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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

sabato, maggio 16, 2026

💛 Ruota votiva di Taranis /croce nel cerchio (libro)

 "[...] Il Nord, e in particolare il Nord-Ovest (direzione dell’Umbilicus Urbis), rappresenta il polo della luce astrale, dell’Orsa Maggiore, del giogo del bue celeste, della stabilità immobile attorno a cui ruota il cosmo.

In altre parole, il Nord (e il Nord-Ovest) è la direzione del fondatore, del re-sacerdote che traccia il solco primigenio.
Ora, in questa quarta e conclusiva sezione, il cerchio si chiude, e la traiettoria del pensiero simbolico ritorna alla sua fonte primigenia: la fondazione, appunto.
Non una fondazione qualsiasi, ma quella che si esprime attraverso l’archetipo geometrico e spirituale per eccellenza, la Croce nel Cerchio.
Questo sigillo cosmico, lungi dall’essere una mera astrazione, rappresenta un potente sincretismo, una sintesi visiva e concettuale che unisce le due costellazioni polari della tradizione iniziatica sarda: la maestosa Croce del Nord (la costellazione del Cigno) e l’eterna ruota circumpolare (l’Orsa Maggiore). L’una, simbolo del volo spirituale e della rinascita, e l’altra, cardine immobile del cielo notturno, custode del tempo e del divenire.
La costellazione del Cigno ( o Cygnus) non è un semplice asterismo tra i tanti, bensì una chiave di volta per decodificare l’eredità della nostra antica civiltà sarda, intrecciandosi indissolubilmente con il culto del Sacro Femminino primordiale.
Per comprenderne la portata, occorre risalire alle sue radici più profonde, che affondano nel simbolismo delle prime Dee Uccello, figure divine ibride che mediano tra la terra e il cielo, tra le acque primordiali e la volta stellata[...]
Tratto dal mio libro
"Le Dee silenziose. Archeoastronomia del Sacro Femminino in Sardegna"
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Questo oggetto( prima immagine) è una rouelle (o ruota votiva) in bronzo di epoca gallo-romana, databile approssimativamente tra il I e il III secolo d.C.
Se a uno sguardo superficiale potrebbe apparire come un semplice amuleto legato al culto celtico di divinità solari o del tuono come Taranis, una lettura più attenta, alla luce del simbolismo archeoastronomico sardo, ne rivela stratigrafie ben più arcaiche e profonde.
La ruota, con i suoi quattro o sei raggi decorati da motivi geometrici (ocelli, linee a zig-zag), non è che una manifestazione periferica, ma coerente, dello stesso archetipo geometrico e spirituale si identifica come fondativo per la civiltà sarda.
La Croce nel Cerchio.
Questo sigillo cosmico, lungi dall'essere un'esclusiva sarda, rappresenta un linguaggio simbolico universale, e proprio la rouelle di Taranis ne è una testimonianza tangibile in ambito celtico.
Taranis, dio del tuono e della ruota, non è quindi un'entità estranea al mondo arcaico sardo, bensì una sua controparte "maschile" e folgorante.

 I nostri Antichi Sardi erano abili "fulguratores", abilissimi nel padroneggiare le energie del tuono

( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/07/plasma-e-civilta-sarda.html?m=0

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/la-pietra-del-tuono-approfondimenti.html?m=0) 

Mentre la tradizione sarda, come esposto nel mio brano, intreccia la costellazione del Cigno (la Croce del Nord) al volo spirituale delle Dee Uccello e al Sacro Femminino primordiale, Taranis incarna la potenza celeste che attiva quella ruota.
La sua ruota è il fulmine che solca il cielo, il raggio che dal polo immobile (l'Orsa Maggiore, custode del tempo) si irradia verso i quattro cardini del mondo.
La rouelle di Taranis è il complemento dinamico e maschile della stabilità femminile rappresentata dalle costellazioni polari sarde.
Se l'Orsa Maggiore è il "cardine immobile" e il Cigno è il "volo della rinascita" (mediato dalla Dea Uccello), la ruota del dio celtico è il solco primigenio tracciato dal fulmine, l'energia che feconda la terra e che, nella prospettiva sarda, corrisponde all'azione del re-sacerdote fondatore che, provenendo dal Nord-Ovest (direzione dell'Umbilicus Urbis), fissa l'asse del mondo.

L'attributo iconografico più famoso di Taranis è la ruota, che rappresenterebbe la volta celeste stellata nella sua interezza, che ruota attorno all'asse polare (il punto cardinale Nord). Simbolicamente, quindi, Taranis incarna il potere del cielo in movimento, un concetto che include il polo astrale. 

L'antica Civiltà Sarda custodiva la geometria sacra della Croce nel Cerchio e il suo principio femminile astrale.
Taranis, con la sua ruota votiva, ne rappresenta la potenza attiva, il tuono che scolpisce nel bronzo l'immagine dell'ordine cosmico.

Altre referenze per la croce nel cerchio, citate nel mio libro
Il carretto del Santuario di Santa Vittoria di Serri
https://maldalchimia.blogspot.com/2025/11/carro-e-pelli-rovesciate-di-santa.html?m=0

Corrispondenze con il carro di Dupljaja
https://maldalchimia.blogspot.com/2025/05/carro-di-dupljaja-serbia.html?m=0
https://maldalchimia.blogspot.com/2026/04/croce-nel-cerchio.html?m=0

Corrispondenze con il pendente di Nurdole
https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/pintadere-pendente-nurdole.html?m=0

Tiziana Fenu
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Ruota Taranis/croce nel cerchio (libro)




 











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