Informazioni personali

La mia foto
Questo sito nasce ispirato dalla Sacra DivinitĂ  dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietĂ , trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

giovedì, maggio 30, 2024

đź’ś30 Maggio San Giovanna d'Arco

 30 Maggio San Giovanna d'Arco


Il Medioevo, il tempo dei castelli e delle cattedrali, dei monasteri e delle universitĂ , vide splendere al suo declinare una straordinaria figura: Giovanna d’Arco. 

La martire francese, per mano inglese, affascinò lo studioso anglo-francese, che portava in sĂ© il retaggio di due storie e due popoli a lungo ostili, risolvendo l’apparente contraddizione all’interno dell’esperienza della Fede. 

Belloc dedicò a Giovanna d’Arco il saggio che qui presentiamo, pubblicato nel 1929. Questa breve vita della Pulzella d’Orleans, scritta con una prosa elegantemente arcaica, curata e luminosa come una miniatura medievale. 

Mai come in queste pagine Belloc riesce a trasmettere, con la consueta sobrietĂ  e senza indulgere alla retorica, l’esperienza affascinante e sconcertante della santitĂ , della Fede pienamente vissuta. 

C’erano piĂą motivi per cui Giovanna diventa l’oggetto della riflessione e dell’ammirazione devota di Belloc: lei è l’eroina della Fede e della libertĂ , una contadina che sfida la diffidenza dei grandi di Francia e dei nobili d’Inghilterra; lei richiama il delfino, il principe ereditario, a far fronte ai suoi irrinunciabili doveri di fronte a Dio e di fronte al popolo francese; lei è la combattente per il diritto della Francia contro gli oppressori inglesi; lei affronta un’ingiusta accusa, un ingiusto processo, una morte ingiusta e terribile. Per Belloc, metĂ  inglese e metĂ  francese, Giovanna è un segno di contraddizione, scandalo e follia; per lui, cattolico in una societĂ  ostile al cattolicesimo, Giovanna è la fede dei semplici, conservata con gioia e ardore da una ragazza di uno sperduto villaggio, povera ma dal cuore puro. Giovanna è, soprattutto, la donna della pietĂ , che non conosce paura. 

PietĂ  per il proprio popolo umiliato, pietĂ  per un regno senza un re, pietĂ  per le colpe e le mancanze dei suoi compagni d’armi, e per l’uomo che diventa re tra dubbi e viltĂ . PietĂ  per la Fede trascurata, dimenticata, per i cuori induriti, che lei scioglie con la preghiera e con il suo esempio. 

PietĂ  per se stessa, per una giovane donna chiamata a un destino tanto piĂą grande di lei. 

L’eroismo di Giovanna non è solo quello mostrato sul campo di battaglia, o davanti al tribunale dell’inquisizione, ma in primo luogo quello dell’obbedienza alla chiamata, quello della fiducia in un Dio che la voleva lontana dal suo villaggio, rivestita di un’armatura, a fianco degli astuti potenti. Ancora una volta nella storia della Fede la grandezza di una donna sta nel suo fiat. 

Di fronte alla domanda dell’Arcivescovo Regnault, che le chiede dove crede che morirĂ , Belloc fa rispondere a Giovanna: “Quando Dio vorrĂ . Il luogo e l’ora non li conosco piĂą di te. 

Ah, se Dio mi permettesse, ora, di deporre le armi e tornare da mio padre e da mia madre, per servirli e pascere le loro pecore!”. Infatti in cuor suo vedeva la valle dove era nata e la giovane Mosa scorrere lì accanto. 

La sua pietĂ  e la sua santitĂ  non sono riconosciute dal mondo; non lo sono da parte di un uomo di Chiesa, un vescovo ambizioso e predisposto – per paura e mancanza di fede – al compromesso con il potere. 

Lo sono invece dalla turba di miseri che assistono straziati dal dolore al suo martirio, e che si vide negare persino le sue reliquie, quelle ceneri del terribile rogo che si diede ordine venissero disperse. “Così”, scrive Belloc con sobria commozione, “furono gettate nella Senna le ceneri di quella Vergine – e il suo cuore – che il fuoco non aveva consumato”.


Tratto da : Hilaire Belloc "Giovanna d’Arco La guerriera di Dio" . Paolo Gulisano Fede & Cultura Editore

Maldalchimia.blogspot.com

Sir John Everett Millais "Joan of Arc" 1865

San Giovanna d'Arco



Nessun commento:

Posta un commento