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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

giovedì, marzo 14, 2024

💛Proporzioni auree Giganti di Mont'e Prama

 Ci si chiede se i Giganti di Mont'e Prama, anticipino la statuaria del periodo greco-romano.

La mia risposta è no, perché hanno un simbolismo totalmente diverso, e meritano un'attenzione unica, non paragonabile ai canoni estetici della statuaria successiva, greco-romana
Come ho sottolineato molte altre volte, i Giganti di Mont'e Prama, sono degli emissari Divini, e sono totalmente aderenti ai parametri della Geometria Sacra, come in altri aspetti della nostra Antica Civiltà Sarda, vedi Nuraghi, pozzi sacri, Domus de Janas, Tombe dei Giganti, statuine delle dee Madri, i nostri stessi bronzetti Sardi.
Ci si chiede sempre, e sono state mosse critiche feroci a riguardo, perché i Giganti di Mont'e Prama, abbiano le gambe così corte, tanto da risultare rozze e sproporzionate, quasi esteticamente sgradevoli
Certo i nostri Antichi costruttori, non avrebbero avuto nessun problema, abili come erano, nella precisione di calcoli, proporzioni e misure, visto i capolavori architettonici che hanno creato, il Pozzo Sacro di Santa Cristina su tutti, perfettissimo strumento lunisolare creatore di ierofanie e ombre capovolte perfettamente orchestrate con i cicli lunari e solari, nel creare delle statue perfettamente proporzionate, ricalcando le proporzioni umane, come invece si vede nella statuaria greco romana.
O anche, come è stato indicato da Leonardo da Vinci nel suo celebre "uomo vitruviano", rappresentazione grafica rinascimentale, del 1490, delle proporzioni del corpo umano descritte e riprese dal trattato "De architectura di Vitruvio" (I secolo a.C.).
Rappresentazione in cui Leonardo da Vinci, dimostra che il corpo umano è talmente perfetto da poter essere iscritto in due figure altrettanto perfette, come il cerchio e il quadrato, che simboleggiano rispettivamente la perfezione divina, il cosmo, e la terra.
Quindi, uomo, come unione tra microcosmo e macrocosmo.
Uomo come "misura di tutte le cose".
Una visione antropocentrica, aggiungerei.
Al cui centro c'è il simbolo di potere dell'uomo.
La sua forza generatrice, l'organo riproduttivo, il fallo.
Andando invece a cercare le proporzioni auree dei Giganti di Mont'e Prama, avevo scoperto, tempo fa, che, sovrapponendo alle riproduzioni grafiche dei Giganti, sia la griglia dell'Uomo Vitruviano, sia la Vesica Piscis,  il baricentro, non corrisponde al fallo, ma alla cintura, all'ombelico.
Un errore?
No, assolutamente no.
Il baricentro nella cintura è molto simbolico. Come ho scritto, anche le Dee Madri(https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/le-tre-dee-madri-cosmiche-sarde-della.html?m=0)  e nei bronzetti,  tra cui anche il bronzetto di Teti( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/04/geometria-sacra-guerriero-teti.html?m=0), di cui ho già approfondito, hanno il baricentro nella cintura.
E un baricentro aureo, poiché la Vesica Piscis, di per sé è un parametro Aureo.
Rappresenta la base del Fiore della vita, la cui struttura è presente nella nostra tradizione di cui ho parlato tante volte, fino ad essere arrivata ai giorni nostri, presente anche nella maschera dei Boes.
Un Fiore della Vita, che nella sua versione completa, con 19 circonferenze, ricompatta la figura del cerchio, del Sole, simbolo di Vita.
Una composizione che rivela una struttura anche esagonale, la perfezione, come quell'esagono nel mento del Gigante di Mont'e Prama( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/02/la-geometria-del-6-nel-mento-del.html?m=0)
Una struttura che è creatrice di vita, in cui gli Opposti si integrano, e creano la Perfezione.
Esattamente come tutta la koine' concettuale e simbolica, attraverso la quale si snoda tutta la storia della nostra Antica Civiltà Sarda, a tutti i livelli, in tutte le manifestazioni, che rivelano, come mai, in nessun'altra civiltà, la sinergia creatrice del Maschile e del Femminile, della notte e del giorno, del Sole e della luna.
Del Fuoco e dell'Acqua.
La stessa parola "nuraghe", ha in sé la radice "nu-", comune a Nun( acqua di trasformazione) e Nur ( Fuoco alchemico).
Il baricentro nella cintura dei Giganti di Mont'e Prama, indica un simbolismo molto importante, che ne fa, emissari Divini, frattali divini, sulla terra.
Sono esseri divinizzati, semidei.
Sappiamo che gli inumati di Mont'e Prama erano orientati verso la costellazione fi Orione
Orione indica la loro origine divina, lungo la Via Lattea, simbolo di nascita e rinascita  dopo la morte.
Quella Via Lattea di cui ho parlato in particolare, in un mio scritto, importantissima per i nostri Antichi Sardi, e di cui riporto uno stralcio
(https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/la-y-taurina-di-ascensione-lungo-la-via.html?m=0)
"Ma quel che veramente interessava ai nostri Antichi Sardi, era arrivare al Divino anche a livello astrale, per ascendere e accedere al divino. Anche e soprattutto dopo la morte. 
Solo un'accurata osservazione del cielo, e di tutta la mappatura stellare ha consentito agli antichi Sardi (ma anche alle altre civiltà), di individuare questi precisi punti, di Ascensione, e li avevano individuati già 17.000 anni fa nelle costellazioni delle Pleiadi, del Toro e di Sirio, tutte sulla stessa linea. 
Ci sono pitture rupestri che 17.000 anni fa rappresentavano il Toro dalle lunga corna, pur non essendo presente come animale, in quanto arriverà 10.000 anni dopo. 
Le stelle più luminose del cielo erano Sirio, con le sue 3 stelle più luminose, l'occhio luminosissimo del Toro, Aldebaran,  le tre stelle della cintura di Orione e le Pleiadi. 
Erano i "tre Soli", di cui Sirio era il primo sole, la Madre Divina creatrice, Iside. 
Abbiamo disposizioni triangolari anche qui in Sardegna. Come i nuraghi trilobati, specie il Santu Antine e il Nuraghe Losa, e di triangoli raffigurati, ne abbiamo ovunque, anche nelle Domus de Janas. 
Centri di creazione. 
Nascita, morte e rinascita, ma intesi ad un livello superiore, nei loro stargate stellari, che avevano individuato in questa conformazione stellare triadica. 
Le antiche mappe di Orione e delle Pleiadi, in ogni civiltà antica, mostrano tre "stelle solari", ma è come se fosse una mappa del paradiso dei loro antichi antenati. 
I "tre Soli" sono spesso rappresentati anche nelle pitture, e rappresentavano questo che è chiamato Il "Triratna" , il simbolo tibetano dei Tre Gioielli, una pietra meteorica Chintamani, che si presume che sia un pezzo di moldavite, scura, e di dice che venga da Orione. 
E queste mappe stellari hanno tutte la X che  segna il punto con tre stelle simili al sole, molto luminose, sia nelle Pleiadi, sia nella costellazione  del Toro sia nella cintura di Orione.
La croce di Orione che poi diventa il Chi-Rho identificativo di Cristo, come lo furono le tre stelle della cintura di Orione per identificare, dai tre "astronomi - Magi", dove fosse il Messia, e prima di lui, Osiride, e tutti gli avatar che lo hanno preceduto. 
Ho sempre sostenuto che questo simbolismo del tre volesse indicare "nascita/morte/rinascita".
Pensavo giusto.
Ora ho capito, che nello specifico si riferisce a queste tre costellazioni così importanti, che per brillantezza equiparavano il Sole, ed erano considerate delle conformazioni sacre per l'ascensione al Divino dopo la morte. 
Del sole ne tenevano conto per "fertilizzare' di vita gli ingressi delle Domus, delle tombe dei Giganti, dei nuraghi, ma" l'ossessione " era ascendere al divino.
Una frenesia costruttiva di migliaia di nuraghi che puntano al cielo. 
Penso ai doppi gradini speculari scendendo nei pozzi Sacri, di cui quelli superiori, impraticabili, servono per l'ascensione. 
Penso alle precise angolazioni osservate anche di giorno, per poter scoprire quell'angolazione perfetta di 60°, che potessero ricreare in terra, attraverso quella Geometria Sacra, che portasse il Divino anche nella Materia, nella pietra, nelle piramidi, nei nuraghi, nei pozzi Sacri.
I nostri Giganti ne hanno il marchio addosso. Esagono con angoli interni a 60° e quadrato divino delle possibilità costruttive, addosso.
[...] "Sirio/cintura di Orione/pentagono-pentacolo della stella Aldebaran e Pleiadi", con uno snodo a Y che si dirama esattamente tra la traiettoria sulle Pleiadi, e il corno superiore del Toro (passando per la sua stella beta Tauri, chiamata anche Elnath) tracciando un Y che risulta avente il corno sinistro più corto. 
Ecco rivelato il mistero sulla Y, sempre così presente, nella nostra Antica civiltà sarda, come scrittura e simbologia, rappresentata sempre con la stanghetta sinistra più corta. Così come è rappresentata anche la protome taurina, il torello, sempre con il corno sinistro un po più corto. 
Perché riproduce fedelmente, la via astrale, la Y dell' Ascensione divina, attraverso il portale Aldebaran del terzo occhio. 

[...] 1)La X di Orione, con la sua conformazione a clessidra (clessidra che ritroviamo anche nei nostri manufatti sardi) che è una croce primaria, cardinale, identificata con Cristo, Osiride e tutti gli Avatar, intorno alla quale ruota tutto, come è sottolineato dalla centralità della cintura dei Giganti di Mont'e Prama inseriti nella quadratura del cerchio, nel pentacolo dell' uomo vitruviano, e nella geometria sacra della Vesica Piscis.

2)La Croce del Nord del Cigno, fissa(altro punto di riferimento importante per gli antichi Sardi. La croce del "cigno/cunnus", la via per la rinascita, di cui già parlai in un mio precedente post).

3)E la Croce che passa attraverso l'occhio del Toro, la stella Aldebaran. Costellazione del Toro, di cui fanno parte le Pleiadi, che si trovano sul "suo collo", nel chakra della gola, da dove si esprime  il verbo della Creazione, il Logos divino

Il grande uomo cosmico Orione/Osiride, produce la sua manifestazione divina, solare(il suo nome è luce, è Aur, Or, come Oristano), dà la caccia al "Toro materia", con la complicità di sua moglie Sirio/Iside attraverso le Orse, maggiore e minore, attraverso le quali passa la costellazione del Drago(di cui la sua stella Thibau era la stella Polare 2700 anni fa, che ha in sé, anche la costellazione del Cigno). 
Sirio che era chiamata "dente di serpente" o "arco" che scaglia la triplice freccia, le tre stelle della cintura di Orione, verso l'occhio centrale Aldebaran del  Toro/Apis, porta e perno(con l'opposto Antares-scorpione) verso il cuore solare. 
Orione è come Atlante che sorregge il mondo. Come i Giganti di Mont'e Prama, che reggono l'arco della via Lattea dell'Ascensione. 
La X di Orione, la doppia piramide, il Vajra degli opposti dinamici, la croce ad elica, ed è il motore della vita cosmica. 
Orione è come un Fuoco solare dinamico che consente l'ascensione. 
È una svastica con i rebbi, che gli consentono il movimento dinamico. 
E una rappresentazione di questo movimento primario di uno di questi tre soli, che per gli antichi eran più importanti del sole stesso, l'abbiamo in quei pugnali ad elsa gammata, che contraddistinguono i guerrieri sardi. 
Sembrano delle svastiche, ma anche questo l'avevo già scritto tempo fa( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/09/pugnaletto-svastica-solare.html?m=0)
Svastiche stellari. Non propriamente solari. 
Perché l'ascensione per il divino avveniva attraverso questi "soli/stelle". 
Attraverso queste costellazioni equatoriale, Sirio, Orione, Toro, Pleiadi, per arrivare, attraverso questo percorso nella via lattea, dove queste costellazioni sono allineate, al portale della consapevolezza, l'Aldebaran del terzo occhio. 
L'occhio divino, l'Horus, che tutto vede. 
Sirio, Orione, Drago, Cigno, Toro, Pleiadi. Le Iadi del Toro.
Sono tutte Costellazioni importanti per i sardi". 

Ho voluto sottolineare oggi, La festività ricorre ogni anno in questa data simbolica, il 14 marzo, a commemorazione delle prime cifre del π, vale a dire 3 e 14, come le proporzioni dei Giganti di Mont'e Prama, non siano da confrontare con la statuaria greca o romana.
Non hanno niente a che fare con essa, perché i parametri di riferimento sono diversi.
Sono sacri.
Fanno parte di una Geometria Aurea.
Il Phi greco, è indicato con la lettera greca φ (phi).
La sezione aurea è, come π, un numero la cui espansione decimale prosegue all'infinito senza mai ripetersi senza uno schema generale. 
Phi greco, legato anche alla sequenza di Fibonacci.

Se ogni numero di Fibonacci viene diviso per quello precedente, man mano che avanziamo nella sequenza, il risultato ottenuto, tende al Phi greco, cioè su avvicina alla sezione. 

Sezione aurea, spirali. 

Siamo nella terra delle spirali. Ne abbiamo ovunque, e ho più volte, in svariati scritti, rimarcato come siano importanti e presenti in più livelli di lettura e contesti ( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/06/simbologia-delle-spirali.html?m=0) 


È la Divina proporzione o Sezione Aurea, di cui i nostri Giganti di Mont'e Prama, sono Sacri Frattali.

Tiziana Fenu
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Proporzioni auree Giganti di Mont'e Prama












 










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