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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

giovedì, agosto 03, 2023

💚Il Guerriero di Capestrano

 Ho già avuto modo di accennare al Guerriero di Capestrano, in un mio scritto, a proposito della funzione divinizzante delle Maschere, in relazione anche alla presenza della maschera, e alla sua funzione alchemizzante, nella nostra Antica Civiltà Sarda ( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/12/osservavo-la-maschera-de-is-issohadores.html?m=0) 

 Museo Archeologico Nazionale d'Abruzzo a Chieti presso la Villa Comunale

"C'è una statua enigmatica che rappresenta questa androginia anche nelle forme del corpo. 

La statua del guerriero di Capestrano, un guerriero dell'Antico popolo dei Piceni, un'Antica zona che corrispondeva ad una  parte dell'Abruzzo attuale. 

Un guerriero dai fianchi femminili che risale al VI sec. a. C. 

Sulla scritta ritrovata al fianco del guerriero, è stata fatta un'analisi con la ghematria, un sistema ebraico di decodifica numerica, e hanno verificato che  corrisponde  ad un valore numerico di 2268, il quale, riportato  poi sulla tabella interpretativa del codice aureo, il risultato è "22 - Misteri del Creato", e "68 - velocità della luce". 

I calcoli numerici a cui sono approdati nella decodifica dell'iscrizione ha come base il 108, numero sacro in geometria. 

Se  applichiamo alla scrittura direttamente il codice Aureo, che attribuisce ad ogni lettera il valore numerico, il valore risulta corrispondente al numero 108, un numero ritenuto Sacro in ogni Civiltà, e in ogni religione,  specialmente orientali ed ebraica, poiché esprime la completezza della creazione, l'Unione del principio maschile e femminile, di Shiva e Shakti. 

-108 sono i grani del Mala tibetano. 

-54 sono i grani del Rosario cattolico. 

-108 in riduzione teosofica diventa 1+8 = 9. 

-54, nella stessa riduzione teosofica, del 5+4, diventa un altro 9. 

La completezza dell' unione tra principio maschile e femminile, la Kundalini, con le due Nadi laterali, Ida, femminile, e Pingala, maschile, la nostra Energia vitale che ci connette al Divino.  

Il 108, è il decimo enunciato universale, che è il "moto di trasferimento nello spazio" . 

Da altri calcoli, che adesso non vi spiego per semplificare, hanno ottenuto un valore numerico pari al numero, 135 che corrisponde a "viaggio guidato". 

Ho nominato il guerriero di Capestrano, perché anche esso come i nostri Giganti di Monte Prama indossa una maschera. 

Una maschera che si direbbe semplice, che non si nota subito, che non è una maschera che si discosta dai lineamenti umani, come invece possono essere altre maschere sarde. 

Ma cosa potrebbe significare "viaggio guidato", se non "viaggio sotto ipnosi, in uno stato di incubatio/meditazione"? 

I viaggi multidimensionali erano sicuramente praticati, come ho scritto molte volte, anche nell'antica civiltà Sarda dai nostri Antichi sciamani. 

E appunto curioso come si ritrovi una stessa maschera, in un guerriero androgino, come quello di Capestrano , dalla dalla cui scritta si evince che era un "viaggiatore del tempo", e che anche i nostri Giganti di Monte Prama presentino probabilmente la stessa maschera. 

Giganti che  rappresentano i "i Custodi del tempo", presso i quali si  rifugiavano coloro  che volevano  fare delle "incubatio" spazio- temporali, nelle quali  si cercava  la dimensione del contatto con questi Eroi del passato".


Aggiungo, alcune cose, riguardo questo "Guerriero di Capestrano". 

Partirei dal copricapo, che è formato da una "cupola" semisferica e una tesa larga solcata da evidenti circonferenze. 

A me, rimanda alla simbologia del pianeta Saturno, con i suoi anelli, ma sotrattitto, con il suo significato di pianeta legato al Tempo. 

Saturno/Cronos. 

Un viaggiatore del tempo, il nostro guerriero androgino di Capestrano. 

Inoltre, Saturno in origine, nelle antiche civiltà, era considerato il vero Dio Sole. 

Il Sole Nero, il Femminino, che ha generato il Sole. 

Iside, in ambito egizio, 

Shapash in ambito Mesopotamico, come ho già avuto modo di scrivere, fino a che la mentalità patriarcale, non ha preso il sopravvento. ( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/01/bassorilievo-shamash-shapash.html?m=0) 

Quindi è evidente il riferimento anche all'energia femminile, a livello simbolico ancestrale, oltre che, nella morbidezza dei fianchi e dall'assenza di connotazioni sessuali maschili, come invece dovrebbe essere, se si trattasse di una rappresentazione di un guerriero maschile. 

Intorno al collo ha un modulo di tre fasce, con una decorazione quadrata centrale. 

Il quadrato è un simbolo femminile, il solo di Madre Terra, e le tre fasce, riprendono la simbologia del concetto "nascita /morte/rinascita", tipico del Femminino.

Questa composizione è proprio sul chakra della Gola, il chakra Vishudda, che ha corrispondenza anche con il segno del Toro, simbolo di Fertilità, ma anche del Femminino, visto che è un segno di terra, governato da Venere, e con l'apparato riproduttivo femminile. 

La gola e l'utero, hanno la stessa conformazione. 

Ho già parlato della corrispondenza tra il termine sanscrito Vishudda / e il temine sardo "udda", che indica l'apparato riproduttivo femminile( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/04/blog-post_18.html?m=0). 

Teniamo presente che il Toro e Venere sono rappresentati dal numero 5( il pianeta Venere impiega 8 anni per tracciare nel cielo il suo percorso pentacolare), che è simbolo, quindi, non solo di fertilità, ma anche di unione con il Divino. 

E, in numero di cinque, sono le fasce che compongono la cintura, dalla quale, si dirama, sia sul davanti, che sul retro, una conformazione triangolare, con il vertice verso il basso, simbolo del Femminino. 

Nel torace e nella schiena, presenta due anelli a cui sono legate delle fasce. 

Un modulo di 4 fasce sul lato sinistro, il Femminino, il 4 di Madre Terra, e due moduli di tre fasce ciascuno, sul lato destro, il Mascolino. 

Un "3+3" che indica un 6, "Unione degli Opposti", Arcano Maggiore VI, Sacro Archetipo Ebraico Vav, con funzione "gancio". 

6 +4 =10

Il numero 10 è rappresentato geometricamente dal cerchio, quei due cerchi che porta sul petto e sul dorso. 

Numero 10.

Indica la completezza divina. 

Sacro Archetipo Ebraico Yod, con funzione "concentrazione". La prima lettera del tetragramma divino YHWH. 

Perché è un Essere divinizzato. Un portavoce della manifestazione divina sulla terra, androgino, perché l'energia divina è androgina. Un viaggiatore del tempo e dello spazio. 

Immortale. 

Perché la circonferenza, indica anche l'eternità, il Femminino come Matrice creatrice nella quale gli Opposti creano armonia e perfezione. 

Il Femminino è presente anche nelle tracce del color ocra, presenti anche nel padiglione auricolare, stilizzato a forma di spirale, un chiaro richiamo alla simbologia del Femminino. 

Sul suo lato sinistro, presenta un bracciale, con due fasce, sulla parte alta del braccio, dal quale pendono, si direbbe, tre triangoli, e abbiamo ancora la simbologia della "nascita/morte /rinascita", quindi, ancora simbologia di immortalità. 

L'impugnatura della spada, come è giusto che sia, è sul lato destro del torace, e va a finire, con la punta, verso il lato sinistro, il Femminino, evidenziano, una metaforica unione, un metaforico concepimento. 

Mentre, sul lato sinistro, ma sorretta con la mano destra, abbiamo un'ascia. 

Un'ascia che non è propriamente una Labris, un'ascia bipenne, simbolo della sinergia delle due polarità, della potenza taurina/uterina, e di tutta la simbologia del Femminino, del labirinto, legata al Minotauro e al labirinto di Cnosso, ma è un'ascia che presenta dolo il lato sinistro, il Femminino, anche se viene retta dalla potenza della mano, dell'energia mascolina. 

Una rappresentazione scultorea straordinaria, carismatica, ricca di fascino, poiché difficilmente caratterizzabile sessualmente, ricca di simbologia e veicolo di codici archetipali importanti, che hanno attraversato il tempo e le civiltà. 

Portavoce di quel senso di immortalità, con quegli occhi delineati a doppia pupilla, come i nostri Giganti di Mont'e Prama, che guardano oltre. 

Oltre i limiti dell'umano. 


Tiziana Fenu 

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Il Guerriero di Capestrano













 





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