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martedì, maggio 19, 2026

💛 Nurdole analisi esoterica

 

Ho già avuto modo di parlare del soffitto astronomico della tomba di Senenmut, dove sono presenti le simbologie delle Iadi e di Orione con le sue tre stelle.
Ne parlai già nel maggio del 2022, poiché riportano la conformazione delle Iadi( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/05/le-iadi-e-santa-cristina.html?m=0)
Ne ho parlato anche nel mio ultimo libro "Le Dee silenziose. Archeoastronomia del Sacro Femminino in Sardegna"
"[...] La loro rappresentazione a forma di goccia si carica dunque di una doppia valenza, quella celeste, riferita alla Costellazione, e tellurica riferita all'acqua sorgiva dei pozzi sacri che spesso presentano questa conformazione a goccia. 
La struttura delle Iadi, disposta a “V” con tre stelle allineate su ciascun braccio, come una sorta di triangolo stellare, richiama simbolicamente il grembo uterino, il pube femminile, il grembo alchemico della generazione. 
La stella più luminosa dell’ammasso, Aldebaran, l’“occhio rosso” del Toro, segna il vertice di questa “Y” cosmica, divenendo tramite fra il piano divino e quello terrestre.
In Sardegna, la morfologia delle Iadi trova riscontro nella iconografia taurina nuragica, ove il torello, simbolo di potenza fecondante e di protezione, presenta frequentemente il corno sinistro più corto del destro, esattamente come la diramazione sinistra delle Iadi appare meno estesa. 
Tale asimmetria non è casuale, ma  riflette una visione cosmologica ove gli opposti, il maschile/femminile, il celeste/tellurico, la vita/morte, si fondono in una sintesi creatrice. 
Le corna taurine, spesso rappresentate in atteggiamento di protezione del disco solare o della Dea, diventano così un “portale ierofanico”, analogo alla “goccia-uovo” del pozzo di Santa Cristina, poiché entrambi custodiscono il mistero della vita che rinasce.
Nella nostra Antica Civiltà Sarda si è sviluppato un culto delle acque profondamente integrato con il culto della Grande Dea, la cui presenza è attestata dalle veneri neolitiche (come la Dea Madre di Cuccuru S’Arriu) fino alle raffigurazioni bronze e alle architetture cultuali dei pozzi sacri. 
In questi ultimi, l’acqua non è solo elemento purificatore, ma sangue della terra, fluido uterino della Dea che genera e rigenera. L’orientamento nord-ovest e sud-est, con ingresso a sud-est, alba del solstizio invernale, del pozzo di Santa Cristina e la sua forma a goccia allungata potrebbero alludere proprio alle Iadi, che sorgono e tramontano in quel quadrante celeste, segnando i cicli delle piogge e delle rinascite.
Il triangolo implicito nella struttura a “V” delle Iadi, e riprodotto in alcune domus de janas (come a Mesu ‘e Montes) o nell’impianto planimetrico di alcuni altari, incarna il principio triadico del Sacro Femminino, quello della “nascita/morte/rinascita”. 
Esso è anche simbolo del monte pubico, della vulva cosmica da cui scaturisce l’acqua primordiale. 
In questa luce, la “goccia” del pozzo sacro sardo diventa una sorta di omphalos liquido, centro del mondo dove cielo e terra si congiungono.
La corrispondenza tra il simbolismo della goccia nel soffitto di Senenmut e nei pozzi sacri sardi suggerisce l’esistenza di un sostrato culturale condiviso, un koinè mediterranea di idee e simboli risalente almeno all’età del Bronzo. 
In entrambi i contesti, l’acqua è veicolo di conoscenza iniziatica e di immortalità. 
L’architetto Senenmut, come sicuramente anche gli antichi sacerdoti-astronomi sardi, sembra aver custodito una sapienza astroteologica che legava Orione, le Iadi e il Toro a un ciclo cosmico di morte e rigenerazione[...] "

Le Iadi formano nell'astronomia un gruppo a "V" (o a forma di Y) con Aldebaran, situato nella "faccia" della costellazione del Toro.
Non vengono mai rappresentate come tre stelle allineate verticalmente nella iconografia egizia.
Nell'iconografia astronomica egizia, le Iadi non venivano disegnate come un semplice gruppo di stelle isolate, ma erano incluse nella raffigurazione della costellazione del Toro (Khepesh o Tesch-Tesch). La forma a "goccia" che vede rappresenta proprio la parte della testa del toro, al cui interno sono collocate le stelle delle Iadi (con Aldebaran come occhio della testa del toro).
La Cintura di Orione è invece famosa proprio per il suo allineamento perfetto di tre stelle. Nell'antico Egitto, la costellazione di Orione si chiamava Sahu (o successivamente Khenty) ed era strettamente legata al mito di Osiride, il dio della morte e della rinascita.
Il Faraone (spesso ritratto nelle vesti di Osiride o in piedi accanto a lui) viene mostrato sotto queste tre stelle per indicare il suo viaggio nell'aldilà, associandosi al dio Orione nel ciclo eterno del cielo notturno.

Ci sono due reperti, provenienti entrambi dallo stesso luogo, Nurdole, di cui ho già parlato, che presentano una simbologia comune,
Il concio di Nurdole, di cui ho sottolineato la forte simbologia di Orione, presente nelle incisioni(  https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/simbologia-dei-conci-di-trachite-del.html?m=0)
e il pendente di Nurdole ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/pintadere-pendente-nurdole.html?m=0
che ha ugualmente attinenza con Orione e con la simbologia della Croce nel cerchio, simbolo dell'ultima importante tappa della Via di Rinascita, sincretismo di due costellazioni, l'Orsa Maggiore e la costellazione del Cigno, come approfondisco nel mio libro "Le Dee silenziose. Archeoastronomia del Sacro Femminino in Sardegna", tanto da essere la conformazione planimetrica anche di molti nuraghi ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/11/ciondolo-nurdole-nuraghe-sa-domu-beccia.html?m=0)
Nel ciondolo del complesso nuragico di Albucciu di Arzachena converge anche la simbologia della Cintura di Orione, simbologia presente anche nel coccio di Nurdole

La struttura interna del ciondolo presenta quattro fori disposti a croce. Nel simbolismo della preistoria e dell'età del bronzo (a cui appartiene il ciondolo, questa croce è spesso interpretata come una rappresentazione della Cintura di Orione.
La forma generale del ciondolo, con le due estremità ricurve che si avvolgono, richiama molto da vicino la testa di Toro, costellazione prominente nella nostra arcaica civiltà sarda, e Orione si trova proprio vicino ad essa (il Toro si trova a nord-ovest di Orione).
Il concio di Nurdole rappresenta una cosmologia
Non racconta una storia nel senso moderno del termine, ma serviva ai popoli neolitici per segnare il tempo (il sole, i mesi), per organizzare lo spazio (i confini geometrici) e per accompagnare i defunti nel loro viaggio verso l'aldilà. Spesso le incisioni sulle pietre delle tombe a corridoio servivano a indicare la giusta direzione verso cui rivolgere i riti funebri.
Non è una scrittura, ma un linguaggio simbolico, rituale e astronomico.
È un antichissimo "calendario" per scandire le stagioni.
Il disco solare, il rettangolo come zona sacra, il rombo, ripetuto più volte, simbolo di fertilità, allineate anche a tre come le Piramidi di Giza, strutture per l'immortalità, che riflettono la stessa simbologia di Osiride/Orione  che ascende al cielo guidato dalle tre stelle verticali, le tre stelle della Cintura di Orione, la Via di Rinascita lungo la Via Lattea ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/la-y-taurina-di-ascensione-lungo-la-via.html?m=0)

Perché Nurdole, per questa rappresentazione così importante?
Vediamo le coordinate

40°23’16.0”N,
9°17’04.8”E
Zona montana della Sardegna centrale.
Supramonte/Barbagia di Nuoro, vicino a Oliena o Dorgali
Altitudine: 730 m s.l.m.
È una quota simbolica di soglia tra cielo e terra, spesso associata a centri di energia tellurica.

40°N
È il parallelo di molte tradizioni iniziatiche (es: 40°N attraversa Grecia, Turchia, Cina, Colorado, legato al “cinturone di Orione” terrestre).
Del 40° ne ho parlato nei miei scritti e anche nel mio ultimo libro, "Le Dee Silenziose"
(https://maldalchimia.blogspot.com/2024/11/sorgono-e-il-40-parallelo.html?m=0
https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/sorgono.html?m=0
https://maldalchimia.blogspot.com/2021/06/arca-noe-rotonda.html?m=0)
È una coordinata sacra

Vediamo il  23’16”
16 = 4², numero di manifestazione
23 è il “numero del Caos organizzato” (simbolo di trasformazione: 2+3=5, l’Uomo al centro).

La Longitudine 9°E
È una fascia che tocca la Sardegna, considerata in molte tradizioni, non solo in Sardegna, isola dei Giganti e punto di residua energia atlantidea.

730 metri
7+3+0=10 → ritorno all’Uno
730 = 730 cicli solari medi (circa 2 anni siderali), soglia tra "mondo e oltre-mondo"

Sono interessanti anche le corrispondenze con le coordinate astrali delle stelle fisse.
Allo zenit locale corrispondono le stelle visibili in culminazione, come Alioth dell'Orsa Maggiore

E corrisponde anche Menkalinan (β Aurigae) – decl. +44.9°, che risulta quasi verticale a 730 m su 40°N, la stella del carro/cocchiere, legata a cambiamenti di ciclo.

Non allineamento diretto, ma interessante, ma la cintura di Orione cade in AR ~5.5h, che corrisponde a longitudine terrestre 9°E in certi sistemi di geodesia sacra

La Stella più significativa per culminazione superiore a 40°N, 9°E  nel momento equinoziale, è
Alkaid dell'Orsa Maggiore – decl. +49.3°, passa al meridiano circa 1h dopo Alioth.
La Simbologia è estremamente interessante, perché si rivela come il “Capo del Gran Carro”, che porta dell’anima verso l’Orsa, che in esoterismo, è la Porta dei Morti (nella tradizione celtica e sarda le  tombe dei giganti  sono orientate a nord verso Alkaid).

Dalle coordinate, il punto a 730 m si trova in una zona piena di menhir, dolmen e tombe dei giganti (es. Tempio di Malchittu, Monte Longu, Nuraghe Sa Sedda ’e Sos Carros).

Il sito è orientato verso il solstizio d’inverno (azimut ~120° dalla costa) e verso il tramonto di Sirio (inizio agosto), legato al nuovo anno egizio e alla rinascita.

Queste coordinate descrivono un centro di energia tellurica e astrale molto forte.

La latitudine 40.387° è vicina alla “linea del Drago” (40° parallelo sacro).

La longitudine 9.284° incrocia un meridiano che passa per Nuraghe Majori (Teti) e per i Monti del Gennargentu, che è un antico confine tra regni dell’ombra e della luce.

La stella di riferimento è Menkalinan della costellazione dell'Auriga, importante anche per il sito di Pranu Mutteddu, per lo zenit, ma l’anima esoterica del luogo guarda ad Alkaid (Orsa Maggiore) come porta dell’oltre.

Il numero 730 m allude a un tempio dell’aria.
Le nebbie, le aquile, il passaggio di sciamani nuragici.

È una zona di antiche civiltà arcaiche, di culti legati alle acque sorgive, alle tombe dei giganti e all’osservazione del cielo. L’altitudine di 730 m suggerisce un punto di osservazione sacro, spesso usato per osservare solstizi/equinozi.

Convertendo il luogo in coordinate celesti locali (lat. 40.3878°N, long. 9.2847°E) per un momento simbolico  ad esempio mezzanotte del solstizio d’estate (21 giugno) o equinozio di primavera (21 marzo), si ottengono allineamenti rilevanti:

Lo Zenit locale (punto sopra la testa) in quei momenti cade attorno a Declinazione +40.4° → simile alla declinazione di alcune stelle fisse.
Le stelle che passano allo zenit da questa Latitudine sono
-Vega (α Lyrae) – declinazione +38.78°, che passa a soli 1.6° dallo zenit, che ha un significato esoterico di Arpa celeste, porta tra i mondi, collegamento con la creatività cosmica e il dio Thot/Hermes.
Nella tradizione sarda, alcune domus de janas sono orientate a Vega nel Neolitico.

- Deneb della costellazione del Cigno, con declinazione +45.28°, che passa a circa 5° nord dello zenit.
Simboleggia la coda del cigno, la via lattea come fiume dell’anima.
E qui ritorniamo alla simbologia della Croce nel cerchio, rappresentata dal pendente di Nurdole, sincretismo di Orsa Maggiore e Costellazione del Cigno.

Infatti abbiamo anche queste coordinate, speculari a quelle terrestri, in cui
il Nord (Polaris, α Ursae Minoris), 0° azimut, rappresenta il Polo immobile, la porta degli dei, l'axis mundi.
Da questa latitudine, Polare è a 40° sopra l’orizzonte, costante guida per i nuragici.

A Nordest (Capella, α Aurigae), presentissima anche a Pranu mutteddu, 45° azimut, decl. +46°, abbiamo la simbologia della Stella della “Capra”, legata ad Amaltea, nutrice di Zeus.
Simbolo di abbondanza e protezione pastorale, rilevante per una cultura montana sarda.

A Est  abbiamo l'Alba equinoziale, il punto esatto dell’orizzonte dove sorge il Sole il 21 marzo.
Indica la Rinascita, l'inizio del ciclo annuale.

Se il sito ha un dolmen o un nuraghe, spesso guarda a est.

A Sudest, abbiamo Sirio, 135°, basso all’orizzonte in estate.
Sirio (α Canis Majoris) è associata a Isis/Sopdet, annunciatrice delle piene del Nilo.
In Sardegna, pozzi sacri  erano allineati al suo sorgere eliaco (luglio).

A Sud abbiamo Antares – 180°, decl. -26°, bassa.
Il Cuore dello Scorpione, morte e rigenerazione. In opposizione al Sole, simboleggia l’iniziazione notturna.
È la dimensione della fine del viaggio iniziatico lungo la Via Lattea, alla sua fine, di dominio della dimensione Femminea dello Scorpione, che come ho scritto ha simbologia molto forte qui in Sardegna ( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/05/simbolismo-zig-zag-guanto-gigante-di.html?m=0
https://maldalchimia.blogspot.com/2025/11/gli-uomini-scorpione.html?m=0)

A Ovest abbiamo il  Tramonto equinoziale, la porta degli antenati, terra dei morti.

A Nordovest (Vega) – circa 315° azimut, alta in estate
È “l'Aquila che cade” (Lira).
Il Mito di Orfeo rappresenta il suono che apre i mondi.
È il punto di congiunzione tra il fiume celeste (via lattea) e la montagna.

Le coordinate geografiche (lat. 40.388°N) equivalgono a una latitudine celeste (per un osservatore)ad una stessa latitudine.
In coordinate equatoriali, il Polo Nord celeste è alto 40.388°.
La stella Thuban (α Draconis), quando sorgeva a nord 5000 anni fa, era il polo, e da questo sito sarebbe apparsa quasi allo zenit nord.
Questo luogo potrebbe aver avuto funzione di osservatorio nuragico per Thuban (periodo 3000-2000 a.C.).

E nel simbolo della tribù dei Dan, è presente proprio un Drago/Serpente( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/11/il-simbolo-della-tribu-di-dan.html?m=0)
Quindi Nurdole, si rivela come un luogo altamente alchemico, anche nelle sue coordinate, e di riflesso, in quelle astrali.
Il concio di Nurdole  parla di rinascita.
Una rinascita che trova, anche nelle coordinate terrene e astrali, una perfetta corrispondenza.

Tiziana Fenu
©®Diritti intellettuali riservati
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Nurdole analisi esoterica
















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