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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

giovedì, settembre 21, 2023

💙Equinozio d'autunno 2023

 Sabato 23, ci sarà il passaggio dell'equinozio d'autunno.

Siamo in Luna Crescente in Capricorno, in attesa della Luna Piena in Ariete di Venerdì 29. 

Siamo sotto l'energia del Sacro Archetipo Ebraico Shin, il ventunesimo, guidati dall'Arcano Maggiore XXI del Mondo. 

Un passaggio importante, dal punto di vista alchemico, poiché segnava il momento della discesa di Demetra nell'Ade, alla ricerca della figlia Persefone, rapita da Ade( il Plutone romano), per farne sua sposa, nel mondo sotterraneo degli Inferi, nel quale resterà, per un terzo dell'anno, e trascorrendo due terzi nel mondo dei vivi, con lei. 

Persefone si presenta sotto due aspetti, di cui uno, è Kore, la fanciulla. 

In realtà, Persefone, la terra fertile durante la primavera, rappresenta solo un'altra forma della stessa Demetra, tanto da poter parlare di identità tra le due, ed essere chiamate entrambe "damatres" (madri), ed essere raffigurate in modo indistinguibile. 

Un equilibrio tra le due, come tra il giorno e la notte, il mondo degli inferi e il mondo della luce, tra luce e ombra, tra sole e luna, tra maschile e femminile. 

E questo bilanciamento energetico, equinoziale, è stato onorato in tutte le culture e civiltà, come portale di accesso a tutte le dimensioni, come momento di grande sacralità e di iniziazione, dove gli opposti si integrano in perfetto equilibrio. 

Un passaggio energetico importante che affonda le radici nel ben più remoto mito  sumero di  Inanna, dea della fertilità, e la discesa negli Inferi, nel Kur, attraverso mille prove, per incontrare la sua mostruosa sorella Erishkigal, la Signora della Grande Terra, e porgerle le sue condoglianze per la morte del marito, mentre la natura, nel mondo dei vivi, muore a sé stessa, cade nel letargo invernale. 

Tuttavia, viene condannata a morte dalla stessa sorella, ma lo sposo di Inanna, Dumuzi, e Geshtinanna, la sorella dell'uomo, si sacrificheranno per prendere il posto di Inanna, mentre lei risorge grazie all'intercessione del dio Enki, Dio delle acque ancestrali e della conoscenza, rinascendo dagli Inferi, consentendo il proseguimento ciclico della vita e della morte, esemplificato dalla stessa natura con i suoi cicli stagionali. 

Il Melograno è il simbolo dell'equinozio d'autunno, poiché, secondo la leggenda, Persefone mangiò i frutti che le vennero offerti da Ade,  legandosi per sempre al regno dei morti, dei chicchi di melograno,  ed era legge divina che, chiunque si nutrisse dei frutti dell'Oltretomba, non potesse più lasciarlo. 

Associati a questo fondamentale mito sono i Misteri Eleusini, i più importanti rituali religiosi dell'Antica Grecia. Segreti e mistici, questi evocavano l'essenza della vita e della morte, del mondo infero e dell'eternità.

In questo equinozio d'autunno si celebra anche la Festa pagana del Mabon. 

Nella mitologia gallese, Mabon è il dio della giovinezza, della caccia, della vegetazione e dei raccolti, e il suo nome, è dedicato alla divinità celtica Maponos, il figlio della luce, conosciuto anche in epoca romana, come Apollo Manopus, come colui che deve lasciare il suo posto di amante della terra, a Cernunnos, il proprio rivale detronizzato. 

Con Mabon, il cerchio si chiude con la chiusura simbolica dell'anno, in cui si fanno bilanci, in cui si cerca il punto di equilibrio che ci consenta di affrontare il nostro personale Ade. 

In questo passaggio equinoziale, verso l'introspezione, l'intimità, ci fa da guida l'Archetipo Shin, con funzione "traslante" . 

Significa che ha il potere di portarci "al di là", delle nostre stesse tenebre, della nostra stessa ombra. 

Essendo il ventunesimo dei 22 Sacri Archetipi Ebraici, è quasi il compimento dell'Opera, dal punto di vista alchemico. 

La Shin ha un significato simbolico di "dente", che, metaforicamente, trasforma la materia in energia. 

Questo si lega anche al concetto simbolico della melagrana, che, pur frantumata, rappresenta l'unità, la capacità dell'essenza del Femminino di creare tante vite, attraverso il suo fertile sangue mestruale, rosso come gli arilli della melagrana. 

E si lega anche al concetto di Fuoco alchemico trasmutante, perché la Shin è anche Fuoco alchemico. 

Quel Fuoco senza il quale, non potremmo calarci nelle profondità del nostro stesso Ade, e oltrepassare, andare al li la, del nostro stesso inverno. 

Un Fuoco che deve distruggere, frantumare, trasformare, trasmutare, ma che, al contempo, è Energia dinamica che vivifica, che porta la vita. 

Come il Fuoco all'interno del seme, della spessa coltre invernale, che, grazie al suo Fuoco interiore, trova la forza di frantumare il suo involucro e germogliare, e diventare così, il centro del suo stesso mondo, in estrema Bellezza, Nudità, Verità, come la ragazza dell'Arcano Maggiore XXI dei Tarocchi, a cui è legato questo Archetipo. 

Il nostro Fuoco interiore non è altro che il ricordo di noi, prima della frammentazione, del dolore. 

È un Fuoco che guarisce, perché ci riporta a noi, che si rivela a noi, come consapevolezza del Sé, in base a ciò che possiamo accogliere in questo momento. 

È un lavoro a specchio, e in questo, la spinta propulsiva della luna crescente in Capricorno, ci spinge verso vette sempre più alte della nostra coscienza. 

Specularmente, più saliamo, più scendiamo in profondità, dove la Shin, il nostro Fuoco interiore, riflesso di quello divino, si manifesta e rivela. 

Il Fuoco ha un movimento ascensionale. 

Non può che spingere verso l'alto, verso l'esterno, verso la vetta, verso il Divino, in modo naturale. 

L'elevazione spirituale è la nostra naturale dimensione, così come dovrebbe essere quella dimensione di dialettica e intimità, con noi stessi, con i nostri limiti. 

Proprio per poterli conoscere, accettare, e traslare, andare oltre, superarli. 

Questo presuppone un intimo ascolto. 

Trovo straordinaria, la similitudine tra i 613 arilli della melagrana e i 613 precetti Ebraici dell'ascoltare la voce interiore di Dio in ognuno di noi, vivificando il nostro Fuoco interiore divino. 

Tutto si incastra alla perfezione, come sempre. 

Nel nostro microcosmo, è questa Shin, questo Fuoco interiore, a fungere da collante con il Macrocosmo. 

È il peso della nostra Anima. 

Come i 21 grammi della psicostasia egizia, necessari per accedere alla dimensione divina. 

Si dovrebbe essere, in ogni istante, in una dimensione di auto-psicostasia, in continua trasmutazione e alleggerimento, del nostro Fuoco Alchemico interiore. 

Il nostro "mondo" interiore, può essere traslato senza ombre, purificato ( siamo ancora sotto il segno della Vergine, ma proprio il 23, entriamo nel segno della Bilancia) verso l'esterno. 

Siamo diventati noi, il perno, il tempio. 

Dal caos iniziale, dalla frantumazione, dalla distruzione, alla ri-strutturazione, alla ricompattazione. 

Per rinascere, ancora una volta, come frutto ricompattato.

Come una melagrana. 

Come l'Araba Fenice, il cui simbolo è lo stesso Fuoco. 

C'è molta simbologia alchemica, un questo passaggio di equinozio invernale, che viene battezzato proprio dall'ingresso della Bilancia, il 23.

Una Bilancia guidata da Venere, che cerca quindi armonia, bellezza, equilibrio, per riuscire a mantenere integra, la sua bellezza interiore. 

Per splendere anche al buio. 

Anche in situazioni/cose/persone che tendono ad oscurarci. 

Ci aspetta, come ho già scritto, un ottobre impegnativo, energeticamente, traguardato dalle due eclissi. 

Impegnativo, intenso e rivelatore. 

Ma ci stiamo rivelando anche noi. 

A noi stessi e al mondo. 

La quasi nudità della ragazza, e le due bacchette tra le due mani, indica l'integrità raggiunta, la sua Essenza, la sua verità, l'equilibrio tra le due polarità. 

Il bilanciamento necessario per emergere da Eroe, per la Luna Piena di Venerdì 29 settembre, in Ariete, sotto il Sacro Archetipo Teth, il nono, e l'Arcano Maggiore IX dell'Eremita. 

Emerge, rinasce da Eroe. 

Eroe, da "ieros gamos". 

Matrimonio degli Opposti. 

Equilibrio. 

Bilanciamento necessario alla creazione alchemica.

Alla Maestria. 

Archetipo 9, Teth, il grembo, la gestazione, la risalita, la nascita, la kundalini. 

La Sapienza acquisita. 

L'Eremita guidato dalla propria luce interiore. 

Dal proprio Fuoco interiore. 

Dal proprio Shin. 

Ancora una volta, in estrema perfezione. 

Come solo l'Universo sa fare. 

Buon passaggio equinoziale. 


Tiziana Fenu 

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Equinozio d'autunno 2023



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