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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

mercoledì, gennaio 29, 2025

💙I tre giorni della merla. Santa Martina

 Il 29, 30 e 31 gennaio sono considerati, dalla tradizione popolare, i giorni più freddi dell'anno, chiamati i "tre giorni della merla", e hanno, come giorno centrale, il 30 gennaio, domani, una ricorrenza legata a Santa Martina, patrona dei martiri e vittime degli abusi. 

La tradizione della merla, nasce da una leggenda, in cui la merla, inizialmente bianca, con i suoi piccoli, per cercare un po' di tepore nel freddo inverno, si rifugio' nella canna fumaria di un caminetto, per tre giorni, al termine dei quali, lei e i suoi piccoli, ne uscirono completamente neri.

Da quel momento, i merli, si dice che nacquero tutti neri. 

La canna fumaria del caminetto, come iconografia simbolica, rimanda alla figura della Befana, dello stesso Babbo Natale.

Una simbologia femminile, come il buio condotto uterino che porta alla nascita /rinascita.

Una simbologia fortemente legata alla simbologia solstiziale degli estremi, perché, se ci fate caso, il culmine dei tre giorni della merla, cioè domani, 30 gennaio, Santa Martina, si pone come punto opposto e speculare, di un'altra data importante, in cui si celebra San Martino, l'11 novembre, e al centro, perfettamente al centro, il 21 dicembre, il Solstizio d'inverno

40 giorni tra l'11 novembre e il 21 dicembre e 40 giorni tra il 21 dicembre e il 30 gennaio

Il numero 40 è un numero sacro, presente come numero biblico, in particolare, legato alla dimensione della purificazione con acqua e fuoco( pensiamo ai 40 giorni del diluvio, o 40 giorni nel deserto, di purificazione)

Ma il numero 40 è legato in particolare al Sacro Archetipo Ebraico Mem, il tredicesimo, poiché il suo valore ghematrico è proprio 40.

La Sacra Mem, una delle tre lettere Madri, insieme all'Aleph e alla Shin( vorrei ricordare che oggi siamo proprio sotto l'energia del Sacro Archetipo Shin, il Fuoco Sacro, come ho già approfondito), la Madre delle Acque Cosmiche e ancestrali, correlata all'Arcano Maggiore XIII della Morte.

Martino e Martina che fanno da bilancia al solstizio invernale.

San Martino che porta un po' di tepore( "l'estate di San Martino)  nelle fredde giornate invernali, e Santa Martina che porta con sé il freddo.

Che anticipa Imbolc e la celebrazione della Candelora, le celebrazioni della luce che vince sul buio. 

È la simbologia legata ai culti pagani della primavera e alle dee Demetra e Persefone. 

Secondo questa versione, la merla sarebbe un messaggero di Persefone, la dea che trascorre l’inverno nell'Oltretomba e torna sulla Terra con l’arrivo della bella stagione. 

Il suo invio servirebbe ad avvisare la madre, Demetra, del suo imminente ritorno e dell’arrivo della primavera

Una simbologia legata anche ai fuochi purificatori, in particolare del nostro "Carrasegare" sardo

Ricorrenze che traguardano finestre cronologiche tra solstizi ed equinozi, fortemente legate alla dimensione contadina. 

Cercando, se esistesse qualche dea in particolare legata alla simbologia del merlo, ho trovato la dea celtica Rhiannon. 

In  gaelico il merlo veniva chiamato “Druidh Dhubh”, un nome che richiama gli alberi, e i sacerdoti degli alberi, i Druidi, che nelle tradizioni gallesi, vengono anche chiamati Uccelli di Rhiannon. 

E come non pensare alle prime Dee Uccello paleolitiche, di cui il merlo, per intelligenza, scaltrezza, e simbolismo magico, ha un ruolo di spicco, tra il simbolismo degli uccelli legati al Femminino. 

Si narra che il merlo conoscesse il linguaggio sacro di tutti gli uccelli, degli Umani, e della stessa Natura per preservare i suoi cicli vitali 

Rhiannon, nei Mabinogion gallesi, è la Grande Regina, dea o umana che sia. 

Questo la accomuna alla simbologia della Mem, la Madre Cosmica ancestrale delle acque. 

Acque, che esotericamente sono nere, come grembo amniotico, come grembo del fertile limo. 

A lei sono sacri anche i cavalli, come alla gallica Epona, ed è sempre correlata ai riti di rigenerazione della natura e al rapporto con l’oltretomba. 

E qui ritorniamo alla simbologia del Sacro Archetipo Mem, vita, nascita e rinascita e al suo corrispettivo Arcano Maggiore della Morte. 

Viene descritta come una dea bellissima, con lunghi capelli rossi sulla pelle candida come il merlo all'origine, con grandi occhi verdi color bosco. 

Rhiannon è la dea che, nel gelo profondo dell’inverno, già annuncia la primavera, che promette un’altra vita e la rinascita. La leggenda dice che gli uccelli di Rhiannon sono tre merli, che sono appollaiati e cantano sull’albero della vita ai confini con i mondi ultraterreni. 

Il loro canto, è un canto sciamanico, che permette di entrare in  uno stato di trance multidimensionale, poiché il merlo è anche il detentore dei segreti della magia. 

Santa Martina, il cui simbolo è il giglio, accusata della distruzione di idoli e templi pagani, dopo torture di ogni genere, morì decapitata. 

La decollazione di Santa Martina, mi rimanda alla decollazione di San Giovanni Battista, per mano di Salome'

Un San Giovanni Battista che traguarda il Solstizio estivo, il 24 giugno( in asse con il Giovanni Evangelista, celebrato il 27 dicembre, che traguarda il Solstizio invernale), la cui decapitazione, come quella di Santa Martina, che traguarda il Solstizio invernale, è simbolicamente fortemente alchemica. 

Dal mio scritto a riguardo

https://maldalchimia.blogspot.com/2024/06/salome.html?m=0

"Il passaggio attraverso la decapitazione è un momento di intensa trasmutazione, che può avvenire solo grazie all'energia femminile, che è Energia alchemica, mercuriale, per eccellenza. 

Passiamo attraverso la decapitazione di San Giovanni Battista ogni volta in una forma molto raffinata, poiché i sette serpenti passano in ordine successivo dalle vertebre del collo, attraverso i 7 centri energetici della Kundalini. 

La decapitazione è necessaria e funzionale alla discesa del Sole nella dimensione dell'ombra. 

Il sangue che viene versato, fertilizza e santifica questo momento, come nel sacrificio del Toro, da parte di Mitra, per ingravidare Madre Terra, di nuova fertilità, all'ingresso della primavera sotto il segno del Toro, che porta in sé, la sinergia del maschile e del femminile. 

La decapitazione, come la perdita della testa dello spermatozoo, per fecondare, in questi mesi di declassamento del sole, silenziosamente, nel grembo di Madre Terra. 

Una gestazione solitaria, silenziosa, fino ad arrivare alla nuova manifestazione del Sole, il Sol Invictus, il 24 dicembre, a cui segue, dopo i tre giorni in cui Johannes, come Joshua, come Jana, solstizia, esattamente come i tre giorni dopo il Solstizio, il festeggiamento di Giovanni Battista. 

Sono i tre giorni alchemici, come quelli di Giona, nel ventre della Balena. 

Tre come la simbologia alchemica del tre, presente nelle nostre Domus de Janas, che sono carene alchemiche di trasmutazione (https://maldalchimia.blogspot.com/2023/01/le-domus-de-janas-non-sono-capanne.html?m=0) 

Dei grembi di pietra, gli athanor dell'afflato divino che si manifesta. 

Questo passaggio alchemico verso la Rubedo, l'ultima fase della Grande Opera, rossa come il sangue, veicolo del Sacrificio e del rendere Sacro, avviene per opera di un Femminino, che deve calarsi nel ruolo del Femminino alle Ottave basse, perché la trasmutazione parte sempre dalla Materia"

E così, anche la merla, deve sacrificare, rendere Sacro, il suo candore, per rinascere a sé stessa, in una trasmutazione alchemica uterina, nel buio, nel nero del suo stesso grembo, per rinascere, e portare luce, di nuova, profonda saggezza interiore, con nuovi Doni e Talenti, in concomitanza della festa della Luce, Imbolc, e della Candelora, rappresentate, come illustrero' più avanti, sempre da un Sacro Femminino. 


Tiziana Fenu 

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Piero Berettini "Santa Martina" 1634

I tre giorni della merla







 




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