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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

domenica, luglio 03, 2022

💙Orecchino di perla

 Il dipinto di Jan Vermeer è conosciuto come "La ragazza con l’orecchino di perla".

È un dipinto che mi è sempre piaciuto, perché lo trovo carico di carisma, di purezza mista a seduzione,  dove quella perla emerge come dall'abisso degli occhi fluidi della ragazza, della bambina.

E ancor di più, mi piace questa "versione", ironica, eppure molto eloquente. 

La perla è il fattore alchemico, trasmutante, il Custode del portale di questo passaggio doloroso ma necessario.

Si, perché la perla nasce da un dolore.

Riveste con le sue lamine diafane un qualcosa che si intrufola tra le sue valve. Un minuscolo granello di sabbia può diventare una perla.

La perla simboleggia la nostra reattività alla vita. 

Nessuno può sapere cosa si cela al suo interno, perché è l'insondabile divino e misterico che opera nel non visibile.

Si dice che le perle siano le lacrime degli Dei, pertanto appartengono a quella zona Sacra di difficile accesso per gli umani.

Perché le lacrime sono verità, integrità, allineamento tra l'essere e il voler essere.

La perla non decide di essere perla, ma decide di non farsi violare dai corpi estranei che profanano il suo spazio.

La sua capacità di creare Bellezza, va oltre ogni possibile infiltrazione.

Va oltre ogni sfregio inferto al suo equilibrio, alla sua intima dimensione.

Afrodite nasce dal mare come una perla.

Nuda.

Nuda come la verità.

Nuda come la bellezza, che non necessita di orpelli.

Nuda come una ferita,  perché nasce dal membro di Urano, lanciato nel mare da Crono dopo aver, appunto, evirato il padre. Da quel membro si forma una bianca spuma da cui ha origine la fanciulla divina, che nasce trasportata dalle onde del mare.

Nasce, quindi, in un contesto di sofferenza, di castrazione, di privazione, non nel contesto paradisiaco, idilliaco, protetto, di un ventre materno. Eppure ne emerge come una Perla. La più bella tra le perle.

Perché ha saputo trasmutare la sofferenza, la penalizzazione, la mancanza, come veicolo per manifestare ciò che era gia' dentro di lei: la sua luminosità e la sua bellezza. La sua purezza.

Questa mancanza, questo sentirsi orfani, questo sfregio, questo strappo all'energia maschile, che viene evirata per consentire ad Afrodite di nascere, è un dolore inimmaginabile, che si può sanare soltanto ritrovando nelle due nostre polarità, Femminino e Mascolino, per creare in sinergia, un grembo, mai avuto, e un'azione certosina di rivestitura( anche questa mai avuta, perché il maschile ha creato in modo cruento, con l'evirazione), un ventre di petali diafani, giorno per giorno, cesellati a lacrime, sale e amore.

Senza risentimento. Senza sete di vendetta. Senza fare della propria capacità di bellezza, un sorpruso, un abuso di potere, per sedurre, per "condurre a se'", nel disperato tentativo di ritrovare l'altro, che ci è stato così violentemente sottratto, l'energia della nostra controparte animica, necessaria alla creazione.

Il fallo che viene gettato in mare, è come la quattordicesima parte del corpo di Osiride fatto a pezzi, di cui proprio il fallo, va a finire nel Nilo, mangiato dall'Ossirinco( la mitologia greco romana non si è inventata nulla), che servirà a rendere fertili le acque e incentivera' Iside a creare un fallo d'Oro, per creare, in sinergia con Osiride, ricomposto, il figlio Horus. 

La quattordicesima parte del corpo, la più importante. 

Sacro Archetipo Ebraico Nun, il quattordicesimo, funzione "trasformazione", simboleggiato graficamente, dalla Vesica Piscis, dal "pesce/mandorla" alchemici, dall'unione degli opposti. 

In equilibrio. Perché quando vi è una ferita non risolta, non offerta, non sacralizzata, non cauterizzata, si creano disfunzioni. Si va  verso l'altro in modo distorto, doloroso, prevaricante. Perpetuando la castrazione, l'amputazione, la non comunicazione, su un dislivello che è il riflesso di ciò che non è allineato in noi stessi, dove la Bellezza interiore, non corrisponde a quella esteriore. 

E poi dove, non basta quella esteriore, a sopperire la disarmonia disfunzionale che abbiamo dentro. 

Perché, imparare a fare la perla, a giocare a fare la preziosa, a convincere gli altri di esserlo, a voler far trapelare bellezza dallo sguardo che è perso nel suo stesso Abisso, è ben diverso da Essere una Perla. 

Se sei, non hai bisogno di dimostrarlo a nessuno. 

Nessuno forse saprà, quanto hai faticato per esserlo. 

Ma ne è valsa tutta la pena e la gioia, perché diventano i tuoi occhi, le perle più preziose. 


Tiziana Fenu 

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Orecchino di perla



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