"La cenere conduce, inoltre, a un’altra potente figura divina: Ecate.
Cerere è infatti riconosciuta come uno degli aspetti della Triplice Dea Ecate, la cui natura comprende Kore/Persefone (la Fanciulla), Demetra/Cerere (la Madre) ed Ecate stessa (la Vegliarda o Donna Saggia).
Ecate, signora dei confini e delle trasformazioni, presiedeva ai passaggi di stato, accompagnando Persefone nel suo ciclo di discesa (catabasi) e risalita (anabasi) dagli Inferi.
In alchimia, il processo di riduzione in cenere, la calcinatio, appartiene alla fase dell’Albedo (lo sbiancamento), connessa all’elemento Acqua, all’argento e alla purificazione del principio femminile.
A questa segue la Citrinitas (l’ingiallimento), associata all’Aria, all’oro e al Sole, e infine la Rubedo (l’arrossamento), fase del Fuoco, del Mercurio filosofale e del Rebis, ovvero del matrimonio alchemico tra maschile e femminile che conduce alla Pietra Filosofale.
In questa prospettiva, il Mercoledì delle Ceneri trascende la sua lettura penitenziale per rivelarsi come una celebrazione ciclica di autorinnovamento e autorigenerazione.
La cenere, prodotto della combustione del simbolo arboreo (la palma, l’asherah), diviene essa stessa agente di purificazione e potenziale fecondità.
Essa incarna il principio della partenogenesi archetipale, quella capacità di autogenerarsi insita nel Femminino Divino.
Il Fuoco che produce la cenere, il Fohat della tradizione esoterica, il fuoco vulcanico della Kundalini, è l’intelligenza trasformatrice per eccellenza, capace di disintegrare e ricreare, di condurre attraverso la morte a una rinascita.
[...] Pertanto, il rituale della Cenere si inserisce in un solco culturale mediterraneo di straordinaria profondità, che lega il Mundus Cereris romano al Carrasegare sardo, l’albero di Asherah alla palma di Hator, la calcinatio alchemica al ciclo di Ecate.
In esso, la cenere non è il segno terminale della distruzione, ma l’inizio di un processo.
È la matrice oscura e feconda dalla quale, dopo la necessaria purificazione (Albedo) e l’attivazione dell’energia solare (Citrinitas), può scaturire la nuova vita, simboleggiata dalla sintesi suprema della Rubedo.
È la celebrazione del Fuoco Trasformatore della Divina Madre Cosmica, che attraverso le sue stesse ceneri rinnova il ciclo perpetuo di vita, morte e rigenerazione.
[...] Il parallelismo emerge profondo, sul tema catabolismo-anaabolismo.
[...] La messa a morte del "Re Carnevale" (effigie bruciata o decapitata) è un chiaro “sparagmòs rituale”.
[...] La comunità, attraverso le sue maschere e i suoi riti, non si limita a rappresentare un mito, ma attivamente opera la trasmutazione simbolica della propria condizione esistenziale.
Attraversa consapevolmente la Nigredo dell'inverno, del lutto e del caos primordiale.
Ne distilla l'Albedo attraverso figure di ordine e purificazione, per giungere infine alla Rubedo del rogo purificatore e della risurrezione festosa, che garantisce la rigenerazione del cosmo agrario e sociale.
In questa prospettiva, il Carrasegare è una struttura viva e pulsante che si manifesta come intenso e complesso sistema esoterico vivente, con una perfetta gestione delle energie, del tempo ciclico, attraverso una profonda opera collettiva di trasmutazione ontologica, e di profonda riconnessione agli archetipi primordiali.
Una conoscenza ermetica, sapienzale, ancestrale, che viene veicolata da corpi viventi, da gesti antichi, da silenzi che valgono più di migliaia testi scritti.
[...] Parallelamente si può anche elaborare un'interpretazione simbolica che unisce le strutture archeologiche sarde alle fasi alchemiche del Carrasegare, nella sua universale simbologia di morte e rinascita, basandomi sui significati universali di questi concetti.
[...] Dal passaggio attraverso la morte ( il Carrasegare/Nigredo nelle tombe), alla Purificazione e nuova luce ( l'Albedo nel pozzo sacro), fino alla Rinascita nella pienezza della vita ( la Rubedo nella torre nuragica).
[...] Il ciclo del Carrasegare, che celebra la morte per rigenerare la vita, rispecchia l'eterno ritorno delle fasi alchemiche e trova un potente eco nel paesaggio archeologico sardo, che dall'oscurità delle sepolture conduce alla luce delle sue imponenti architetture"
Tiziana Fenu
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Maldalchimia.blogspot.com
Tratto dal mio libro"Il Tempo Capovolto"
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Foto Alessandra Garau Artist ( non presente nella mia pubblicazione editoriale)


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