Oggi si celebra Sant'Agata, che Italia è patrona di 44 comuni, dei quali 14 portano il nome della santa. Il titolo più antico di patrona lo detiene Catania, dove la devozione è profondamente radicata
La “ A ”, lettera iniziale di questo popolarissimo nome, sormonta il monumento principale della città, l’elefante Eliodoro, simbolo di Catania, e altre "A" si stagliano in più parti della città.
Un tempo sant’Agata era considerata protettrice dei fonditori di campane e degli ottonai, perchè, quando scoppiavano calamità, era consuetudine suonare le campane, e inoltre, la Santa proteggeva la fusione e la perfetra riuscita delle campane
Mi ha particolarmente colpita la venerazione di sant’Agata come patrona dei tessitore, che nasce da una leggenda che ha trasformato Agata in una sorta di Penelope cristiana.
Per allontanare le nozze con un uomo molesto e odioso, sicuramente lo stesso Quinziano, lo avrebbe convinto ad aspettare che fosse terminata una tela che ella stava tessendo. Ma, come faceva la moglie di Ulisse con i Proci, Agata di giorno tesseva e di notte, da lì il matrimonio non si fece e la condusse fino al martirio.
Questo sincretismo accosta Sant'Agata tessitrice sia alla più recente Penelope, ma anche alle primordiali Dee tessitrice, come la dea Neith, o la stessa nostra antichissima Tanit tessitrice di Tresnuraghes ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/la-tanit-di-tresnuraghes-la-nostra.html?m=0)
Ma Neith, in quanto sorella di Iside, Fini con l'essere inglobata come una manifestazione di Iside
Il legame tra Neith ed Iside è il frutto di un sincretismo religioso: nel corso della storia faraonica, infatti, Iside assorbì progressivamente le caratteristiche di altre divinità femminili, tra le quali appunto Neith ed Hathor, e l’identificazione si completò in epoca ellenistica, quando la dea ebbe grande seguito anche nel mondo greco – romano.
Nomino Iside perché a Catania, tanto era popolare Iside nel periodo ellenistico, quanto lo sarà Sant’Agata nell’era cristiana, divenuta patrona della città e spesso invocata con gli epiteti dell’antica dea pagana, il cui culto è attestato soprattutto nella parte occidentale di quello che fu l'impero Romano, in Sicilia, a Roma e a Cartagine, tra il V e il VI secolo d.
La Festa Sant’Agata veniva celebrata i primi cinque giorni del mese di febbraio, ma il giorno più importante, era sicuramente l’ultimo, il 5 febbraio, che coincideva con il giorno di nascita della martire.
Giorno celebrato con una processione esclusivamente femminile, vestite con tuniche bianche, che offrivano alla santa come ex voto dei seni di cera, che simboleggiavano quelli della martire, fatti tagliare da un crudele prefetto romano durante le persecuzioni contro i cristiani dell’imperatore Decio, il 5 febbraio del 251 d.C.
In processione viene portato il velo della Santa, ritenuto avere poteri magici, come il mantello di Iside, quali spegnere incendi e arrestare eruzioni vulcaniche. A questo proposito si narra che il 5 febbraio del 262 d.C. il velo sacro di Agata, fatto volare verso l’Etna, avrebbe interrotto l’eruzione, prodigio che si sarebbe ripetuto anche nel 1699 (Magrì 2011, 115).
Questa facoltà sovrannaturale della Santa spiega perché essa venga invocata, ancor oggi, non solo dalle donne afflitte da mastiti o malattie al seno, ma anche dai pompieri e dai fabbri di campane.
Ma Sant'Agata era anche considerata protettrice della navigazione, riprendendo l'iconografia di Iside sull'imbarcazione che rientrava in Egitto per riportare da Byblos il corpo del fratello e marito, Osiride, dopo essere stato smembrato e ricomposto.
In tutto il Mediterraneo, quindi la dea Iside, grazie alle sue molteplici ibridazioni con le Sante, tra cui spicca Sant'Agata, era invocata non solo come una delle più famose patrone della navigazione e del destino, ma anche della Maternità e dei neonati.
Navigium Isidis (la nave di Iside) era un rito in maschera di epoca romana molto festoso dedicato alla vicenda della dea Iside, celebrato il 5 marzo.
Infatti Sant'Agata è invocata anche per ritrovare la retta via di navigazione.
Questa particolarità, la associa, nell'invocaxione del ritrovare le "cose perdute", anche ad un altro santo associato al fuoco, Sant'Antonio, di cui ho già parlato.
È singolare il fatto che "Agattau", in sardo, significa "trovato", e ha la stessa radice fonetica di Agata
( "Agattau", trovato, in sardo. Forse come Agartha, la terra sotterranea degli Antichi Sardi, visto che sotto i nuraghi ci sono migliaia di cunicoli sotterranei in cui alla fine, si viene trovati, o come metafora di tesori nascosti e poi trovati? )
Una coincidenza anche questa, come il Verbo sardo, "s'imboldicau" di Imbolc, o la parola sarda per indicare la candela,, s'isteàrica", ripresa poi dal greco hystéra", - ὑστέρα - «ventre, utero», come ho approfondito nel mio scritto( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/02/dea-brigid-imbolc.html?m=0)?
Una curiosità.
Dolci tipici sardi, per Sant'Agata, non ne ho trovato, non come i tipici cassateddi catanesi, ma ho letto che anche per Sant'Agata, come per Sant'Antonio, si prepara su Pistiddu, il 16/17 gennaio, un delizioso dolce tradizionale di pasta sfoglia o frolla ripiena di sapa (mosto cotto), oppure di miele, sulla cui pasta dalla forma rotonda si fanno dei bellissimi ritagli in rilievo dai quali si intravede il ripieno. Il termine Pistiddu deriva da pistiddare, che sta ad indicare una via di mezzo tra caramellare e fare una marmellata, ed è naturalmente riferito al buonissimo ripieno.
Su questo dolce molto particolare, avevo già scritto, ed è legato ad una figura sarda del Sacro Femminino, S'Accabbadora, perché ricorda la forma particolare dietro l'orecchio, il rigonfiamento, in cui questa Sacra Figura offre il suo colpo letale per far cessare le sofferenze degli ammalati terminali.
Ho scritto approfonditamente a riguardo ( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/09/su-pistiddu-di-orotelli.html?m=0)
Ed è particolare che questo dolce, richiami, non solo anche il seno femminile, ma sia un dolce tipico di Orotelli.
Quell'Orotelli la cui maschera tipica è il Turpos di Orotelli, legata al Lugh( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/02/thurposlugh-di-orotelli.html?m=0) padedro della Brigid celtica, entrambi portatori di luce, ed infatti, Sant' Agata, segue a ruota, l'Imbolc, la Candelora e Brigid
Una coincidenza anche questa?
I sincretismi, mi riportano sempre alla Matrice Sarda, dove tutto è sempre straordinariamente correlato
Tiziana Fenu
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Sant'Agata di Bernardino Luini 1693
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