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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

lunedì, giugno 08, 2026

💛 Cigno ( libro)

 

"[...] L’altare di Monte d’Accodi, orientato a sud-ovest, guarda verso quella specifica sezione del cielo dove la Via Lattea tramonta,
Nell’emisfero nord, il centro galattico (nella costellazione del Sagittario) raggiunge la massima altezza verso sud in estate, e tramonta a sud-ovest solo in determinate ore notturne,
Queste dinamiche suggeriscono come i riti notturni, probabilmente celebrati con fuochi e libagioni, avevano lo scopo di accompagnare metaforicamente l’iniziato in quel fiume di luce.
E guardate anche l'importanza del centro galattico della Via Lattea, il Sagittario, che altro non è che l'arciere. 
Un'iconografia quella dell'Arco di cui ho parlato nei primi capitoli, insieme all'altra iconografia proprio dell'arciere, che ritroviamo sia nei Giganti di Mont'e Prama, che nella figura del bronzetto dell'arciere di Serri in particolare. 
Se vi ricordate, l'arciere di Serri, ha lo stesso gonnellino a punta, come in uno dei Giganti di Mont'e, che indica proprio la punta della Costellazione del Cigno. 
L’uovo, simbolo ricorrente nei contesti di culto della Dea Madre, trova qui la sua piena esplicitazione, perché non solo è correlato al Cigno, ma nell'altare di Monte d'Accoddi abbiamo un omphalos. 
L’Omphalos, in questo contesto, si identifica come specchio terrestre del Cigno, il centro tra due ali. 
Nell’antichissima cultura di Vinča (IV millennio a.C.), un  omphalos litico che mi è capitato di interpretare, esposto al Museo di Sofia si presenta già come una teofania geometrica. 
La superficie è solcata da losanghe e trame a scacchiera, simboli di una tessitura cosmogonica, e abbiamo visto come il concetto di tessitura /squadratura /losanghe, sia cosmogonico. 
Questi motivi non sono ornamentali, ma cifre aritmologiche della polarità inscindibile, femminile/maschile, cielo/terra, Ida/Pingala, che genera il mondo manifesto. 
La scacchiera è il ludus mundi, il campo di battaglia e di unione degli opposti, dove ogni mossa è un atto alchemico.
Presso i Greci, l’omphalos delfico (VII sec. a.C.) segnava il punto d’incontro delle due aquile di Zeus, ovvero le due nadi energetiche, come già insegnano i trattati tantrici, che dall’estremità del mondo convergono al centro. Quel centro è il grembo della Pizia, sacerdotessa di Apollo ma erede di un culto più ancestrale, la dea Gea e il serpente Pitone. 
Il serpente, prima dell’Apollineo, è la Sophia Superna, il Nehustan bronzeo, la Kundalini, la Shekinah. 
La Pizia condivide radice fonetica con Bithia, le sciamane oracolari sarde, di cui ho parlato nel mio precedente saggio "Gli Uomini senza Ombra. Simbologie archetipali in Sardegna". Entrambe vedono “con doppia pupilla”, cioè con l’occhio interiore che perfora il velo dei mondi. 
Doppia pupilla presente anche nei nostri Giganti di Mont'e Prama. 
L’adyton di Delfi, come il tripode di Santadi (1968), è il luogo della trance e dei “dolci vapori”, i gas tellurici che alterano lo stato di coscienza, permettendo l’ascesa lungo la colonna vertebrale, o axis mundi.
Il Monte d’Accoddi, nel suo l’altare cruciforme si manifesta  come Cigno pietrificato. 
[...] Nel cielo notturno, il Cigno si stende lungo la Via Lattea come un uccello in volo, con la stella Deneb (α Cygni) sulla coda, Albireo sul becco, e la celebre Croce del Nord come corpo alato[...]". 

Sull'omphalos del museo di Sophia
https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/simbologia-degli-ompha.html?m=0
Sull'arciere di Serri
https://maldalchimia.blogspot.com/2023/06/arciere-santa-vittoria-di-serri.html?m=0
Sulla Bithia a doppia pupilla
https://maldalchimia.blogspot.com/2026/02/bocca-appena-accennata-doppia-pupilla.html?m=0

Tiziana Fenu
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Le altre mie pubblicazioni
"Gli Uomini senza Ombra. Simbologie archetipali in Sardegna"
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Cigno ( libro)










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