Se la stella Sirio è chiamata "Su Trubadòre", in sardo, inteso malamente come ‘Colui che guida le vacche, i buoi’, il pianeta Venere è chiamato S’Isteddu e arbéskere ‘la Stella dell’Alba’ (quello è il momento di radunare le pecore per la mungitura: Wagner!). La stessa Venere alla sera è chiamata S’Angionadòre (Colui che fa rientrare gli agnelli dal pascolo serale: ma è una paronomasia).
Altrove Venere è chiamata S’isteddu de kenadórgiu, o semplicemente Kenadorzu, e s’intende per kenadorzu il sito e l’ora notturna in cui il pastore rinvia al pascolo le pecore: da kena ‘cena’, ma siamo ancor sempre all’assurdità delle paronomasie.
Queste sono le definizioni di prof. Dedola a riguardo.
Vorrei aggiungere alcune considerazioni.
Per antonomasia, Venere, è legata alla dimensione del Sacro Femminino, e il suo simbolo è la stella a 8 punte, che indica il suo percorso pentacolare intorno al Sole, nell'arco di 8 anni.
Un numero 8 portante, in quello che è stata, secondo me, la prima rappresentazione di un Tempio Sacro, la Scacchiera di Pubusattile, a Villanova Monteleone
Ne ho parlato in modo approfondito nei miei svariati post di approfondimento.
Otto quadrati per lato, 64 un tutto, alternati, bianchi(il Mascolino, come il Toro Api egizio, bianco) e rossi(come il sangue mestruale e fertile della Dea Madre, in una armoniosa composizione che indica la sinergia degli Opposti necessari alla creazione.
Una simbologia ancestrale, che ritroviamo come iconografia anche nella rosa dei Venti, in ambito Mesopotamico, collegato in particolare alla Dea Ishtar e alla Dea Inanna, e arrivata fino ai giorni nostri, come simbolo del Femminino Mariano, tanto da essere rappresentata in particolare, ancora oggi, nei nostri antichi rosari sardi, argomento che ho già approfondito in particolare in un mio scritto ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/04/la-simbologia-della-stella-otto-punte.html?m=0).
Una stella a 8 punte che ritroviamo nello statere aureo di Amsicora della fine del III secolo a.C, con ben visibile la stella a 8 punte, simbolo del Sacro Femminino, e anche di Venere, quindi, solo anche del Toro, il cui pianeta governante, è proprio Venere.
Un simbolismo che in ambito Mesopotamico è indicato con l'ideigramma dell'asterisco a 8 raggi, che indicava AN, il dio supremo del cielo, lo splendente, la stella Polare, la divinità più luminosa, esteso poi alla simbologia di Inanna /Venere, come stella/divinità più luminosa del cielo.
Simbolo che si trova, come petroglifo, anche nella nostra antichissima lastra di Pelau( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/10/lastra-di-pelau.html?m=0) e nel concio di Trachite di Nordule (https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/simbologia-dei-conci-di-trachite-del.html?m=0)
Una simbologia, quella della stella a 8 punte, che è rimasta come iconografia a rappresentanza degli 8 venti più importanti, nella Rosa dei Venti.
E d'altronde, il Vento, ha una connotazione tipicamente femminile, tanto da essere rappresentato, nella sua ancestrale e straordinaria simbologia alchemica dalla nostra Maschera Sarda "De su Bundu", come una maschera totalmente rossa, legata alla potenza del Sacro Femminino, e collegata alla simbologia del Bindi indiano, su cui potete trovare un dettagliato approfondimento nel mio scritto( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/12/bundu-bindubindi.html?m=0)
Perché il Femminino è Vento, è Mestruale, il vento principale e piu forte nella rosa dei Venti, quello che arriva da nord ovest.
Il nord come indicazione della stella Polare, l'ovest come indicazione del Sacro Femminino
Astrologicamente, la stella a otto punte, può essere identificata con la stella Polare dell'Orsa Minore, chiamata anche Polaris, perché praticamente dista ad un solo grado dal Polo Nord della Sfera Celeste, e quindi era considerata apparentemente ferma nel cielo, mentre tutte le altre stelle dell'emisfero boreale sembrano ruotarle intorno.
Il nord ovest, esotericamente, è legato all'elemento acqua ( il nord) e all'elemento terra( l'ovest) , entrambi elementi del Femminino.
Il vento come afflato divino che si fa Forma, per donare la vita.
Come la simbologia della colomba rovesciata, dello Spirito Santo che scende sulla dimensione terrena.
Come la simbologia custodita nella Carena delle nostre Domus de Janas ( nella doppia valenza della parola sarda, "Carena", sterno che contiene i polmoni, l'afflato divino della vita, e Carena rovesciata dell'arca/arga( va*gina un sanscrito) che trasporta in un'altra dimensione e che trasmuta.
Le Domus solstiziali, orientate ai solstizi, agli estremi della discesa e della risalita.
Le Janna, le porte, di cui sono costellate le nostre Domus, con la simbologia delle tre cornici, i tre Soli di rinascita lungo la Via Lattea.
Ma questo già lo sapete, ne ho parlato innumerevoli volte.
Ebbene, se Venere, nella sua accezione di Sacro Femminino, di stella luminosa, un sardo e chiamata "Isteddu", e "istellas", come definizione generale di "stelle", vediamo che la parola "Isteddu", ha la stessa radice di "Isteara", di cui ho parlato a proposito della Candelora
Come ho scritto riguardo la celebrazione di Imbol/Brigid/Candelora
( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/02/dea-brigid-imbolc.html?m=0)
"La cera della candela, in sardo, si chiama "chèra "
"Chera ruja", cera grezza.
Invece, la parola candela, sempre in sardo, si traduce nella parola
" isteàrica".
Brigid è appunto associata alla festa delle candele, alla Candelora
Una parola, che nella sua radice sarda, rivela tutto il suo ancestrale simbolismo.
Pensiamo alla parola "hystéra", dal greco ὑστέρα «ventre, utero»
O è meglio pensare che la vera radice sia quella sarda che rimanda alla candela, "isteàrica", in sardo, come portatrice di luce?
Se andiamo all'origine dell'Imbolc, come abbiamo visto, è appunto il ventre, "imboddicau", custodito, avvolto, che protegge la fiamma della candela, che è la stessa fiamma dell'utero, del ventre.
La Fiamma di vita.
"Traduzione in sardo per il verbo "avvolgere"
-imboddigare
-imboliare
-imboligare
-imbolicare
Notare come la radice "Imbol-" sia presente in tre versioni su quattro.
"Avvolgere" come se fosse un grembo protettivo, nutriente"
Quindi,
isteddu( parola sarda riferita a Venere)
Istella( parola sarda che indica la stella)
isteàrica( parola sarda che indica la candela)
hystéra", dal greco ὑστέρα, parola che indica «ventre, utero»
Le stelle come ventre, come Utero, del popolo che veniva dalle stelle, gli Antichi Sardi, dalle straordinarie conoscenze ancestrali, come i Dogon, il popolo che viene da Sirio, con i quali abbiamo molto in comune.
Sardegna Cultura Madre, Matrice di tutte le altre.
Tiziana Fenu
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Stupendo e antico rosario sardo in filigrana, esposto al Museo etnografico sardo del Costume, a Nuoro
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