Stiamo per affrontare, energeticamente, la dimensione del Sigillo di Tau e la Spada della Torre.
Un profondo passaggio nel Cuore della Fiamma.
Siamo sospesi.
Tra un respiro e l’altro del Cosmo, nell’intercapedine luminosa che separa due eclissi.
Il Grande Teatro si appresta a mettere in scena una delle sue geometrie più eloquenti. Domani, 28 febbraio, mentre la Luna cresce nel petto ardente del Leone, sei pianeti si allineano come testimoni di un patto silenzioso.
Non è un semplice allineamento astrale.
È una scrittura sacra tracciata sulla volta celeste.
Questo allineamento avviene sotto l’egida della Tau, il Ventiduesimo e ultimo Archetipo Ebraico, il Sigillo che chiude il cerchio e apre la Porta.
Tau è la Croce, il marchio sulla soglia, la sintesi di ogni percorso.
Nell’alchimia dello Spirito, Tau è il Rebis, l’Essere androgino che ha finalmente ricomposto i frammenti del proprio io.
È la perfezione statica che contiene in sé tutto il movimento.
La sua presenza, in questo momento, è il suggello divino posto sulla materia, l’annuncio che ogni percorso iniziato nel profondo dell’inverno sta per giungere a una resa dei conti.
Tuttavia, questa perfezione non è un luogo di riposo, ma un crinale affilato. L’allineamento di Mercurio (il Messaggero che tutto connette), Venere (l’Amore che tutto lega), Saturno (il Tempo che tutto scolpisce), Giove (l’Espansione che tutto eleva), Urano (la Rottura che tutto libera) e Nettuno (il Mistero che tutto dissolve) non è un concilio armonico, ma una tensione di forze che si riversano sulla nostra psiche come raggi di una ruota che gira vorticosamente.
Ne sentite il riverbero?
Il riverbero emotivo di questo concilio è la vertigine.
È la sensazione di essere al centro di un mandala in rotazione, dove ogni raggio di luce planetaria tocca una corda diversa dell’anima. Mercurio e Giove insieme incendiano il pensiero, portando visioni improvvise, rivelazioni che chiedono di essere formulate.
Saturno, dall’altra parte, pianta il paletto della responsabilità.
È come se dicesse "Ciò che vedi, dovrai costruirlo".
Venere cerca la bellezza in questo caos, mentre Urano e Nettuno, i due trascendenti, spingono verso l’alto, lacerando il velo della normalità per mostrarci l’abisso stellato che siamo.
Di complementarietà all'abisso dell'orrido che si sta svelando.
Ci si sente scavati, come vasi di cristallo pronti a ricevere un nettare che non sappiamo se ci spezzerà o ci consacrerà.
Questo allineamento è incastonato come una gemma tra due fuochi.
Il ricordo del Novilunio in Acquario del 17 febbraio e l’attesa del Plenilunio in Vergine del 3 marzo, la cosiddetta "Luna di Sangue".
Il 17 febbraio, con l’eclissi solare in Acquario, abbiamo assistito a un taglio netto. L’Archetipo Resh, il Ventesimo, la Testa, l’inizio del ciclo finale, ha posto il suo sigillo su quel momento.
In un momento che ha traguardato anche l'inizio dell'anno del cavallo di Fuoco
( https://maldalchimia.blogspot.com/2026/02/passaggio-cavallo-di-fuoco.html?m=0
https://maldalchimia.blogspot.com/2025/12/cavallo-di-fuoco-2026.html?m=0)
Resh è il volto del Sole, la chiarezza folgorante.
La Testa.
La Sublimazione.
Ma la sua comparsa nell’eclissi ci dice che quella luce è emersa solo dopo essere passata attraverso l’ombra. Fu il momento in cui, alchemicamente, è iniziata la fase di "separatio".
La coda del serpente (il passato, il karmico esaurito) è stata tranciata via dalla testa (il nuovo Verbo, l’identità che deve ancora incarnarsi). È stato il taglio del cordone ombelicale con una vecchia versione di noi stessi, un parto assistito dall’ombra.
Ora, con questo allineamento, siamo nella fase della "solutio".
Gli elementi sono stati separati e ora vengono messi in soluzione, mescolati dal Cosmo per vedere cosa regge e cosa si dissolve.
Le emozioni sono fluide, mutevoli, profonde, oscure, come l’oceano di Nettuno.
Possiamo sentirci persi, disorientati, ma è la dissoluzione necessaria dei sali che devono essere lavati via per far emergere l’oro.
E poi, tra pochi giorni, il culmine, il Plenilunio in Vergine con eclissi lunare.
La Luna piena, già di per sé un culmine, diventa "di Sangue" tingendosi di rosso, il colore della materia prima, dell’energia grezza, della vita che pulsa e che ferisce. Questa Luna sorge sotto l’Archetipo Ayin, il Sedicesimo, l’Occhio, la Sorgente della Visione interiore, che corrisponde all’Arcano Maggiore XVI della Torre.
Ecco il cuore del mistero.
La Torre colpita dal fulmine, le cui fiamme divorano la corona, mentre due figure precipitano nel vuoto.
È la distruzione di ogni struttura superba, di ogni identità costruita sull’ego e non sull’Essere.
Ayin è l’Occhio che vede la Verità, e quella verità, quando è assoluta, è un fulmine che incenerisce le nostre finzioni, e quante, se ne stanno incenerendo.
Il riverbero emotivo della Luna di Sangue sotto il Sigillo della Torre è il terrore sacro.
È l’angoscia che precede la liberazione.
È il momento in cui tutto ciò che abbiamo creduto di essere, la maschera, il ruolo, la sicurezza esteriore, viene spazzato via dalla folgore della nostra stessa Anima.
La Luna, riflettendo la luce solare velata dall’eclissi, getterà un’ombra sulla nostra psiche, rivelando le crepe nelle fondamenta della nostra "Torre" personale.
Questo Plenilunio in Vergine parla di purezza.
Non una purezza moralistica, ma alchemica.
La purificazione del grano dalla zizzania, la separazione dell’essenziale dal superfluo. La Vergine è la terra che accoglie il seme, ma prima deve essere arata, dissodata, anche a costo di lacerare il manto erboso.
Ecco, dunque, il senso di questo "cavallo energetico" su cui siamo in sella.
Dall’eclissi in Acquario (Resh, la Testa, il nuovo inizio) all’eclissi in Vergine (Ayin, la Torre, la distruzione dell’antica forma), passando per l’allineamento dei sei pianeti (la sintesi di Tau, la totalità delle forze in gioco), stiamo vivendo un unico, grande processo iniziatico.
È la Morte iniziatica.
Non la morte del corpo, ma la morte di ciò che impediva alla nostra luce di splendere.
Le emozioni forti, il disorientamento, la vertigine, la paura, sono i segni che il Vecchio Re sta morendo dentro di noi.
È il grido di chi precipita dalla Torre, che si trasforma, se ascoltato con coscienza, nel grido di chi nasce.
In questa Notte degli Dèi, in cui i pianeti si allineano come perle del collare di Ishtar, siamo chiamati a non aggrapparci.
Lasciate che Tau sigilli il vostro passato.
Lasciate che Ayin apra i vostri occhi anche se il lampo acceca.
Lasciate che la Luna di Sangue lavi le vostre ferite con la sua luce purpurea.
Domani è un giorno di potenza, ma è solo l’anticamera del fuoco.
L’Arcano sta per compiersi. Siate la Torre che crolla per diventare Tempio.
Tiziana Fenu
©®Diritti intellettuali riservati
Maldalchimia.blogspot.com
Allineamento 6 pianeti /luna rossa


Nessun commento:
Posta un commento