituali a Eleusi si svolgevano di notte. 

In questa rappresentazione, Demetra siede su un cubo, che implementa  in sé, la parte inferiore del corpo, la parte "produttiva" in senso fisico, dove ha sede il grembo, l'utero, l'apparato riproduttivo femminile, legato ai cicli. 

I cicli della produttività, della sterilità, dell'ovulazione. 

Infatti, a livello corporeo, il cubo è legato al primo chakra, o chakra di base, della radice, Muladhara, 

Ed è proprio per questo legame con i cicli, e con il tempo, che trovano riflesso nei cicli di Madre Natura, nei cicli lunari e solari, e cosmologici in genere, che troviamo la simbologia del cubo, legata al tempo, al padre di Demetra, Cronos/Saturno, Dio del Tempo, che è anche un dio distruttore, distruttore dei suoi stessi figli, nella mitologia greca. 

Il cubo ha un profondo significato esoterico. 

Inanzittutto è formato da 6 quadrati. 

Il quadrato è il simbolo della dimensione terrena, di Madre Terra. 

I quattro punti cardinali, i quattro elementi della materia, acqua, aria, terra e fuoco. 

Quindi la terra, ma anche la sua estensione nell'etere. 

Invece il 4, moltiplicato per il dieci, che esotericamente rappresenta l'Archetipo creativo della Yod, la prima lettera del tetragramma divino YHWH, diventa un 40 che rappresenta le prove iniziatiche di purificazione: la Quaresima, i 40 anni di attraversamento  nel Sinai, i 40 giorni di tentazione del Cristo nel deserto, tra le più importanti. 

Ma il numero 4 è anche l'Archetipo Dalet, la porta. 

Il cubo rappresenta l'elevazione spirituale, tridimensionale, dalla materia, attraverso la materia, verso il Divino. 

È un quadrato all'ottava, che convoglia, veicola e concretizza queste energie spirituali, nella dimensione terrena, attraverso il portale simbolico della Dalet, il quarto Sacro Archetipo Ebraico. 

Demetra non può prescindere da questa dimensione, fa parte dello stesso cubo, che l'ha creata, in una dimensione spazio temporale di solidità, di stabilità, di armonia, di fondamento, come manifestazione del Divino nella materia.. 

Quasi a simboleggiare "la prima pietra", la pietra di fondamento di tutta la struttura. 

La prima pietra simbolica, la Kephas, in aramaico, che indica un cubo di pietra, che metaforicamente, indica un frattale dell'intelletto divino, perché la radice Keph-, è presente anche nella parola  Kephale', che significa, la testa.

Il cubo, che è anche simbolo della Gerusalemme celeste, e della Pietra, la testata d'angolo, nella costruzione del Regno divino, affidata a Pietro, simbolicamente. Gerusalemme celeste che viene descritta come un cubo, che si inalza oltre la materia, che ha come misure un "12x12x12 cubiti". 

12 x12 fa 144

144 è il doppio di 72, un numero che corrisponde ad un grado precessionale, come ho scritto in svariati miei post, a riguardo della geometra Sacra, presente, proprio attraverso questo angolo a 72°, negli ingressi dei nuraghi, dei pozzi sacri e delle proporzioni auree dei Giganti di Mont'e Prama, delle Dee Madri sarde e dei bronzetti. 

A questo proposito, mi viene in mente, per associazione, un quadro di Sal­vador Dalí,

" Cru­ci­fix­ion" (Cor­pus Hyper­cubus), del 1954

Una rappresentazione del Cristo su un ipercubo volumetrico, disteso, a forma di croce, che rappresenta il principio androgino, Padre-Madre, maschile e femminile, che è lo stesso principio  della Radice della natura, i poli opposti che si manifestano in tutte le cose. 

Quindi, primaria manifestazione di vita. 

Lo Spirito che trova manifestazione nella Forma, nel Figlio, rappresentato dal Cristo. 

Una figura perfetta, quella del cubo, perché il suo centro di simmetria, l'incrocio delle quattro diagonali, è anche il centro della sfera, metafora del mondo spirituale, inscritta e circoscritta. 

Mi viene in mente che ho visto altre divinità, rappresentate sul cubo, come la divinità Xochipilli. La sua controparte femminile, di fatto la sua sposa, è Xochiquétzal, “Fiore prezioso”, madre di Quetzalcoatl, il dio serpente piumato 

ambito atzeco, anch'esso, come Demetra, dio dell'agricoltura, quindi legato ai cicli stagionali, dei fiori, della musica, del canto. 

In questa rappresentazione, Demetra, tiene sulle "gambe/cubo", un uccello, simbolo della dimensione ultraterrena, che guarda verso la sua destra, quindi verso l'est, il punto in cui il sole sorge, che rappresenta la nascita-rinascita, in quella dimensione un cui, come Persefone, rimane per sei mesi nel buio dell'Ade, dell'oltretomba, per poi rifiorire, rinascere, in primavera, quando durante l'equinozio  primaverile, il sole nasce esattamente ad est. 

Questa stupenda statuina è esposta al Museo Archeologico di Milano, proviene dalla Sicilia e risale al IV secolo aC


Tiziana Fenu

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Demetra sul cubo









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