"[...] Come già scritto, nello stesso nome della Befana, assimilabile alla figura de Sa Filonzana, troviamo quella dimensione del Fanes /Be-Fanes che guida potenzialmente ed esponenzialmente, verso la luce.
È la Filonzana, un Femminino, ad inaugurare il Carrasegare sardo.
Il filo che essa lavora è il filo conduttore di Arianna /Ar-jana.
La Jana che conduce verso il sole.
Ar/Ra
Labirinto di Arianna.
O forse era una "ar-jana", una Jana figlia del sole.
Di "Ar/Ra".
Di razza ariana, pura, atlantidea, attraverso il quale il Minotauro, nel suo percorso uterino di rinascita, rinasce a sé stesso, completo.
Non più Minotauro, metà bestia, ma uomo divinizzato, completo.
Questa è la simbologia del labirinto.
È un percorso di nascita e rinascita.
Una gestazione, che si sviluppa attraverso una scrittura ben specifica. La scrittura del DNA.
Decodificazione, trascrizione, che passa per via femminile, perché il cromosoma X è sempre presente, sia nel maschile, che nel femminile.
Un percorso uterino, nel Grembo, rappresentato dalla Teth, nono sacro Archetipo Ebraico, che indica proprio il grembo, e da Teti, la dea delle acque.
Acque amniotiche, simbolicamente, attraverso le quali, passa la storia scritta del nostri genoma
Il serpente spiralizzato, il labirinto Il ventre della Grande Madre, del femminino, dove maschile e femminile, vuoto/ pieno, dentro/ fuori, si incontrano per aprirsi alla consapevolezza.
Arianna come Arachne ( hanno la stessa radice Ar- che ribaltata, risulta "Ra", sole,) il ragno che tesse il filo.
La guardiana della porta degli Inferi, l'unica che può aiutare l'eroe nell'affrontare l'iniziazione perché è un tessere la trama della sua stessa esistenza, nella cui profondità si nasconde il segreto del Minotauro,che si nutre di giovane energia di sacrifici di giovani ragazzi, 7 ogni anno.
Minotauro che si chiama anche Asterion, il cui nucleo sillabico STR, anche qui, simbolo del Femminile( rimanda alla simbologia del Tirso-dimensione amniotica, stesse consonanti TRS.
TRS.
Le stesse consonanti di TeSseRe
Perché il labirinto riporta il mostro alla sua integrita', porta ad una regressione verso l'interno, in cui femminile salvifico consente la realizzazione dell'uomo nella sua totalità indivisa, con il suo "filo-serpente" che rappresenta l'importanza del transitare tra gli inferi e il cielo.
Il filo di Ar-Janna/Jana, come un portale, che conduce attraverso il labirinto del caos carnevalesco verso la rinascita primaverile.
Una rappresentazione gravida di simbologie trasversali che riflettono un antico linguaggio esoterico.
A partire dai suoni.
Il suono dei pesanti campanacci come vibrazioni creatrici che riportano alla vita, alterando e spezzando il rumore chiassoso del quotidiano.
Sono frequenze necessarie per destrutturare la materia.
Per ricomporla in una dimensione superiore, come nelle frequenze delle campane tibetane.
Ad ogni paese, ad ogni comunità, una sequenza ritmica specifica, accordata con il numero dei saltelli, codificata, tramandata segretamente, come un DNA sonoro, vibrazionale, che attiva il battito stesso di Madre Terra, nel richiamarci a sé.
Si sublimano le essenze degli animali, si implementano a sé, per integrarli in questa profondissima ritualistica alchemica, attraverso una netta prevalenza di pelli nere, simbolo della fase della Nigredo.
Le corna presenti su molte maschere rimandano al cornucopia nuziale, all'abbondanza, al grembo della falce lunare, alla sinergia creatrice degli opposti, data dalle due stesse corna.
Sono connessione con il Divino, in una dimensione "altra", altamente catarchica.
Anche il legno delle maschere, dei bastoni, degli strumenti, rappresenta la materia viva, la memoria delle radici.
Dell'Origine.
Ci si riconnette, attraverso esso, alle mille sfumature che Madre Terra offre alle sue creature. La malleabilita' e morbidezza del pero, l'ontano che è connesso con la dimensione dell'acqua, quindi del Femminino, il corbezzolo per le bacche rosse come il fertile sangue.
Si incide su di essi, la propria storia, con simboli antichi che diventano immortali.
Si entra in scena, dissolvendo i propri ruoli sociali, abbandonando ogni tipo di gerarchizzazione, entrando nel caos del labirinto inverso.
Si sublima la materia.
Inizia la divinizzazione.
Emerge l'Anima.
È la seconda fase dell'Opera Alchemica, che invece, è rappresentata dall'Albedo o Opera al Bianco.
Segue alla Nigredo, ed è la fase della purificazione, abluzione e distillazione della materia disciolta.
Simboleggiata dal cigno, dalla luna, dalla colomba o dalla rosa bianca, essa rappresenta il lavacro delle impurità, l'emersione della luce dalle tenebre, la spiritualizzazione della materia.
È la fase della separazione (la "separatio") del sottile dallo spesso, dello spirito dal corpo.
Psichicamente, corrisponde all'emergere dell'archetipo dell'Anima, alla chiarificazione della coscienza dopo il buio.
La manifestazione di questa fase alchemica, nel Carrasegare, può essere rappresentata spesso attraverso figure di mediazione, di controllo o attraverso il simbolismo dell'acqua/vino[...] "
Tiziana Fenu
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Tratto dal mio saggio
" Il Tempo Capovolto. Maschere del Carrasegare sardo. Il Sacro che genera Caos, il Caos che rinnova l’Ordine "
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