Di questo ciondolo vichingo che rappresenta Freya ho già avuto modo di parlare
https://maldalchimia.blogspot.com/2025/02/alfa-e-omega-pendente-vichingo-dea-freya.html?m=0
https://maldalchimia.blogspot.com/2025/05/ciondolo-vichingo-freya-angolo-54.html?m=0), ma unitamente alla traccia interpretativa che ho fornito nei miei precedenti scritti, rivela un manufatto di straordinaria potenza sincretica.
Non è un semplice gioiello vichingo, ma una sintesi materiale di molteplici tradizioni iniziatiche che trovano la loro radice nella matrice comune del Sacro Femminino e della geometria sacra.
Procediamo a un'analisi che integri la struttura visualizzata, la ghematria, gli archetipi cabalistici e le correlazioni astronomiche, seguendo questa traccia
L'elemento grafico più rilevante è la sovrapposizione del triangolo di linea rossa e del cerchio blu, con l'indicazione angolare a 54.0° e 306.0°.
L'angolo a 54° non è un angolo casuale.
È l'angolo fondamentale del Pentacolo/Pentagono, la figura geometrica che, attraverso la sezione aurea (Phi, φ = 1,618), regola i rapporti tra i lati e le diagonali.
Nel simbolismo esoterico, il 54° è l'angolo dell'anima che si cinge di carne.
Rappresenta la materia organizzata dallo spirito, la manifestazione del principio generativo nella dimensione fisica.
In ghematria ebraica, il 54 corrisponde al valore numerico di מג"ד (Maged), termine che può essere associato alla potenza della "Parola Divina" che fluisce.
È la "Porta dell'Inizio", l'Alfa.
L'angolo a 306° è complementare al 54° (360° - 54° = 306°), e questo valore simboleggia l'aspetto passivo e ricettivo dell'infinito.
Il 306 rappresenta il compimento del ciclo prima di tornare al principio.
In ghematria, 306 è il valore di רוח (Ruch) con le sue lettere finali, oppure può essere scomposto in 300 (Shin, Fuoco) + 6 (Vav, Connessione).
È la Omega, la fine del ciclo che contiene già in sé il seme del nuovo inizio.
La Dea tiene insieme questi due poli, manifestando la sua natura di "Coincidentia Oppositorum", in cui gli Opposti si integrano.
Si manifestano.
Infatti, tutti e tre i valori, 54/306/360, come somma, mi danno un 9/9/9, che, sommato, mi da un 27, ancora un 9
Sacro Archetipo Ebraico Teth, il Grembo, il Femminino, il Serpente l'Orobourus, la Sophia.
Il manufatto trova una corrispondenza perfetta nella Cabala Ebraica, in particolare nella struttura della Shekinah (la Presenza Divina Immanente).
Il cerchio blu superiore può essere letto come Keter (la Corona Suprema) e Chokmah (Sapienza), l'origine della luce che scende nella creazione.
Il corpo centrale della Dea, in posizione eretta, incarna Malkuth (Il Regno), la Sephirah inferiore che riceve tutta la luce dalle superiori. Freya, nella sua veste di guida delle anime (come le Valchirie) e custode della fertilità , è l'equivalente nordico della Sposa Divina che accoglie il Re (Il Sole, Dumuzi).
Il triangolo formato dalle gambe (visibile nella linea rossa) rimanda al triangolo cabalistico formato da Binah (Intelligenza, la Madre Suprema), Gevurah (Severità ) e Tiferet (Bellezza).
L'incontro di queste forze genera il Sacro Femminino che si manifesta nel mondo materiale.
Il manufatto è, quindi, secondo la tradizione ermetica, un vaso(Kli) per trattenere l'Ohr (Luce) infinita nel finito, proprio come la Shekinah è il "vaso" dell'universo.
Come ho già sottolineato nel mio precedente scritto a riguardo, citando l'altro mio scritto sul "bacio mesopotamico", il rapporto tra Dumuzi e Inanna è l'archetipo dell'unione del Solare (Maschile) con la Dea Madre (Femminile). L'angolo di 54° era già custodito nell'antico simbolismo del Pentacolo di Tanit (la Dea che governava il cielo, la terra e l'oltretomba).
In questa prospettiva gnostica, il ciondolo non rappresenta solo una divinità , ma lo stato di Pleroma (la Pienezza).
Il triangolo rosso suggerisce che la Dea è l'Apertura attraverso la quale il principio maschile (il raggio) si incarna.
È la rappresentazione della Grande Madre che, come Tanit, esprime la doppia natura di Vita (fertilità ) e Morte (transizione al mondo degli spiriti), una forma di "Trinità " pre-cristiana e primordiale.
La struttura angolare del manufatto si presta a profondi legami con i cicli cosmici.
Inanzittutto emerge il Ciclo di Venere e la Stella a 5 Punte.
La Dea è astrologicamente legata a Venere (la Stella del Mattino e della Sera, simbolo di Inanna, Ishtar, Freya).
Il moto sinodico di Venere (584 giorni) descrive esattamente una stella a 5 punte nel cielo quando osservata dal pianeta Terra. L'angolo di 54° è la chiave di questa danza celeste, dove ogni 8 anni la Dea traccia il suo pentagramma perfetto nelle orbite celesti.
È una testimonianza del controllo del tempo sacro.
Emerge anche una correlazione con le Pleiadi (Taurus).
L'angolo a 54° è l'angolo di elevazione che i grandi templi antichi utilizzavano per allinearsi al sorgere delle Pleiadi, le "Sette Sorelle".
Nella tradizione nordica e mediterranea, questo ammasso stellare era considerato la dimora delle divinità femminili e il punto di passaggio delle anime.
L'angolo denota un allineamento e una connessione spirituale con quel nesso galattico.
Emerge anche la dinamica della Precessione degli Equinozi e l'Asse del Mondo.
L'angolo di 54° e la sua complementarità con il 306° lungo l'arco dei 360° evocano la grande ruota della precessione (il ciclo di 25.920 anni dell'asse terrestre). 54° corrisponde a un arco di 3.888 anni, un ciclo temporale legato al cambiamento delle ere astrologiche.
Questo straordinario ciondolo, letto in chiave alchemica e cabalistica, ci consegna un messaggio di Trasmutazione dell'Essere.
Il 54° (la linea rossa) rappresenta la fase alchemica della "Fixatio" (la fissazione dello spirito nella materia, il corpo), mentre l'arco di 306° (il cerchio blu) rappresenta la fase alchemica della "Solutio"(lo scioglimento e il ritorno alla ruota infinita).
La Dea raffigurata è il Ponte che unisce l'Alfa (l'inizio della vita) e l'Omega (la fine dell'incarnato), i due opposti che si toccano nei punti estremi del pentagono. Questo manufatto è una Mandala dell'Eternità .
Parla all'iniziato del fatto che la vita e la morte sono due facce della stessa moneta, che la separazione è un'illusione e che la vera forza risiede nell'Amore (Freya/Inanna) che unisce le due metà infrangendo il cerchio del tempo.
È la rappresentazione fisica della Shekinah, il Femminino che si manifesta nella Forma, che accompagna l'anima dall'alto (Keter) al basso (Malkuth) e viceversa, passo dopo passo, angolo dopo angolo, in un eterno ritorno del Divino nella materia.
Tiziana Fenu
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