La regina di Saba.
In nessuna parte del mondo il cognome Saba, è diffuso come in Sardegna.
"Sa sapa" .
"In nessuna parte del mondo, i dolci con la sapa, il mosto d'uva( come il nostro inconfondibile "pan'e saba), sono così diffusi in modo capillare, in ogni parte dell'isola, simbolismo del fertile limo in cui nasce la vita.
Quindi in virtù di tutti questi collegamenti con l'uva, la regina dei Vigneti, la Regina di Saba, la saba/sapa dei nostri dolci più tradizionali, il richiamo della granulazione che simboleggia l'immortalità, la trasformazione, la fecondità dell' uva e del vino, e la straordinaria somiglianza tra le parole sarde "bingia" (vigna) e " pringia" ( che indica una donna incinta, in dolce attesa), considerando la Sardegna come patria internazionale del vino, prodotto ed esportato, , e considerando la discendenza dalla Regina di Saba, mi è molto difficile pensare che abbiamo aspettato gli etruschi per rappresentare la lavorazione a "pibiones"
[...] E se proprio vogliamo andare nel dettaglio preciso, i tre piedi a ventaglio, del tripode( mi riferisco al tripode sacro di Santadi), sembrano la struttura ossea dei piedi palmati dell' oca.
Oca, legata al Sole, alla fertilità, alla Regina dei Vigneti, la Regina di Saba.
Un'antica eucarestia ( [dal lat. tardo eucharistĭa, gr. eccles. εὐχαριστία, propr. «riconoscenza, rendimento di grazie», der. di χάρις «grazia»])
nell' accezione più primordiale del termine.
Un brindisi di ringraziamento alla vita, e per la vita, attraverso la vite, e il suo vino che vince ( ingl. "to win" sulla morte), rosso come il san*gue me*struale, simbolo di vita e di fecondità.
Questo bellissimo tripode è stato ritrovato a Santadi, la zona della Sardegna dove vigneti sono maggiormente diffusi.
E questo rientra perfettamente in quel discorso di Tripodi usati per sminuzzare le spezie che servivano per aromatizzare il vino speziato, che sicuramente veniva usato in un contesto sacrale/ cerimoniale, o perlomeno in occasioni particolari, visto la ricchezza decorativa di questo tripode e la sua particolare simbologia legata all'uva, alla fertilità e all'immortalità.
Ed è stato quindi naturale, che la naturale trasposizione in arte manifatturiera, in ambito orafo e tessile, della vite nella sua simbologia, diventasse la lavorazione " a pibiones", ad acini d' uva, sarda, così ricchi di significato per la nostra terra.
Ancora più simbolici, se li colleghiamo ad un altro aspetto, assolutamente non trascurabile
Il mosto concentrato dell'uva, qui viene chiamato sapa o saba.
Il cognome Saba è molto diffuso qui in Sardegna, e la saba è molto usata nella preparazione dei dolci, soprattutto per il famoso "pan'e saba", il pane fatto con sapa, uvetta e noci, che è tradizione preparare per la festività di "tutti i Santi" e di "tutti i morti", insieme alle "pabassine" .
Un pane Alchemico che simboleggia la rigenerazione verso la vita, e un' onorare la vita dopo la morte.
Ma "sapa/saba", è legato anche alla storia della bellissima Regina di Saba, di cui si narra nel primo libro dei Re, nella Bibbia e a cui si fa riferimento anche nel Cantico dei Cantici"
Immortalità.
Via di rinascita dopo la morte
La Y, dalla forte valenza taurina/uterina, presente come simbologia, ovunque, nella nostra Antica Civiltà Sarda, come protomi dalla sinergia mascolina e Femminina, e come strutture delle Tombe dei Giganti, simbolo, così come le Domus, di Rinascita dopo la morte, che riproduce la via alchemica celeste che passa per la Via Lattea, attraverso i 3 Soli, le tre porte/cornici alchemiche, fino alla costellazione del Toro, e che unisce il Mascolino e il Femminino, Sirio e la costellazione del Toro, per l'immortalità( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/la-y-taurina-di-ascensione-lungo-la-via.html?m=0), così come i piedi palmati della Regina di Saba, simboleggiano immortalità
"Su pei de cocca"
Il piede d'oca
Cocca
"Su coccu", il nostro sardo amuleto, il più rappresentativo di tutta la nostra tradizione orafa, protettivo, di lunga vita
( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/11/su-coccu-sardo_12.html?m=0)
La Y, simbolo de "su colostru" sardo, che contrassegna lo Yule, al cui approfondimento vi lascio il link di riferimento ( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/12/lagrifoglio-su-colostru-sardo.html?m=0)
Yule, uno degli 8 sabbat
8, simbologia del Femminino, della stella a 8 punte, radicata anche nella nostra tradizione orafa che la vede presente, come simbolo ancestrale e pagano, anche nei nostri Antichi rosari
( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/04/la-simbologia-della-stella-otto-punte.html?m=0)
E, a proposito
Sabbat, deriva chiaramente da Saba, il Sacro Femminino simbolo della stirpe degli Iniziati
La stirpe regale dei Falasha, gli Etiopi neri, eb*rei.
I quattro mori della bandiera sarda
Le antiche capanne dei pescatori di Cabras, in falasco.
I pescatori.
Gli apostoli.
Gli Iniziati.
Gli antichi Nommo e Oannes, gli uomini che venivano dal mare per civilizzare l'umanità.
Sa Mastrucca sarda degli Oannes( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/05/sa-mastrucca-degli-oannes.html?m=0).
Immagine della regina di Saba, e del Re Salomone, presa da un mio approfondimento sulla nostra, tutta sarda, lavorazione a "pibiones"
https://maldalchimia.blogspot.com/2020/10/i-motivi-pibiones-nella-cultura-sarda.html?m=0
Tiziana Fenu
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