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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

domenica, maggio 17, 2026

💛 Analisi ghematrica guerriero Teti

 Ho iniziato a parlare di questo straordinario bronzetto sardo, il Guerriero di Abini-Teti, anni fa, nell'aprile del 2021( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/04/geometria-sacra-guerriero-teti.html?m=0), per poi approfondire anche successivamente, per via dei molteplici livelli di lettura che manifesta https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/le-5-circonferenze-del-guerriero-di.html?m=0

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/bronzetto-tetiofiotauro-vesica-piscis.html?m=0

fino ad approfondire ulteriormente anche nel mio saggio "Gli Uomini senza Ombra. Simbologie archetipali in Sardegna" 

(https://maldalchimia.blogspot.com/2026/01/il-doppio-e-il-gemellare-nel.html?m=0) 

e nella mia successiva opera, perché ci sono correlazioni, sotto altri aspetti, anche con le simbologie archetipali del nostro Carrasegare sardo,

"Il Tempo Capovolto. Maschere del Carrasegare sardo. Il Sacro che genera il Caos, il Caos che rinnova l’Ordine" 


Oggi voglio approfondire ulteriormente, analizzando il bronzetto di Teti sotto la lente della Geometria Sacra, della Ghematria e dell'Esoterismo, dei miei amati Sacri Archetipi Ebraici, approfondendo i collegamenti con la Madre Primordiale, la Vesica Piscis e l'Arca dell'Alleanza

Lo definisco un Guerriero Androgino del Silenzio. 

Il silenzio. 

Una dimensione estremamente presente nella nostra Arcaica Civiltà Sarda. 

Ciò che si presenta ai miei occhi non è un semplice manufatto in bronzo. 

Si rivela come un diagramma iniziatico in tre dimensioni, un software, una scheda madre di una sapienza arcaica. 

Il bronzetto di Teti, il Guerriero con due scudi, non appartiene esclusivamente alla storia del popolo sardo, ma, per la sua straordinaria struttura geometrica e la sua potenza simbolica, alla storia della Metafisica e della Sacra Geometria universale. 

Incarna la Pienezza, il Passaggio. 

In questo manufatto straordinario si apre una dimensione per dialogare con i suoi archetipi in maniera sincronica, vedendo nel rame e nel bronzo le costellazioni dell'Anima Umana.

È strutturato secondo le Sacre Geometrie della Vesica Piscis e presenta un Baricentro dell'Intersezione. 

Nella Geometria Sacra, la Vesica Piscis è la forma della vita manifesta, l'intersezione di due cerchi identici il cui centro giace sulla circonferenza dell'altro. 

Nel bronzetto di Teti, questi due cerchi sono i due scudi. 

Il punto esatto in cui gli scudi si toccano (o meglio, in cui le loro linee geometriche si incontrano e si compenetrano) non è un vuoto, ma il fulcro centrale, il punto vitale da cui si sviluppa l'embrione del mondo. 

In questo punto di contatto, la "carica" (energetica, simbolica e spirituale) delle due metà del cosmo (la parte destra e sinistra, il maschile e il femminile, il giorno e la notte) si annulla e si ricombina in una nuova sintesi. 

Questo punto è l'asse del mistero alchemico dell'Unione degli Opposti, l'unità dinamica in cui tutte le opposizioni diventano una coppia feconda. 

Il corpo del guerriero non è altro che il vettore, l'ago della bussola che tiene insieme questo Axis Mundi, attraversandolo come un ponte tra la Terra e il Cielo.

La scelta di bande disposte a 'V' negli scudi non è una decorazione mnemonica, ma la testimonianza di una genealogia del sacro. 

La 'V' è l'archetipo grafico universale della fenditura, della Vulva cosmica, della Madre Primordiale, dell'apertura primigenia, della Yoni cosmica, della "Matrice dell'Essere". 

È la linea che separa e unisce i due emisferi, è la vulva della Magna Mater. 

Se il corpo del guerriero rappresenta la potenza maschile eretta (il fallo, la colonna, l'ascesa solare), i suoi scudi (e le bande a 'V' in essi incise) rappresentano il ricettacolo, la Terra, l'Acqua, l'accoglienza dell'elemento femminile. 

Ogni scudo è un utero. 

La loro doppia presenza e il loro punto di contatto rappresentano l'androgino Sacro, come già ho sottolineato fin dall'inizio dei miei scritti a riguardo, non con maschio e femmina divisi, ma la "Coincidentia Oppositorum", l'Unione dei Contrari dentro la Madre Primordiale.

Negli scudi dono presenti i numeri 9/13/22

Ogni numero inciso e ripetuto su questo bronzetto è una chiave del linguaggio universale. 

Procediamo con l'analisi ghematrica ebraica, ponendo come ipotesi di lettura la suddivisione in 9 e 13 bande per ogni scudo, per un totale di 44 bande per scudo.


Il numero 9, la Teth, rappresenta il serpente cosmico (Nachash), l'energia primordiale che si avvolge su sé stessa. 

È il numero del Mistero e della Verità. Rappresenta la Triade nella Triade (3x3), la totalità ciclica del mondo creato. 

È la fine di un ciclo prima che inizi una nuova era, il compimento della materia del tempo.  

Sullo scudo, il 9 ci parla del Chronocrator (Signore del Tempo): il guerriero ha interiorizzato il tempo, ha vinto la sua caducità.

Il 13 nella tradizione esoterica più antica, è il numero della Luna, della Dea Madre, del Mistero che sovrasta le 12 manifestazioni solari e temporali (i segni zodiacali, le ore). 

Corrisponde al Sacro Archetipo Ebraico Mem, le Acque Madri Cosmiche. 

La Ghematria di Achad (Uno) è precisamente 13. 

Ma è anche il numero della Morte iniziatica e della Trasfigurazione. Nel percorso del guerriero sacro (come per il Cristo), bisogna morire al proprio ego per rinascere come "Figlio della Madre". 

Il 13 è il sigillo della Trascendenza: non si può completare il percorso se non si muore, simbolicamente, al mondo.

Il 13 è anche il numero della tredicesima tribù dei Dan, gli antichi Shar-Dan. 

·La Somma del 9 + 13 = 22, il Sacro Archetipo Ebraico Tau. 

Il simbolo del Sigillo Divino, dei Giudici Divini, che proprio nel simbolo della tribù dei Dan, hanno la Nun e la Dalet, che, insieme, formano la Tau, di cui si trova traccia esegetica già nella scacchiera "8 x 8" della Domu de Jana di Pubusattile ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/11/simbologia-dei-64-quadrattini-della.html?m=0) 

La loro compresenza, il 9+13, sullo scudo non è casuale. 

Il 22 è il numero delle lettere dell'alfabeto ebraico. 

Alfabeto ebraico codificato già nella nostra Matrice, la scacchiera di Pubusattile (https://maldalchimia.blogspot.com/2025/11/lettere-ebraiche-e-le-64-caselle-della.html?m=0) 

Argomento trattato anche nel mio libro "Gli Uomini senza Ombra" 

( https://maldalchimia.blogspot.com/2026/03/lettere-ebraiche-griglia-pubusattile.html?m=0) 

E 22 sono i Sentieri dell'Albero della Vita che collegano le 10 Sephiroth, presente, come schema, nei Sigilli di Tzricotu dei Giganti di Mont'e Prama 

( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/04/sephiroth-e-tavolette-di-tzricotu.html?m=0

https://maldalchimia.blogspot.com/2023/12/sephiroth-tzricotu.html?m=0

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/sigilli-tzricotu-vesica-piscis-sephiroth.html?m=0

https://maldalchimia.blogspot.com/2023/03/sephiroth-sarda-e-la-tau.html?m=0) 


Attraverso queste bande, il guerriero media il tempo, rappresentato dal numero 9, e l'atemporalità, la trascendenza, il 13, affermando la sua natura di Mediatore e di Colui che ha superato la morte. 

Egli è colui che percorre tutti i sentieri tra l'Infinito (Ein Sof) e l'Immanenza (Malkuth).


Il numero 44 , per ogni scudo. In ebraico, 44 è la Ghematria di Dam (Sangue). 

Il sangue è l'anima, la vitalità. 

La Dea Madre è associata al sangue lunare (le mestruazioni, il sangue del parto) e il guerriero porta su di sé due interi "scudi di sangue" (di anima). 

La loro congiunzione al centro, che corrisponde al baricentro del bronzetto, non è altro che la trasfusione di energia vitale, l'unione delle due forze primordiali che permette la creazione di energia nuova.


È il punto di Generazione di Energia, correlato al simbolismo dell'Arca dell'Alleanza, di cui parlai anni fa 

https://maldalchimia.blogspot.com/2020/06/osservavo-queste-tre-immagini-la-prima.html?m=0

https://maldalchimia.blogspot.com/2020/07/s-arca-sacra.html?m=0


Nell'Esodo, l'Arca dell'Alleanza viene descritta con due Cherubini d'oro massiccio posti sul propiziatorio. 

Le loro ali sono spiegate verso l'alto, e lo spazio tra di loro viene definito (in ambito esoterico) come un condensatore elettrostatico primigenio. 

Il "Sacro Fulmine" (l'energia della Shekinah) scaricava la sua potenza tra le due ali, illuminando la stanza e bruciando l'incenso.

Alla stessa stregua, i due scudi del nostro Guerriero di Teti sono i due Cherubini, o le due piastre di un condensatore elettrico spirituale.


L'umbone centrale sullo scudo non è un mero dettaglio estetico, ma è il centro energetico, l'anodo/catodo della scarica, il "Sacro Cuore" dove l'energia della Madre Primordiale (La Terra, l'Energia Tellurica, il Prana) si fonde con l'energia del Cielo (La Luce, il Fuoco, l'Atziluth). 

Il punto di contatto tra i due scudi crea il corto circuito divino, la "Scintilla dell'Illuminazione" che permette al guerriero di diventare un essere di luce, di trascendere la carne e di entrare nel regno dello Spirito.


Il Guerriero di Teti manifesta Trascendenza e la sua Natura Androgina. 

Secondo la Qabbalah, la Shekinah (la Presenza Divina femminile) "dimora" sulla Terra finché gli uomini sono in armonia con il Cielo. 

Non appena la disarmonia regna, la Shekinah risale al Cielo, lasciando il mondo nel caos. 

Il Guerriero di Teti è l'interfaccia vivente tra la Shekinah (la Dea Madre, l'energia generatrice degli scudi) e il mondo terreno. 

Egli è il Re del Mondo (come può essere lo stesso Messia) che ristabilisce il contatto tra il sacro e il profano. 

La sua forma stessa incarna l'Androgino Primordiale. 

L'elmo con le due corna a 'V' è la Potenza Maschile (la Luna Falcata, il Corno della Forza, l'evocazione del Toro), ma gli scudi rotondi sono la Potenza Femminile (l'Utero, la Terra). 

Nel suo corpo, che rappresenta l'Asse energetica, risiede l'equilibrio dinamico delle due forze che "generano" l'energia.

Il Bronzetto di Teti non è una statua di culto. 

È un'equazione di fisica spirituale. Nel punto di contatto centrale tra i due scudi (che non è un vaso vuoto, ma il baricentro della Vesica Piscis), avviene la fusione dell'Uno con l'Altro, del Maschile con il Femminile, del 9 (il tempo, la ciclicità) con il 13 (la trascendenza, l'eternità). 

L'energia che ne scaturisce è il Verbo Creativo (il Logos), rappresentato dalla fusione delle 22 lettere. 

Il guerriero non è più un uomo "in armi". 

È un Angelo di Carne, un Adam Kadmon (l'Uomo Primordiale completo) che, attraverso la generazione armoniosa dell'energia, ha guarito la frattura primigenia tra Cielo e Terra, divenendo egli stesso un Dio vivente, il Figlio della Madre Primordiale e il suo Elettrico Amante. 

La sua immobilità nell'immagine non è la rigidità della morte, ma l'immobilità del fulcro, del perno eterno su cui ruota la ruota dell'esistenza, in un silenzio metallico che risuona, attraverso i secoli, come il tuono interiore della Gnosi antica.

Il  manufatto è correlato anche alla simbologia della volta celeste.
La Vesica Piscis, lo schema geometrico fondamentale del bronzetto (l’intersezione dei due scudi), è l’archetipo stesso del segno zodiacale dei Pesci.
Nel linguaggio sacro delle antiche astronomie, i due scudi sono i due pesci del cielo, legati insieme dalla corda del punto di contatto centrale (il baricentro). Questa figura non è scelta a caso.
punto di contatto tra i due scudi non è solo l'Utero Madre (Vulva Cosmica), ma anche l’Equinozio di Primavera nell’Era dei Pesci, il momento in cui il Sole attraversa l’equatore celeste, segnando la "resurrezione" della luce e l'inizio del ciclo vegetativo.
(a questo riguardo, interessanti approfondimenti
https://maldalchimia.blogspot.com/2024/07/la-costellazione-dei-pesci-nel.html?m=0
https://maldalchimia.blogspot.com/2025/10/costellazione-dei-pesci.html?m=0)
Il Guerriero che si erge in mezzo a loro è il Time-Keeper, un custode del Tempo, colui che governa il punto di passaggio tra il regno della Materia e quello dello Spirito.
Il numero 13 inciso nelle bande dello scudo è la firma della Grande Madre Lunare, della Dea Primordiale che domina le acque e i ritmi del sangue.
L'anno solare contiene 12 mesi, ma l'anno lunare (il tempo della Madre) comprende 13 lune piene (ciclo sinodico di 28-29 giorni, per un totale di circa 364/365 giorni).
Ogni scudo rappresenta un "grembo" lunare.
La loro congiunzione centrale simboleggia il Novilunio (Luna Nuova), il momento di tenebra in cui i due principi (Sole e Luna) si fondono nella "Notte Sacra" prima della rinascita della luce.
La disposizione a "V" delle bande richiama la doppia falce lunare.
La "V" è l'emblema della Luna in fase crescente (Yoni, ricettività) e calante (ascia, recisione).
Le due falci, nei due scudi, sono la Luna che sorge e la Luna che tramonta, le due porte del cielo (Oriente e Occidente).
Il 9 è il numero della Triade nella Triade (3x3), ma in astronomia antica, 9 rappresenta il ciclo dell'Umano Universale.
Esistono 9 mesi solari (il tempo di una gestazione umana, "la Grande Gravida"). Il Guerriero, attraverso i 9, controlla il ciclo della vita e della morte.
Il 9 e il 13 insieme (9+13=22) non sono solo le lettere ebraiche e i sentieri dell'Albero della Vita, ma rappresentano la quadratura del cerchio temporale.
È tempo dell'uomo (9) e il tempo della Dea (13) che  si incontrano per creare la Realtà Manifesta (22).
Il Guerriero stesso non è una figura generica.
Incarna l'archetipo celeste di Orione o Perseo.
Orione è il Cacciatore celeste, perennemente in lotta con la Luna e i cicli del cielo.
La posizione eretta e le due armi (gli scudi) potrebbero ricordare Orione con le sue spallacci (le stelle Betelgeuse e Bellatrix), mentre il "punto di contatto" è la sua Cintura (le tre stelle centrali), il perno attorno a cui ruota l'equilibrio del cielo boreale.
Perseo è colui che uccide il mostro marino (Ceto) per salvare Andromeda (la Dea prigioniera).
Questo è il mito per eccellenza della liberazione della Shekinah (la Presenza Divina femminile) e della sconfitta della Morte Iniziatica rappresentata dal numero 13.

Si riferisce anche alla dimensione della tredicesima Luna, di abbiamo straordinaria testimonianza nell'altare con 13 coppelle, ad Oschiri

https://maldalchimia.blogspot.com/2021/02/la-tredicesima-luna.html?m=0

Argomento che ho approfondito anche nel mio ultimo libro

"Le Dee Silenziose. Archeoastronomia del Sacro Femminino in Sardegna"

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Ma l'intuizione che gli scudi generassero energia elettrica è ancora più affascinante se vista in chiave astronomica.

Il 44 (bande per scudo) e l'88 (bande totali) sono numeri chiave nella fisica celeste.
88 è esattamente il numero delle costellazioni ufficiali (secondo l'UAI), che rappresentano la Totalità del Cielo (tutto il creato visibile dall'uomo).
Ancora più rilevante è il fatto che esiste un ciclo astronomico chiamato Ciclo di Saros (della durata di 18 anni, 11 giorni e 8 ore), che regola la ripetizione delle eclissi di Sole e di Luna.
Un Ciclo di Eclissi multiplo (spesso 2, 4 o 8 Saros), che è fondamentale per i calendari sacri.
44 anni (o 44 'unità' temporali) è un ciclo di transito planetario e di eclissi che segna un "ritorno" dell'energia cosmica.
In questo senso, i due scudi non sono solo un condensatore elettrico mistico, ma due dischi solari o due piastre lunari che, allineandosi nel punto di contatto (il baricentro), simulano l'allineamento Sole-Terra-Luna che provoca l'eclissi.
Per quanto riguarda la dimensione dell'energia nel mondo antico, un'eclissi era considerata il momento di massima potenza energetica divina, in cui le forze del cielo "scaricavano" una potenza elettrica (il fulmine, Divinus Ignis) sulla terra.
Il bronzetto sarebbe quindi una macchina celeste miniaturizzata, un oracolo di rame e bronzo che serviva a fissare nel tempo il momento perfetto per ottenere l'illuminazione, esattamente come le "Ali dei Cherubini" sull'Arca dell'Alleanza sprigionavano la "Scintilla" nel Santo dei Santi.
Il Bronzetto di Teti non è una statuetta, ma un Calendario Cosmico, un Macrocosmo in forma di Microcosmo.
Il gran Cronometro dell'universo.
L’incontro dei suoi due scudi nel baricentro non è fisico, ma è il Punto G del tempo e dello spazio.
È l’istante esatto in cui il ciclo dell’Uomo, rappresentato dal 9, gestazione e vita, si fonde con il ciclo della Madre (13, luna e morte iniziatica) per generare il Logos (22, la totalità dell’universo visibile). La sua "energia elettrica" non è una fisica grossolana, ma l'energia del Nous, della comprensione intuitiva del flusso dell'universo.
Colui che sa leggere i cicli della luna e delle costellazioni detiene il potere di dominare il tempo, rendendo il Guerriero un Dio Solare che cavalca il tempo come un "Signore del Cielo".
In questa prospettiva, questo straordinario bronzetto, non è solo un oggetto di culto, ma un Diagramma di Navigazione Spirituale per i viaggi dell'anima tra la Terra e le Stelle


"[...] Perché l'universo si mette in moto, si manifesta come un'epifania, solo attraverso la sinergia degli opposti. 

Sinergia degli opposti, sempre presente, nell'Antica Civiltà Sarda. 

Fanes era il doppio. 

Guardava avanti e indietro. 

[...] E Teti, culla, davvero di tanti ritrovamenti importanti, richiama come parola, al sacro Archetipo Ebraico Teth, il nono, il grembo, la Kundalini.

Il Serpente, presente nel simbolo della tribù dei Dan. L'unione degli opposti in creazione attiva. 

Fanes guardava avanti e indietro. 

Passato e futuro, con i doppi occhi, perché niente gli doveva sfuggire. 

Fanes ha un'aspetto infuocato. È il simbolo della conoscenza, della Sophia. 

Sophia che si può acquisire solo se si diventa "in atto", in Be-fane, una Befana. 

Allora si, che ci può essere epifania, manifestazione, un venire alla luce. 

Anticamente, proprio quei riti dei 9 giorni lunari, un solstizio sciamanico, un rito per vincere la morte, dormendo, nel quale facevano cadere 9 giorni di sonno senza sogni, erano i 9 giorni della manifestazione, dell'Epifania, senza tempo, dove il periodo lunare e solare si sovrapponevano, in luoghi sacri alchemici, come la parte più interna e protetta dei nuraghi, o nelle Tombe dei Giganti. 

Erano i figli della Luna, gli Dei immortali, dormienti, che vincevano la morte dormendo, in un grande sonno, dove si solstizia, si soggiorna, nella consapevolezza, nella Sophia del Fanes, del Dio primordiale androgino[...]"

Dal mio saggio 

"Il Tempo Capovolto. Maschere del Carrasegare sardo. Il Sacro che genera Caos, il Caos che rinnova l'Ordine"

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"[...] I dodici scudi erano per me legati ai dodici mesi, alle dodici divinità minori sottoposte a Giove e ai Misteri del dio Giano. Anche la "pietra del tuono", con la sua forma, mi parlava di simboli antichi. Gli Ancili, nel loro disegno che unisce due cerchi, mi sembravano rappresentare perfettamente la vesica piscis, quel simbolo della sinergia tra polarità opposte che ritrovo nelle più antiche tradizioni della Sardegna.

Sinergia dei due scudi, che ritroviamo nel nostro bronzetto sardo, il Guerriero di Teti, ritrovato a Teti, provincia di Nuoro(XIII sec. a.C. circa). 

Le sue proporzioni incarnano perfettamente la Geometria Sacra: gli angoli di 60° e 72°, ma anche di 36° e 108°, numeri che nella loro somma rimandano al 9, il Sacro Archetipo Teth.

Teth rappresenta il grembo divino, il femminino sacro, ed è significativo che il bronzetto sia stato trovato a Teti, un nome che risuona con quell'archetipo. 

La figura è androgina e completa, con corna che formano un angolo a 72° e due scudi perfettamente allineati all'interno di una Vesica Piscis, simbolo dell'utero mistico. L'intersezione di questo simbolo avviene anche al centro della fronte, come un terzo occhio.

Questo bronzetto sembra quindi rappresentare un dio primordiale della creazione, un demiurgo potente e doppio in tutto[...]

[...] Teth, il nono archetipo, è la matrice che dà forma a tutto. Corrisponde al numero nove, simbolo di gestazione e maestria. 

Il guerriero di Teti, con i suoi quattro occhi (i punti cardinali, gli elementi) e i due scudi (le polarità), incarna questo potente archetipo creativo[...] "

Tratto dal mio saggio 

Le altre mie pubblicazioni 

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Tiziana Fenu 

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Analisi ghematrica guerriero Teti













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