Dea Brigid, la dea della soglia, nata tra il giorno e la notte, a cavallo tra due giorni, mentre si levava il sole, protettrice del Fuoco, ma anche dell'acqua, delle sorgenti, dei pozzi sacri, si celebra oggi, testimone eccelso della celebrazione di Imbolc e della Candelora di domani, 2 febbraio.
Il suo simbolo, è infatti il calderone.
Calderone( parola che sembra un anagramma di Candelora) che sta sul fuoco, ma anche contenitore, grembo per l'acqua.
La stessa parola Imbolc, della cui ricorrenza è Sacra Custode, nella nostra lingua sarda, nella radice "Imbolc", rimanda al verbo "imbodiccai", come ho già avuto modo di spiegare riguardo le celebrazioni di Imbolc in Sardegna
( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/01/sa-candelora-imbolc-in-sardegna.html?m=0)
Dal mio scritto
"Traduzione in sardo per il verbo "avvolgere"
-imboddigare
-imboliare
-imboligare
-imbolicare
Notare come la radice "Imbol-" sia presente in tre versioni su quattro.
"Avvolgere" come se fosse un grembo protettivo, nutriente.
Direi che è fin troppo evidente la radice sarda di questa parola, al punto da essere declinata anche come verbo.
Inoltre, "febrariu", febbraio in sardo, ( "friaxiu" in alcune zone), rimanda alla radice della parola "februs", che rappresentava Plutone per i romani.
Plutone, il Dio del Regno dei morti.
Plutone il grande purificatore.
Perfettamente in linea con la simbologia del Carnevale Sardo, che è il Carnevale di purificazione, che offre, in particolare, attraverso delle maschere divinizzate, come quelle de su Issohadore, e de su Componidori, una possibilità di rinascita, di elevazione spirituale, da una condizione animale, ad una umanizzata, purificata e divinizzata".
Dea Brigid, poi cristianizzata in Santa Brigida, come ponte tra i due mondi.
Entrambe le iconografie sono legate alla dimensione solare del portare luce.
Nei monasteri irlandesi, era usanza accendere un fuoco in onore di Santa Brigida, proprio in questo periodo, che veniva mantenuto acceso da 19 monache a turno, che lo vegliavano per 20 giorni.
Il ventesimo giorno, si credeva che fosse la stessa Santa, a vegliare il Fuoco.
Questo particolare rito, mi rimanda ad una simbologia lunisolare, espressa in modo egregio nello stesso simbolo della Croce di Brigid, la cui Matrice, la ritroviamo in un nostro antichissimo manufatto, la pintadera di Nuracraba, di cui ho approfondito tempo fa ( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/02/croce-brigid-pintadera-nuracraba.html?m=0), un calendario lunisolare.
Brigid.
"Bridge", "ponte" in inglese
Perché Brigid è un ponte tra le dimensioni, come la solstiziale Dea Ecate ( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/06/dea-ecate-solstiziale.html?m=0).
Brigid, a cui sono sacre le candele, simbolo della luce, ritualizzate in 13 candele gialle, come vuole la tradizione, da tenere accese per questa celebrazione.
13, Sacro Archetipo Mem, le acque cosmiche, amniotiche.
13 come le tredici fasi lunari in un anno
13 come la tredicesima Luna
Come l'Arcano Maggiore XIII della Morte
Morte e Rinascita nel Grembo della Luce.
Acqua e Fuoco, in sinergia, nella simbologia della candela.
La cera della candela, in sardo, si chiama "chèra "
"Chera ruja", cera grezza.
Invece, la parola candela, sempre in sardo, si traduce nella parola
" isteàrica".
Brigid è appunto associata alla festa delle candele, alla Candelora
Una parola, che nella sua radice sarda, rivela tutto il suo ancestrale simbolismo.
Pensiamo alla parola "hystéra", dal greco ὑστέρα «ventre, utero»
O è meglio pensare che la vera radice sia quella sarda che rimanda alla candela, "isteàrica", in sardo, come portatrice di luce?
Se andiamo all'origine dell'Imbolc, come abbiamo visto, è appunto il ventre, "imboddicau", custodito, avvolto, che protegge la fiamma della candela, che è la stessa fiamma dell'utero, del ventre.
La Fiamma di vita.
E la cera, è quella che protegge il Sacro miele.
E se penso a come l'isterismo ( o isteria) sia stato demonizzato e curato, specialmente in epoca vittoriana, ad opera di Freud, in particolare, come conflitto tra amore e sessualità, e come la reazione isterica dipendeva dalla "improvvisa liberazione di desideri sessuali soppressi", mi rendo conto che questo è un marchio deleterio che è stato appiccicato come un sigillo di ceralacca, alle donne che soffrivano di questa patologia.
Come se l'isterismo riguardasse solo il Femminino.
Come se dipendesse esclusivamente da una forma di frustrazione sessuale, curata, all'epoca, con metodi discutibili, di cui è rimasta la gogna sociale ancora oggi.
Perché, se una donna è isterica, ha "solo" bisogno di una compensazione sessuale mascolina, così ci fanno credere.
Un'ennnesima variante della demonizzazione e ghettizzazione del Femminino, che deve essere sempre catalogato come instabile, inaffidabile, ed estremamente bisognoso della controparte maschile per trovare un suo equilibrio.
Danni che ancora, in ambito "medico" sono ufficializzati nella letteratura terapeutica medica.
Imbolc, trova, nella Ruota dell'Anno, nella sua controparte Lammas, che si celebra il primo agosto, in Lughnasad, la festa del raccolto, del pane, della prima mietitura che trasforma il frumento, il grano in farina, e poi in pane, il suo padedro solare nella figura del Dio Lugh.
Da un mio approfondimento
( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/08/lughnasadhlammas.html?m=0)
"Lugh era un Dio Solare, che rappresentava anche lo spirito del grano, che non muore mai, perché il grano tagliato, rinasce come farina o pane, festeggiato ufficialmente per il Lughnasad, la festa dell'estate del primo agosto, che diventata poi la festa di Lammas.
E il pane, è il simbolo dei 4 elementi della Natura, si impasta con il grano, ridotto a farina( terra), con l'acqua, lievita grazie all'azione dell'aria, quando si alveola, e si cuoce con il fuoco.
Lugh si affaccia, sulla scena delle divinità, evidentemente quando il culto di Madre Terra, femminea e feconda, lascia spazio alle divinità maschili, che si sovrappongono al matriarcato monoteistico.
Lugh, il "luminoso", dio della fertilità, del Sole e della Luce, era il re dei Tuatha de Danann, abile in molte tecniche, che gli valsero il nome di Salmidanach, il "multiforme artigiano".
Anche questa divinità è legata alle simbologie della nostra Antica Civiltà Sarda.
" Il nostro Logudoro/Lugh d'Oro, doveva essere, anticamente, una distesa enorme tutta dorata, tutta coltivata a grano dorato, e non solo in riferimento a questo" .
Legato ad una simbologia ancora viva presente nel nostro Carrasegare Sardo, che voglio ancora ribadire, è la celebrazione della purificazione e trasmutazione, nella figura dei Thurpos di Orotelli
( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/01/il-lugh-d-oro-di-orotelli.html?m=0)
Come vedete, Brigid è la versione femminile del dio Lugh, e la Festa di Imbolc, che la vede protagonista, essendo in pieno inverno, celebra la Dea Brigid in versione fanciulla, come un seme che deve ancora germogliare.
Quando è ancora grembo e utero, nel suo pieno potenziale creativo, custode della fiamma, della luce, che in primavera si manifestera'.
Imbolc si celebra 6 settimane dopo Yule, il Solstizio d'inverno del 21 dicembre, a simboleggiare la guarigione, la purificazione della Dea, dalla nascita del Bimbo del Sole, e la sua trasformazione in una giovane e solare Fanciulla, custode del Fuoco Sacro.
La sua potenza è tale, da essere considerata una triplice Dea, sovrana dell'ispirazione, guarigione e della metallurgia, dalla triplice forma di fanciulla, donna e Crona, la saggia anziana.
Come Crona, ha il potere, con il suo bastone magico, di risvegliare alla vita, la terra ghiacciata al suo tocco.
In questo stesso periodo, nell'antica Grecia, venivano celebrati i Misteri Eleusini Minori, probabilmente dal 19 al 21 Antesterione, mese corrispondente all’incirca al nostro febbraio, quando si riunivano ad Agra in un tempio di Demetra e Core e venivano presentati da un mistagogo (dignitario) ateniese.
Piccoli Misteri, costituiti essenzialmente di riti di purificazione preparatori dell’esperienza dei Grandi Misteri, celebrati in particolare, bevendo dell'acqua particolare, che induceva ad una sorta di incubatio iniziatico, coadiuvati dalle melodie ritmiche e ipnotiche di due strumenti a percussione, in particolare, timpano e cembalo, attributi caratteristici del culto di Cibele( approfondimenti : https://maldalchimia.blogspot.com/2024/03/dea-cibele-ed-equinozio-di-primavera.html?m=0), equivalente turca dell'eleusina Demetra, e dei rumorosi cortei dionisiaci.
Riti accompagnati dalla purificazione nelle acque, che culminavano con il rito del “Matrimonio Sacro”, l’unione fra una sacerdotessa che fungeva il ruolo di Regina e lo ierofante, il quale simboleggiava Dioniso in forma taurina.
Nei Piccoli Misteri veniva data particolare importanza a rappresentazioni sceniche di temi mitologici, quali il ratto di Persefone, in cui Ade, il rapitore di Persefone, in questi contesti è a volte considerato equivalente a Dioniso, padedro di Demetra, fulcro dei Misteri Eleusini.
La giovane dea viene rapita nella pianura di Nisa mentre sta raccogliendo dei fiori di piante a bulbo, come il narciso, di cui ho già avuto modo di parlare, o il giacinto, tipiche del prato primaverile.
Narciso morì affogato nelle acque in seguito ad un rito iniziatico.
Acque come simbolo di morte e rinascita.
Il narciso legato al mondo degli Inferi, ai campi Elisi e ai Misteri Eleusini in epoca romana.
Narciso, dal greco Narké, torpore.
Morte iniziatica.
Trasformazione.
Fiori, che nel loro simbolismo del "bucare la neve" e venire alla luce del sole, con la loro forza, simboleggiano, metaforicamente, e celebrano, il ritorno della dea Persefone dagli inferi.
La trasmutazione dopo, e attraverso la morte.
I narcisi e i crochi sono due fiori similissimi, e il color croco, in particolare, un colore sepolcrale, è legato alla simbologia di Ecate, al colore del suo manto.
Nomino Ecate, ancora una volta, perché è una Dea solstiziale, come la Dea Brigid, e anche perché il Sabbat di Imbolc, che celebrava il sorgere della luce e la sconfitta dell’inverno, veniva onorato con la ritualistica del “Disting”, quando i popoli nordici “seppellivano” le negatività e le fatiche dell’inverno, accendendo falò agli incroci e purificando la terra, cospargendola di sale e cenere.
Questo mi ha ricordato i crocicchi di Ecate
Color croco.
Giallo rossiccio.
Il colore alchemico, identificativo, di Ecate.
I crucivia di Ecate, identificata con i noviluni( e siamo ancora sotto l'influenza del novilunio del 29 gennaio) propizi per i riti magici, e quindi con le eclissi solari( perché le eclissi solari si manifestano durante i noviluni), erano appunto chiamati crocicchi, zone di confine, limbiche, tra la vita e la morte, una derivazione lessicale, del simbolo del fiore che meglio la rappresentava come dea dell'Oltre, il croco.
Anche Ecate, come la Dea Brigid, è custode del Fuoco Sacro, con la sua fiaccola di Ecate, ed è triforme anch'essa.
La citrinitas in alchimia, detta anche xanthosis, denota proprio la «fase al giallo» della Grande Opera, costituendo il passo successivo all'Albedo e anteriore alla Rubedo nel percorso di creazione della pietra filosofale.
I suoi simboli sono il Sole e l'aquila
La fase alchemica Citrinitas, la fase al giallo, riguarda proprio questo terzo chakra Manipura.
È la fase di passaggio tra l'Albedo e la Rubedo, ed è legata all'elemento Aria e Oro.
È il momento della secchezza, dell'ingiallimento dovuto alla calura estiva. Si evapora.
Si perde vita,
Un sacrificio necessario alla rinascita.
Prima della cristificazione della Materia nella luce astrale.
La citrinitas è il momento in cui l'energia del Sole, predomina, oscurando l'energia lunare( riferita invece alla fase dell'Albedo, la seconda fase alchemica dopo la Nigredo, l'opera al nero, sulla materia)
Per questo motivo, la Dea Ecate indossa un mantello color croco.
Perché essendo lei, lunare, solstiziale, in essa si compie l'alchimia dell'Unione degli Opposti.
Alchimia necessaria, mercuriale, per arrivare all'ultima fase, la Rubedo, in cui viene realizzata la Pietra Filosofale, il segreto alchemico della trasmutazione della materia, dell'immortalita'.
L'energia mascolina, solare, necessita dell'intensa, profonda e Misterica energia Femminile, per attuare, in sinergia l'opera alchemica della trasmutazione dell'Opera in Oro.
Anche Iside e Osiride, generarono, in sinergia, Horus.
La Dea delle transizioni.
Di quei crocicchi che rappresentano un punto di snodo, dove convogliano le energie cosmiche dalle infinite possibilità, dalle infinite sinergie.
Vi era, in questo periodo di Febbraio, di purificazione, anche una celebrazione simbolica verso la Dea greca Estia, custode del Fuoco Sacro, poi romamizzata in Dea Vesta, di cui ho già avuto modo di parlare( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/02/il-giorno-della-memoria-del-fuoco-di.html?m=0), il cui Fuoco Sacro, di cui era custode venne spento per sempre con l'editto di Teodosio, il 24 febbraio del 391.
La Dea greca Estia veniva onorata, in questo mese di febbraio, pulendo o rinnovando i camini, riaccendendo la sacra fiamma e chiedendole la benedizione per le famiglie e le case.
La simbologia del tenere pulita la canna fumaria del caminetto, e lo stesso caminetto, rimanda, come ho già avuto modo di scrivere, alla simbologia uterina del grembo, custode della Fiamma Sacra di vita, come elemento di gestazione.
Caminetto legato anche alla simbologia di Babbo Natale e della Befana
Brigid, la Grande Dea della guarigione, onorata con dei nastri, legati ai rami degli alberi, vicino alle antiche sorgenti sacre.
Oggi piove tanto.
L'Universo celebra con noi, questa antica Alleanza tra Acqua e Fuoco, per non dimenticare.
Gli Opposti sinergici, di cui il Femminino è sempre stato Sacro Custode, declinato in molteplici forme.
Con infinita gratitudine sempre.
Tiziana Fenu
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