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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

venerdì, settembre 22, 2023

💛Equinozio autunno 2023

 Domani, Sabato 23 settembre, avremmo il passaggio dal solstizio estivo all'equinozio d'autunno. 

Anche quest'anno, alle 12:00, nel giorno dell'equinozio autunnale, come succede per l'equinozio primaverile, ma alle 11:00, del 21 marzo, nel pozzo di Santa Cristina  a Paulilatino, i ventiquattro gradini che portano verso il fondo del pozzo saranno completamente illuminati dalla luce del sole, e questo consentirà di vedere la propria ombra proiettata sulla parete di fronte capovolta.

Un'immagine altamente simbolica, perché il doppio, il gemellare, il capovolto, consente simbolicamente la rinascita, l'ascensione alchemica.

È un doppio, uno speculare che rimanda fedelmente a quel concetto di equilibrio di cui è portatore l'equinozio.

Il pozzo di Santa Cristina ha una perfetta architettura, progettata proprio per traguardare equinozi e solstizi 

L'asse del suo ingresso, ha un orientamento sud-est/ Nord-ovest,  con ingresso a Sud-est, in corrispondenza dell'alba del solstizio invernale, e, per il nord-ovest, in corrispondenza del tramonto del solstizio estivo. 

Sull'importanza simbolica e trasfigurante dei solstizi, ho già parlato e approfondito. 

Dall'importanza alchemica dell'orientamento solstiziale delle Domus de Janas, alla trasmutazione nel "corpo di luce", nei nuraghi, durante il Solstizio estivo, alla ierofania che si manifesta nel dodicesimo anello della Tholos del pozzo di Santa Cristina, proprio per il Solstizio estivo, come documentato dagli studi sul campo, del ricercatore Sandro Angei( maimoniblog.blogspot.com), ho già approfondito e parlato, così come del fenomeno dell'ombra capovolta che si verifica proprio in concomitanza degli equinozi, quindi anche domani( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/09/ombra-capovolta-santa-cristina.html?m=0) 

Equinozio, che quest'anno, coincide con l'ingresso del sole nel segno della Bilancia. 

Segno che è portatore di equilibrio, di specularita', di armonia. 

Che veicola quel concetto di gemellare e speculare, così presente, nella nostra Antica Civiltà Sarda, che ho sempre approfondito, e che rimanda al concetto di creazione primordiale, la Matrice androgina della creazione, in cui i Gemelli energetici, agiscono in sinergia per la Creazione, per la rinascita. 

Conosciamo bene questa conformazione simbolica. 

Il "doppio tridente". 

Il tridente come simbolo delle antichissime civiltà prediluviane, come quella atlantidea, la cui conformazione strutturale è proprio quella di 7 cerchi concentrici, tre in terra ferma, e tre, in acqua, alternati, e un nucleo interno, proprio come il nostro labirinto a 7 percorsi, di Benetutti. 

I 7 percorsi del labirinto, sono rappresentativi, in modo speculare, così "sopra come sotto", di un preciso allineamento dei 7 pianeti, che si verifica in particolare durante l'equinozio primaverile. 

Indicano la via della rinascita, arrivata fino ai giorni nostri, veicolata dalla rappresentazione della resurrezione drl Cristo, proprio durante l'equinozio di primavera. 

Specularmente, quindi, gli equinozi, rappresentano i due opposti, le due polarità, in perfetto equilibrio. 

Equilibrio energetico necessario per accedere alla dimensione del Divino. 

È la dimensione dell'età dell'Oro. 

La concezione cosmogonica del "doppio", delle coppie primordiali Gemelle cosmogoniche che creano la prima civiltà, ha un'enorme importanza, perché astrologicamente, quella che venne definita l'eta' dell'Oro, si trovava, come cloruro equinoziale, quando il sole sorge, all'equinozio di primavera, sotto la costellazione dei Gemelli. 

Si narra che il primo fuoco degli umani, venne acceso nell'età aurea dei Gemelli, forse un milione e mezzo di anni fa, quando si scoprì che con due bastoncini "gemelli", per confricazione, cioè per notevole sfregamento, si poteva creare la scintilla di vita, di sopravvivenza, del fuoco.

Questo concetto del "gemellare", dal quale scaturisce il fuoco vitale, poi è rimasto nel corso dei secoli, fino ad arrivare anche al periodo che riguarda le concezioni cosmogoniche in Egitto, quindi sino al 6000/4000 a.C.circa, periodo dell'era dei Gemelli, appunto.

Ecco perché le divinità creatrici sono come gemellari in una stessa entità, androgine.

Come androgino, è ciò che si manifesta nel pozzo di Santa Cristina, durante gli equinozi, veicolato dall'ombra capovolta. 

Immagine capovolta che è veicolo della divinizzazione, che ha in sé gli elementi maschili e femminili che gli vengono "rilasciati" dalla stessa pietra su cui si manifesta, come fosse una parete all'interno di un nuraghe androgino, divinizzato. 

Il pozzo di Santa Cristina, ha un suo gemello nel pozzo di Sant'Anastasia. 

I due gemelli, speculari, custodiscono gli opposti, custodiscono il Divino e ne sono sua manifestazione. 

L'ombra proiettata, capovolta, custodisce il divino, e permette la divinizzazione dello stesso umano, che, solo illuminato dal Sole, si rivela nella sua parte divinizzata. 

L'ombra è la prova speculare che l'Umano è stato divinizzato dal Sacro potere del Sole, e nella sua forma capovolta sta rinascendo.

Perché solo l'ombra può rivelare la presenza della Luce, del Divino nello stesso umano. 

Così come riflette, la stessa simbologia della rinascita "divinizzata", la gradinata speculare, con 12 gradini, a quella d'ingresso, con 24 gradini, in numero uguale agli anelli della Tholos. 

24 anelli della Tholos

24 gradoni d'ingresso

12 gradoni superiori speculari

Il totale fa 60

Il numero 60 in ghematria, corrisponde al quindicesimo Sacro Archetipo Ebraico Samet, con funzione "pressione", in quanto agisce per manifestare la nostra parte divina. 

E il numero 15, è da sempre considerato e onorato, fin dalle antiche civiltà, come numero sacro della fertilità, il giorno centrale del ciclo lunare e del ciclo mestruale femminile, il giorno più fertile, quello dell'ovulazione. 

È esattamente ciò esprime, a tutto tondo, proprio il pozzo sacro, lunisolare, di Santa Cristina, in cui l'acqua viene fecondata dal sole, e, insieme, creano le ierofanie divine, e il riflesso doppio, speculare, metaforico, della rinascita, sottolineando, come tutta la struttura, sia intimamente incasellata in una dinamica più ampia, che coinvolge anche la luna, poiché, ogni ogni 18 anni e 6 mesi, quando la luna raggiunge la sua altezza massima, la sua luce attraversa l'apertura sulla sommità del pozzo, riflettendosi sull'acqua. 

A mezzogiorno, non si crea nessuna ombra di riflesso, poiché i raggi del sole cadono perpendicolari e la stessa ombra( il divino), è implementato nell'umano. 

E allora, diventa veicolo di Manifestazione l'acqua, il Femminile alchemico, che, come un grembo, ingravidato dal Sole, purifica e proietta un'immagine capovolta, divinizzata.

L'acqua, speculare e gemella della sua controparte solare, il Fuoco. 

Il matrimonio alchemico tra le due energie, maschile e femminile, che consentono l'alchimia, il salto di Ottava, l'Unione Mistica, si compie durante questa manifestazione altamente simbolica dell'ombra capovolta durante gli equinozi. 

Acqua e Fuoco che agiscono insieme, in sinergia, in contemporanea, per divinizzare l'Umano in un abilissimo e sofisticato gioco di riflessi, con un alto valore simbolico e alchemico. 

Solo qui in Sardegna, sempre attentissimi all'equilibrio degli opposti, potevano creare una tale perfezione.

L'ho scritto nel mio ultimo post. 

La Sinergia degli Opposti è il codice, il linguaggio, la simbologia, che funge da filo conduttore concettuale, alchemico e simbolico, trasversalmente, in ogni passaggio cronologico della nostra Antica Civiltà Sarda, per millenni, attaverso il megalitismo e le forme più raffinate e discrete di manifestazione artistica, strutturale e architettonica. 

Il capovolto, nella sua ricca simbologia di rinascita, che si esplica in un metalinguaggio presente ovunque, a partire dalle Domus de Janas, fino ai tempi più recenti, rientra perfettamente in questo concetto quasi cosmogonico, applicato alla dimensione umana, di creazione e continua rinascita. 

Abbiamo capovolti ovunque. 

Costellano ogni passaggio storico espressivo, dalle Domus de Janas, alle rappresentazioni artistiche nel vasellame, alle stele di Laconi. 

Una simbologia potentissima, quella del capovolto speculare, che troviamo, traversalmente, in ogni civiltà, ma in particolare nella nostra, che forse, più delle altre, ha tenuto vivo, in sé, questo Archetipo, come Matrice mnemonica, amniotica, di una memoria di sé, di civiltà Matrice, rispetto alle altre. 

Un Archetipo che si manifesta attaverso simboli, "tra cielo e terra", a più livelli di lettura. 

Capovolto

Doppio pugnale 

Sacro Vajra

Amazig

Dipolo

Squatter Man

Plasma

Plasma eterico

Fulmine.

Plasma sanguigno

Unione cielo/terra/opposti

Cultura di Ozieri

Su ballu tundu

DNA 

Creazione

Triade doppia.

Strumento di creazione per eccellenza. 

Un simbolo. 

Un Archetipo, di cui i nostri Antichi progenitori, conoscevano la valenza, soprattutto energetica, esplicata poi nella simbologia del doppio e del suo "capovolto/speculare", di cui gli equinozi sono custodi. 

Abbiamo, qui in Sardegna, uno straordinario marcatore di questo passaggio: uno scarabeo inciso nella roccia è stato trovato proprio a Nord della penisola del Sinis, che presenta l'asse longitudinale segnato come linea mediana nel suo corpo, perfettamente orientato all'alba e al tramonto negli equinozi, quindi su una linea "Est-Ovest".

Lo scarabeo, che per orientarsi, segue sempre la Via Lattea

"Su carrabosu" in sardo. 

Carrabosu. 

-"Ca/Ka", che significa il corpo etereo, il doppio della persona, il gemello etereo, la placenta, che era rappresentata dalla lettera H, come Hermes/Mercurio, poiché traghettatrice di conoscenza, di Vita. 

-"Ra" che indica la divinità solare. 

La "bs" finale della parola, rappresentava l'ideogramma del Dio Bes, molto presente, qui in Sardegna, di cui ho già approfondito, protettore della gravidanza e della placenta, considerata nostro gemello sacro durante la nostra vita. 

Bes dalla grande testa, a forma di cuore, come sono state rappresentate alcune nostre Tanit, che in scrittura rappresentavano la lettera H. 

Vedete come, anche parlando dello scarabeo, si ha una continuità di linguaggio, di simbolismo,  che riporta alla nascita, alla rinascita, di cui era custode la nostra Dea Madre di Cuccuru S'Arriu, dalle piccole fattezze di uno scarabeo, svariati millenni prima che gli Egizi lo adottassero come simbolo di uno psicopompo capace di guidare nel mondo dei morti, poiché segue la Via Lattea, che, eppure, ha un orientamento Nord-est, sud-ovest

Quindi la Via Lattea, poteva essere, in un ciclo di precessione precedente, 13000 anni fa, coincidere con un'asse est-ovest, perché sappiamo che la posizione dei poli celesti cambia: tra circa 13.000 anni sarà Vega e non l'attuale Polaris

Quindi è chiaro che anche il nostro scarabeo Sardo, rappresentato da un Sacro Femminino, come la Dea Madre, significa psicopompo per l'ascensione verso Orione, che è lungo la Via Lattea, verso lo stargate divinizzante. 

Lo indica chiaramente la direzione indicata dallo scarabeo nella roccia nel Sinis, così come lo indicano le Tanit, con le braccine equinoziali, e il "Sole /testa", in perfetto equilibrio, sul triangolo ad angoli solstiziali, a 72 °. 

È ciò di cui il Femminino è portatore, legato da sempre alla simbologia dei due solstizi ( da Jana, avremmo, millenni dopo, il Giano romano signore dei solstizi), gli estremi della luce e delle tenebre, che governa il mondo dei vivi e il mondo dei morti, ma, capace, attraverso l'equilibrio delle due polarità ( i Sacri Femminini delle antiche civiltà, erano tutti rappresentati con le braccia aperte e animali speculari ai fianchi e tenuti in mano), di governare gli estremi energetici dei due solstizi, come indicano tutte le mitologie a riguardo, di ogni epoca, a partire dalle antichissime civiltà ( per approfondimenti a riguardo, sulla valenza alchemica dell'equinozio di domani, lo scritto sull'altra mia pagina - https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=802872225175867&id=100063592898035-, che trovate anche sul mio blog). 

Il pozzo di Santa Cristina è un potente portale alchemico, in cui le vibrazioni energetiche, aumentano, in modo esponenziale, man mano che si scende verso il basso, come se fosse una sorta di iniziazione, così come se ne trovano, con questa conformazione, di cui ho già approfondito, in altre parti del mondo. 

È Geometria Sacra, ne porta tutti i parametri. 

E la Geometria Sacra è accesso per il Divino, trasversalmente, in ogni civiltà e periodo. 

Una piccola curiosità. 

Questo passaggio equinoziale autunnale è chiamato anche Mabon, la controparte maschile, fertilizzante, di Persefone, e qui in Sardegna, abbiamo un tipo di melone molto equinoziale, poiché non solo si chiama "brutto bello", in quanto è brutto esternamente, tutto striato e spaccato, ma tanto è brutto, quanto è buono, e il periodo in cui raggiunge la maturazione ottimale, è proprio adesso a settembre, e si conserva bene per molte settimane durante l'inverno. I miei genitori li appendevano con le cordicelle in cantina, e per Natale potevamo ancora gioire della loro bontà.

Il "brutto e il bello", i due opposti in un perfetto equilibrio di profumo e sapore. 

Naturalmente, ma che ve lo dico a fare, il nome sardo di melone, è "maboi", molto simile a Mabon....


Tiziana Fenu 

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Equinozio autunno 2023


















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