"[...] I primi Uomini Vitruviani erano proprio i Giganti di Mont'e Prama, con la loro precisa Geometria aurea di proporzioni corporee, parametrate alla cintura di Orione e alle proporzioni auree della Geometria Sacra di cui portano il marchio esagonale sul mento, come quel fiore della vita a sei punte, intagliato nella maschera dei Boes.
È questo, e molto altro, il mio "viaggio alchemico" attraverso il “tempo/non tempo”.
Un tempo dove la magnificenza di questa terra e degli Eroi che la vollero rappresentare, svetta sul loro capo, come un sole allo Zenit.
Gli “Uomini senza Ombra”.
Dove astri e sole si congiungono, e non formano ombra sotto i piedi, perché sono nel regno dell’immortalità, di cui ancora sentiamo il profumo.
Uomini rappresentativi di una Civiltà che ho cercato di interpretare e raccontare, in totale accoglienza e sacralità, poiché altrettanta, ne ho riscontrato in essa, ripercorrendo una tessitura che ha coinvolto anche altre civiltà, altre culture.
[...] Gli antichi Sardi avevano capito bene cosa creavano insieme.
Creavano il tempo del "non spazio".
Una dimensione a sé.
Così come l'hanno creata nella griglia-scacchiera di Pubusattile, nella Domu de Jana di Villanova Monteleone.
La nuova dimensione del defunto.
Dove non esiste il tempo.
Dove il tempo si ferma.
Gli antichi Sardi sono i grandi creatori del Non Tempo.
Avevano capito come fermarlo. Come trarne energia.
Dal Sole, all'Azimuth nelle stele delle Tombe dei Giganti.
Dentro i pozzi Sacri, dentro il nuraghe.
Quel momento senza "ombra ", è il momento in cui si sta insieme al Sole che "solstizia ".
Ci si ferma con il Sole.
Ci si "addormenta "un po con il Sole, e con esso si può essere in uno Spazio-Tempo, che esula dalla dimensione materiale.
Come se non si esistesse.
Perché il Sole al suo Zenith non crea ombre.
E chi non ha ombre, non esiste.
Perlomeno nella dimensione temporale.
Esiste in quell'attimo di eternità che diventa divino.
Come quel Gigante di Mont'e Prama che sembra si ripari la testa dallo scudo.
Ma perché rappresentare un guerriero, un eroe, con uno scudo in testa?
Non sarebbe stato più logico rappresentarlo con uno scudo davanti, in segno di protezione e difesa?
Ma è proprio questa posizione corporea ad Azimuth, che mi fa pensare al Sole che cade in perpendicolare sulla testa, sia un gesto istintivo di protezione dai raggi solari forse troppo forti ( e come potevano rappresentare un sole che batte all'azimuth, senza ombra, se non rappresentandone una protezione istintiva? ), in un momento in cui, essendo "senza ombra sotto i piedi", non si appartiene a questa dimensione, quindi ad una dimensione del "divino", dove il tempo si è fermato un attimo.
I greci chiamavano i Sardi il "popolo dei dormienti", perché le loro "incubazioni" non avvenivano per ricevere risposte dagli spiriti delle divinità, ma per abbandonarsi all'oblio del "senza tempo", dell'eterno.
[...] Leggendo l'epopea di Gilgamesh, ho capito che il diluvio, l'acqua, nasce dal "sonno" e si può sopravvivere solo "ricordando" attraverso il simbolo del trilobato.
Il diluvio non è solo una catastrofe, ma un processo necessario per accedere all'oblio e, attraverso di esso, alla memoria più profonda.
I Sardi erano chiamati "il popolo dei dormienti" perché praticavano l'incubazione non per chiedere, ma per abbandonarsi all'oblio del "senza tempo" e ricordare la loro origine divina.
Erano "uomini senza ombra" nel momento azimutale del sole, sospesi in un'altra dimensione.
Onorare l'acqua nei pozzi sacri, dove Sole e Luna si incontrano, è onorare il dio Maimone. "Maimone" e "Memoria" condividono la radice "Mem", che significa "acqua".
L'acqua è sia distruttiva che salvifica, è l'acqua dell'oblio e l'acqua della memoria.
Noi Sardi, siamo fuoco e Acqua, Nun e Nur.
Il diluvio è una figura archetipica che ci permette di entrare nella dimensione acquatica, amniotica, della memoria per ricordare chi eravamo.
Gli Dei sulla Terra.
Abbiamo eretto migliaia di nuraghi come templi della memoria, per non dimenticare la nostra origine atlantidea, il regno dell'acqua diamantina.
E il simbolo "Y" non è altro che una configurazione del trilobato, lo scettro della nostra divinità creatrice.
Siamo noi i Custodi della Memoria del Trilobato[...] "
Tratto dal mio libro
"Gli Uomini senza Ombra. Simbologie archetipali in Sardegna"
https://amzn.eu/d/01YxVUd3
https://amzn.eu/d/08UjJy7m
https://amzn.eu/d/07FlSoYy
Tiziana Fenu
©®Diritti intellettuali riservati
Maldalchimia.blogspot.com
Gli uomini senza Ombra ( libro)



Nessun commento:
Posta un commento