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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

giovedì, agosto 03, 2023

💛Le sacre "rocce mitra"

 Due rocce a confronto

Una si trova in Sardegna, a Sinnai, nella prima immagine sull'altopiano di Mont'Arbu, sui monti dei 7 fratelli, chiamata anche la Sfinge, a poca distanza dall'omonimo nuraghe Mont'Arbu. 

L'altra, la seconda, si trova si trova sul monte Oreb, o monte Sinai, una montagna dell'Egitto che si trova nella parte meridionale della Penisola drl Sinai. 

È il luogo il luogo in cui, secondo il Libro dell'Esodo, Mosè fu chiamato da Dio attraverso il rovo ardente (Es 3,1 e seguenti) e molti anni dopo ricevette le tavole della legge del decalogo (Es 19,1-3 e seguenti).

Sembra più verosimile ritenere che Oreb fosse il vero nome dell'intero massiccio mentre Sinai sarebbe stato un appellativo derivato dal dio lunare Sin, venerato forse nelle adiacenze.

La nostra pietra del Sinai, è chiamata Sa Pedra de Sa Mitra, perché ricorda il copricapo con due cuspidi del Papa, cardinali o Vescovi, antica memoria dei primi uomini anfibi, metà uomini e metà pesce(il copricapo ricorda l'apertura della bocca del pesce), l'Oannes, dio babilonese( la terza immagine), ma ricorrenti nelle varie cosmogonie delle civiltà, specie in ambito Sumero e babilonese. Furono i civilizzatori dell'umanità, presenti a partire dal 4000 aC circa, ma probabilmente, da molto prima. 

Presenti anche nella mitologia cosmogonica dei Dogon, il popolo del Mali, come Nommo, esseri disceso dal cielo, apportatori di conoscenze avanzate in ogni campo. Al tramontare del Sole, si ritiravano nelle acque del mare, per ricomparire il giorno dopo. 

Alla luce di questa similitudine, e visto la recente attenzione, già delineata venti anni fa, dal nostro ricercatore e studioso, Leonardo Melis, riguardo le corrispondenze tra Israele e la Sardegna, è chiaro che non può trattarsi di una coincidenza. 

Abbiamo 

Sinnai-Sinai

Sin, come la radice del Sinis

Abbiamo un altare, sul monte Sinai, a 200 metri dalla pietra, che si dice, spaccata in due dalla stessa acqua, dalla quale uscivano corsi d'acqua. Una pietra che rappresenta un luogo sacro, circondata da 12 pozzi sacri, come un recinto sacro, con un altare(Esodo 17:15), edificato come se fosse un nuraghe, in pietra. 

Del monte Oreb e del Sacro Roveto, ne parlai in un mio post, riguardo la simbologia della Y( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/12/l-agrifoglio-il-colostru-sardo.html?m=1) 

"In celtico, la Y, rappresenta la nascita, il roveto ardente di Mosè (il rovo sul monte di Dio, il monte Oreb, che brucia, ma non si consuma, quando Dio ordina a Mosè di portare fuori gli Israeliti dall'Egitto. O forse erano gli antichi Shardana, visto che una tribù dei Dan, era proprio attivamente presente per la protezione di Mosè, durante l'attraversamento del deserto)

-La Y come la pietra filosofale, la pietra della creazione

-Unione dei complementari

-La Kundalini con le sue due Nadi, la completezza

Ma la Y ha anche un corrispondente numerico 700, che la associa alla lettera Tau, il ventiduesimo e ultimo, archetipo ebraico, che non sto qui a spiegare, ma dico solo che indica la completezza avvenuta, dell' opera divina. 

Ricordo solo che la Y/Tau, viene ripresa in ambito cristiano, come ho già scritto nel mio post sullo Yule, come simbologia della croce della crocifissione, ma che, inizialmente, in tutto l'ambito egizio, siriano e mediorientale, rappresentava il Tau/Y degli Iniziati ai Sacri Misteri, nei quali venivano adagiati su queste "croci", per ricevere l'iniziazione, in un luogo al buio, e vi restavano per tre giorni, fino a quando, il terzo giorno, venivano esposti ad un raggio di sole in corridoio, sul viso, ad abdicare che l'iniziazione alla saggezza e consapevolezza solare, era avvenuta. 

Pratica che sembrerebbe proprio come quella delle Tombe dei Giganti, dove avvenivano i riti di incubatio e di guarigione . 

Y/Tau che poi è diventata il simbolo di San Francesco e dei Cavalieri del Sacro Graal, i Templari

Infatti la Y, il Decimo archetipo ebraico Yod, la prima lettera del tetragramma divino Yhwh, che ritroviamo, come spiegato tante volte dal prof. Sanna, anche nella nostra scrittura Sarda, come "yh", come "padre solare", oltre che significare il 10 (una stanghetta e un cerchio, perfezione divina di maschile e femminile), rappresenta il primo grado di livello di iniziazione, il passaggio dal dualismo all'unità e la rinascita, poiché indica anche l'autorità divina, Regale, del Semidio, del "sacerdote/sciamano"

Infatti secondo un metodo di studio e di decodifica numerica detta "gematria inversa" con metodo J. King, alla Y corrisponde il 12, che ridotto teosoficamente diventa 3(1+2),e sappiamo bene, quanto nella civiltà sarda, il tre e multipli, siano sempre presenti, soprattutto il numero 12, tanto da essere chiamato" su Santu Doxi", numero estremamente simbolico". 


"Sa pedra de Sa Mitra" 

La pietra della Mitra, simbolo di una Sacra iniziazione. Non mi fa strana questa corrispondenza, dopo tutto ciò che sta saltando fuori, riguardo le corrispondenze con Israele. 

Avevo anche già ipotizzato che i Giganti di Mont'e Prama, da Sacri Iniziati quali fossero, rappresentassero i depositari, quali Giudici, di questa "legge divina", rappresentata dal nostro YHWH, che da noi in Sardegna, si trova spesso nella versione del trigramma YHW. 

Ed è giusta la nostra versione "sarda", perché  in realtà le lettere sono tre , dal momento che la Hè è presente due volte nel Nome Santo.

La Yod, decimo Sacro Archetipo Ebraico, con funzione "concentrazione", il punto da cui nasce la creazione, con un'energia maschile, la He, quinto Sacro Archetipo Ebraico, con funzione "vita", principio creatore femminile, e la Vav, sesto Archetipo, con funzione "gancio", il collante tra i due. 

Anche perché 10(Yod)+ 5(He), diventa 15, il giorno più fecondo e fertile del ciclo lunare e femminile, e 1+5, diventa 6, la coppia divina. 

La simbologia del numero 10 è importante, come le dieci Tavole della legge, i dieci comandamenti, donati a Mosè, proprio sul Monte Oreb, sul monte Sinai. 

Dieci come i solchi nelle protezioni che portano negli avambracci, i Giganti di Mont'e Prama, poi rimasti nella tradizione degli abiti Sardi specifici di Ittiri, sia maschile che femminile( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/04/costume-ittiri-e-gigante.html?m=0) 

Ittiri, che nella sua radice "itt-", riconduce al significato di "pesce", inteso come Ichtys, Vesica Piscis, unione degli opposti. 

Come il nostro bronzetto itifallico di Ittiri, che ha un'energia androgina, che riproporro ' a breve, in occasione della celebrazione di San Lorenzo, per il 10 agosto( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/09/san-lorenzo-e-priapo.html?m=0) 

Androgino, come la stessa energia di YHW, come gli stessi Giganti di Mont'e Prama, che oltre ad avere nei loro sigilii di riconoscimento, come esseri regali, predestinati, semidivini, lo schema delle 10 Sephiroth (https://maldalchimia.blogspot.com/2022/04/sephiroth-e-tavolette-di-tzricotu.html?m=0), manifestano anche essi un'energia androgina(https://maldalchimia.blogspot.com/2021/01/la-regalita-dell-ur.html?m=0) 


Delle altre simbologie in comune, ho già parlato. 

Della Stele in Israele con capovolto( https://maldalchimia.blogspot.com/search?q=Israele&m=0) 

Della Stele di Chemosh, con il nostro "torello/capovolto", con pugnaletto( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/07/stele-di-chemosh.html?m=0),  dove sottolineo anche una cosa importante. 

Cioè che Palestina, ha la stessa radice Pal/Pales, della dea Pales , la dea dei pastori, protettrice del bestiame, della pastorizia, celebrata dagli antichi romani per la creazione di Roma sul Colle Palatino, il 21 di aprile. 

Giorno che coincide sia con l'entrata del segno zodiacale del Toro, sia con la manifestazione della ierofania sul dodicesimo anello(un altro 12, forse come le 12 tribù di Israele?) della Tholos del Pozzo Sacro di Santa Cristina a Paulilatino, come ho sottolineato in un mio post, sul solstizio estivo (https://maldalchimia.blogspot.com/2022/06/solstiziopales.html?m=0) 

Pal/Paulilatino.. 

Ogni tanto trovo qualcosa che mi riconduce da Israele alla Sardegna( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/07/arpa-di-ur_19.html?m=0) 

I ritrovamenti del villaggio nuragico in Galilea, sono solo uno dei tanti tasselli. Troppe corrispondenze.. I Falasha, gli Ebrei Etiopi, come ho scritto tante volte, per me, sono rappresentati dai 4 Mori sulla nostra bandiera. I discendenti della regina di Saba e di re Salomone. 

Degli Iniziati. 

Ci sono tante cose ancora da scoprire, della nostra Antica Civiltà Sarda, e pochi si stanno prendendo la briga di riannodare i fili di una trama di storia sfilacciata.

Ma c'è, e dobbiamo recuperarla. 

Un masso di questo genere, uguale sia nella nostra Sinnai, che sul Sinai, fa pensare, e non poco. 

Un masso dal quale uscirono le acque. 

Sembra la stessa dinamica dalla quale, da una spaccatura, Dio fece sgorgare dell'acqua. 

Ne ho parlato in un mio post, riguardo la similitudine tra Iadi, le "lacrimose Iadi", con il pozzo di Santa Cristina e il suo recinto ogivale, a forma di lacrima/uovo.(https://maldalchimia.blogspot.com/2022/05/le-iadi-e-santa-cristina.html?m=0) 

"Versetto di Giudici, 15: 19, («Dio aprì una cavità che era nella mascella, e ne uscì dell’acqua»)

Abbiamo sempre attinenza con l'acqua. 

L'acqua dei pozzi sacri. 

L'acqua che benedice, che battesima, ad Iniziati. 

A coloro che portano la Mitra, come la bocca di un pesce sul capo, rimasta fino ai giorni nostri, ancora con la stessa identica forma, nella mitra vescovile e arcivescovile, bicuspide, simbolo di una Regalità spirituale. 

Ma lo avevo già intuito tempo fa. Anche il velo delle suore, non solo la Mitra, riprende da questa cosmogonia che fa capo agli Oannes, agli uomini pesce, i grandi civilizzatori dell'umanità

( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/05/osservavo-stamattina-lultimo-bellissimo.html?m=0) 

E l'aver chiamato il Cristo Ichtys, non è un'invenzione cristiana. Si riferisce a questi esseri, che rappresentavano le energie androgine, divine, complete. 

La storia si ripete sempre. 

Ma l'origine è una. 

E spesso, quest'Origine, riporta alla Sardegna. 

E tutto, anche questi tasselli, che diventano sempre più numerosi, un giorno, avrà un senso. 


Tiziana Fenu 

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