Oggi sabato 16 maggio, luna nuova in Toro, sotto il segno del Toro.
Siamo sotto l'energia del Sacro Archetipo Ebraico Tau, il ventiduesimo, legato all'Arcano Maggiore del Folle
Oggi, la Luna si vela di tenebra rigeneratrice nel segno del Toro.
È un istante di silenzio fecondo, una sizigia che chiude cicli e ne apre di nuovi nell’umida profondità della Terra.
Il Toro, come sapete, non è solo costellazione.
È l’archetipo della radice, della lenta alchimia del sangue che sale dal centro della materia.
La sua duplice falce di corna incarna la doppia volta celeste e terrestre, il grembo lunare e l’irruzione vulcanica di Venere. Sotto questa Luna vergine, la notte stessa partorisce il seme oscuro delle possibilità .
E in questo tempio notturno risuona il ventiduesimo Archetipo, il Sacro Tau Ebraico, ultima lettera dell’alfabeto divino, sigillo della Creazione.
La Tau è la croce, il segno inciso sulle soglie, la porta che è anche muro.
Nel suo tratto verticale discende la lama dello spirito nella materia.
Nel suo tratto orizzontale si estende il tempo che riceve l’eternità .
È il numero 22, che riduce a 4 come la Terra, ma anche a 0 come il respiro che precede il numero.
È la fine di ogni sentiero, eppure, invertendo ogni logica, esso si unisce al primo degli Arcani, anzi al “prima” del primo, l’Arcano del Folle.
Il Folle, che nei tarocchi è numero zero o ventiduesimo a seconda della via iniziatica, non procede nel mondo ma danza sul margine, col bastone sulle spalle e lo sguardo verso l’abisso.
Non conosce le tappe.
È l’istante puro, l’innocenza che precede la caduta, il salto nella vertigine del possibile.
Legare la Tau al Folle significa rivelare il grande segreto della via iniziatica.
La fine non è un punto d’arrivo, ma la soglia da cui si precipita nell’inizio assoluto.
La Tau è la croce della materia redenta.
Il Folle è colui che la porta senza sapere di portarla, ridendo nel vuoto.
Così, in questa Luna Nuovo del Toro, l’archetipo Tau si fa carne nel solco, nel gregge addormentato, nel corno che è coppa e che è lama.
E il Folle, compagno silenzioso, si muove tra le costellazioni come un soffio che nessun segno può imprigionare.
La Terra taurina, lenta, ostinata, sensuale, e proprio per questo anche uterina, diventa il telaio su cui si ricama il sigillo dell’ultima lettera.
E in quel sigillo, chi ha orecchi per intendere si sente il riverbero del riso del Folle che, proprio alla fine, sussurra che tutto è principio, e tutto ricomincia.
Il sabato, giorno di Saturno, il cronometro del destino, si scioglie nel fuoco nero della rigenerazione. E la Luna, vuota e piena al tempo stesso, accoglie il germe di un nuovo ciclo che scorrerà nelle vene del Toro come un miracolo silenzioso, fino a che la Tau non si schiuderà come una porta che dà sull’azzurro, oltre ogni archetipo.
Siamo già Oltre.
Oggi soffia un maestrale potente.
Il vento delle Dee Madri, is Maistrasa, ad adornare di Bellezza il Volo del Folle.
Con infinita gratitudine sempre.
Tiziana Fenu
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