Oggi, nel giorno del Mercurio, il 18 Febbraio, mentre la Luna crescente dimora nel segno umido e duale dei Pesci, dimora delle acque primordiali, si celebra il rito delle Ceneri, soglia che dischiude il sacro tempo quaresimale.
Siamo avvolti dall’influsso del Ventunesimo Archetipo Sacro dell’alfabeto ebraico, lo Shin, il Fuoco interiore per eccellenza, la fiamma che non consuma ma trasfigura, in corrispondenza speculare con il XXI Arcano Maggiore del Mondo, compimento e totalità del ciclo.
Si configura così una triplice dinamica eterica
L'Aria (Acquario), l’Acqua (Pesci) e il Fuoco (Shin).
Tale polarità dialettica viene amplificata dalla natura stessa del giorno, governato da Mercurio, il messaggero alato, signore della comunicazione e delle sintesi degli opposti. Il glifo dei Pesci, d’altronde, reca in sé l’impronta del Tao, l’unione dei due princìpi che, fluendo in direzioni opposte, generano l’armonia dinamica del creato. È questa duplice natura, questa corrispondenza speculare, che trova nel Mercurio cosmico il suo riverbero e la sua cassa di risonanza.
In questo Mercoledì delle Ceneri, dunque, si dispiega una dimensione profondamente dinamica.
L’elemento aereo e quello igneo si fecondano a vicenda, danzando nel grembo femmineo dell’acqua mercuriale, acqua trasmutatrice che dissolve e riduce in cenere, simbolo per eccellenza, quanto è d’ostacolo al cammino di purificazione.
Siamo immersi nella materia trasmutante del Femminino, quel principio che si sposa con perfezione alla dimensione alchemica e iniziatica del rito.
Ed è proprio Mercurio, custode del caduceo e delle due energie serpentine della Kundalini che si armonizzano, a fare da nume tutelare a questa giornata, orchestrata in una combinazione perfetta di numeri, Archetipi, Arcani, segni zodiacali e simboli ermetici.
Chi, più dello Shin, il Fuoco Sacro, potrebbe incarnare esotericamente "l’acqua del fuoco”, preparando le nostre nature a questa stagione di intensa spoliazione?
L’eclissi e il novilunio di ieri, insieme al solenne ingresso del Cavallo di Fuoco, come già ebbi a tratteggiare nel mio precedente scritto, segnano il battito iniziale di questa autofagia che su se stessa implode, per poi esplodere in rinnovata luce. Il Mercoledì delle Ceneri non poteva che traguardare un nuovo inizio, una nuova fase di destrutturazione.
La cenere catarchica, la cenere che imbianca.
Un’Opera alchemica di straordinaria potenza, Acqua e Fuoco in sinergia, nel grembo della Madre, di Madre Terra, mentre la luna crescente nuota nei mari dei Pesci.
Questo significa anche immergersi nel karma, nelle ferite, in tutto ciò che pertiene alla densa dimensione materica, che è pur sempre Mater, Terra, Grembo.
Aspetti che devono affiorare dagli abissi per essere decantati, ridotti in cenere, alchemizzati. Paradossalmente, la cenere è ciò che sbianca i tessuti. Anticamente, era il liscivio che lavava e restituiva candore, e alchemicamente porta in sé il concetto di purificazione assoluta. Reca altresì la dimensione del nutrimento, quale fertilizzante che rende la terra nuovamente prodiga. L’anno nono del Serpente di Legno ha fornito la legna. Gli alberi, vivi, generano ossigeno.
Morendo, offrono calore, protezione, arte, e infine cenere e carbone che sbiancano e continuano a nutrire il suolo.
Ma la cenere non è semplice terra.
È il frutto di un processo, chimico e alchemico, che conduce a una rinascita, non a un mero disgregarsi in polvere.
Ci si trasforma e ci si trasmuta per incenerimento, tappa imprescindibile prima della Pasqua, morte e rinascita simbolica.
Rito primaverile di risveglio, di Rinascita, propiziatorio e protettivo, beneaugurante per fertilità e abbondanza, le cui radici affondano nella notte dei tempi.
Le cerimonie purificatrici del Fuoco, in sinergia con l’acqua, il Maimone celebrato nei carnevali sardi, aprono le danze sin dal 16-17 gennaio con i Fuochi Sacri di Sant’Antonio, per poi proseguire con Imbolc e la Candelora, sempre legate alla dimensione luce-fuoco-calore. Sono ritualità ancestrali di purificazione, necessarie al passaggio equinoziale, in equilibrio fra le due polarità, Acqua e Fuoco, della morte e rinascita pasquale.
Simbologie che la religione cristiana ha successivamente adottato e codificato.
Percorrendo il calendario liturgico, si scoprono numerosi elementi che hanno alimentato il simbolismo alchemico. La Festa della Purificazione della Vergine, nonché presentazione di Cristo al Tempio, cade quaranta giorni dopo il Natale.
Gli stessi quaranta giorni che separano la Candelora dalla Pasqua, e la Pasqua dall’Ascensione. Senza dimenticare le concordanze del Natale con il Solstizio d’Inverno e della Pasqua con l’Equinozio di Primavera. I quaranta giorni che intercorrono fra queste date fisse corrispondono a una lunazione e mezza.
Il primitivo calendario cristiano era infatti lunare, e le quarantene ritmano la manifestazione e la vita del Cristo nella società degli uomini.
Un ritmo lunare di incarnazione nella materia, nella forma, nella Mater-Matrix, in seno alla dimensione archetipale della Mem, le acque cosmiche creatrici, il cui valore ghematrico è proprio il 40.
La Mem lava, discioglie, fa fluire, e reca con sé le memorie.
Il Cristo Solare, elemento Fuoco, e i suoi ritmi lunari di quaranta giorni, elemento Acqua.
Processo di incarnazione delle Anime, di Ascensione.
La via delle Anime.
La via della Via Lattea.
Cristo crocifisso a Pasqua con Luna Piena, e la sua Ascensione con il novilunio, quaranta giorni dopo la Pasqua.
E ancora dopo, a Pentecoste, dieci giorni oltre, in Luna Piena, invierà parte del suo Spirito, della sua Anima, sugli Apostoli riuniti con la Madonna nel Cenacolo, nella corrispondente festa ebraica della mietitura, Shavuot. Cristo solare, apollineo, indissolubilmente legato ai cicli lunari. Alchemicamente, Sole e Luna, l’oro e l’argento filosofici, rilasciano il Rebis, la pietra filosofale.
Pietra che può nascere solo in primavera, poiché il fuoco tellurico, d’inverno, dorme nelle viscere del pianeta, come nel culto mitraico poi assimilato dai Romani.
La simbologia del bue e dell’asinello nella grotta di Betlemme rappresenta lo Zolfo e il Mercurio, la materia prima su cui lavora l’alchimista. Il Cristo entra in Gerusalemme onorato dalle Palme e chiede un’asina. Tutti gli asini recano sul dorso il segno di croce formato da due linee di pelo più scuro che s’incrociano sulla colonna vertebrale. È la dimensione della materia, in cui le due sinergie agiscono per creare: simbolo del crogiolo alchemico, nell’umiltà e semplicità della materia.
L’asino è sempre stato portatore di divinità. L’asina, ancora Femminino. Il Mercurio, il Femminino che guida questi passaggi di purificazione-creazione, tutti traguardati da moduli di quaranta giorni, come i giorni del Diluvio universale. Il 40 ghematrico della Sacra Madre Mem, delle Acque Cosmiche e ancestrali.
La benedizione dei ceri, quaranta giorni dopo la nascita del Cristo, in cui la Vergine viene purificata, anticipa di quaranta giorni il Mercoledì delle Ceneri che apre la Quaresima.
Candelora, Fuoco.
Il Femminino sempre presente, nelle due polarità sinergiche Fuoco-Acqua. Rimandi che suggeriscono un intenso periodo in cui si richiedono equilibrio, capacità, discernimento, all’interno di una quarantena spirituale che è vera e propria quarantena iniziatica.
Il numero 40, infatti, compare spesso nella tradizione esoterica mediterranea in relazione alla grande opera di rigenerazione iniziatica. Dimensione di restrizione, di morte apparente, di “oscurità”, per giungere alla condizione opposta: dalla morte alla rinascita, alla resurrezione.
In ebraico, 40 si dice arbaim, che significa moltitudine, grandezza, compiutezza. Nell’antico egizio, ab significa luna. Il numero 40, il 4, era legato ai cicli lunari, al Femminino, e anche a Madre Terra, rappresentata proprio dal 4 con i suoi punti cardinali, i suoi elementi, le sue stagioni, che anticamente, seguendo il calendario lunare, erano composte da quattro mesi. Il 40 esprime la totalità di un periodo intenso di Morte e Rinascita, che si inaugura proprio nel grembo della Madre.
Della Mater. Che è Materia. Che è Memoria (Mem-memoria). Tutto ciò è funzionale alla rinascita. Morte-inizio-iniziazione.
La Mem è indicata in ghematria, guardacaso, proprio dal numero 40.
Il Diluvio universale durò quaranta giorni. Appena terminato, uscì dall’Arca il corvo, per non farsi più rivedere, seguito subito dopo dalla colomba, dall’apparire del sole e dai colori dell’arcobaleno.
Sono i colori della Grande Opera, Nigredo, Albedo, Rubedo.
E della fase dell’Albedo, in questo Mercoledì delle Ceneri, ritroviamo l’importante fase della calcinazione.
Prima della messa, il sacerdote, ammantato di piviale viola, benedice le ceneri in un vaso posto sull’altare. Sono le ceneri derivanti dalla combustione dei rami di palma e d’ulivo benedetti l’anno precedente.
Palme che rappresentano il Femminino, l’Albero della Vita stesso, la Pietra Filosofale che prende forma nella materia.
Per gli Egizi, la palma simboleggiava Bellezza, Armonia, Fecondità, ed era ricondotta alla Dea Hator, la grande Mucca celeste che creò il mondo e il Sole. Hator è raffigurata mentre versa l’Acqua di Vita al defunto al di sopra di una palma:
“Siederò in un luogo puro tra le foglie della palma dei datteri della Dea Hator” (Libro dei Morti).
Palme che simboleggiano l’immortalità, e come alberi della vita collegano cielo e terra. Ma la palma era anche immagine della Dea Tanit, rappresentata con una palma e due serpenti, le due polarità energetiche.
Queste ceneri devono sottostare alla fase alchemica di calcinazione, operazione attraverso la quale il fuoco muta qualitativamente la materia, liberando principi volatili da sostanze solide, come reazione chimica dell’ossigeno.
La calcinazione appartiene alla seconda fase della Grande Opera, dopo la Nigredo e prima della Rubedo finale. Fase chiamata Albedo, sbiancamento o leucosi, associata all’elemento acqua, all’argento, rappresentata dalla distillazione, dalla calcinazione, dalla purificazione, dall’alba, dalla Luna, dal femminile, dal simbolo del cigno, e dalla primavera.
Il simbolo alchemico della calcinazione è la salamandra. Essa compare nei tarocchi, nel seme dei Bastoni, che rappresenta il Fuoco, l’energia della Kundalini, le due polarità della creazione. Sulla simbologia della salamandra, creatura a me particolarmente cara, rimando al mio approfondimento nel blog.
Si deve giungere a un punto di calcinazione che produce cenere rossa, indice non di altissima temperatura, ma di una terra rossa che in alchimia è chiamata Adamas, dal nome di Adamo, primo padre degli uomini.
È come una terra rossa che viene congiunta al Mercurio, al Femminino, e da cui si ritiene si tragga l’embrione della pietra filosofale.
La terra adamitica, l’Adamo Uomo Rosso. Il significato di base di ’adam è il colore rossiccio dell’argilla da cui l’uomo è tratto: «Il Signore Dio plasmò ha-’adam con la polvere dell’’adamah (terra)» (Genesi 2,7).
Evidente il collegamento tra la realtà materiale di Adamo, «il terroso», con la «terra», attraverso la stessa base linguistica ’adam/’adamah, che si connette allusivamente anche a dam, «sangue», per il colore rosso.
Energia mascolina e femminina, perché il rosso, come l’ocra rossa usata fin dall’antichità per decorazioni e statuine femminili, indica anche la fertilità del mestruo femminile.
Mestruo.
Estro.
Creazione.
Ostro, vento del Sud.
Nella Ruota della Medicina, il Sud è il punto cardinale del Femminino, legato all’elemento acqua, ma anche al suo complementare fuoco.
Vita e morte insieme.
Ostro.
Istro.
Stella.
Ishtar.
ISTR in comune con Istro. Istro-tirso, il bastone di comando, la pineale.
Istro.
Maestrale.
Mestruale.
Maestre,
le Grandi Madri.
Il vento di Nord-Ovest
Nord, guida per i naviganti, Stella Polare
Ovest, complementare all’Est, il femminile, il nero, la luna, il grembo.
La terra.
Con la calcinazione delle palme benedette l’anno precedente, si ricrea lo stato originario e primordiale della creazione, metaforicamente incontaminato, nel grembo di un’operazione alchemica al “bianco”, nell’Albedo del Femminino.
La polvere.
Un essere minerale nuovo, senza macchia.
Lo stato adamitico primordiale.
La materia destrutturata. Mortificata.
Ricomposta in un nuovo corpo, grazie al Fuoco alchemico purificante che la eleva a un nuovo stato di perfezione.
I rimandi simbolici e alchemici sarebbero ancora innumerevoli, tutti estremamente profondi, e troveranno in altre sedi il giusto approfondimento. Con questo passaggio di oggi , si punta all’alleggerimento, per liberare le pesantezze karmiche, con la Shin che brucia tutto il superfluo.
Si viaggia leggeri. Soluzione, solvere, e risolvere, coagulare. Un periodo che richiede di ri-solvere e risolutezza, senza mezze misure. Centratura. La cenere catarchica.
Ci aspetta tanto lavoro, come sempre. Ma ci trova ogni volta un poco più pronti.
Per la referenza della simbologia della cenere e all'uso di annerire il volto nel nostro Carrasegare sardo, un estratto dalla mia ultima pubblicazione editoriale, "Il Tempo Capovolto. Il Sacro che genera Caos, il Caos che rinnova l’Ordine"
( https://maldalchimia.blogspot.com/2026/02/simbologia-fuliggine-sul-volto.html)
Con infinita gratitudine, sempre.
Tiziana Fenu
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