Da tempo immemore, si assiste, silenti, al florilegio, nella connotazione più negativa e insulsa del termine, di una specie ben precisa.
Quella che germoglia nell’ombra, nutrendosi di menzogne, di volti altrui. di scritti altrui.
C’è chi, con arte meschina, ha creduto di poter coltivare impunemente il proprio orto avvelenato, spargendo a mani piene seme di calunnia, certo che il terreno franoso della rete potesse inghiottire per sempre ogni prova.
Ma la natura, anche quella del diritto, ha le sue cicliche, inflessibili stagioni.
Chi semina vento, raccoglie tempesta.
E questa mattina, nel gelido rigore di una fredda e ventosa mattinata di fine marzo, il raccolto si è fatto maturo.
La tempesta ha accompagnato il mio cuore e i miei passi, anticipando, già da ieri, una grandinata, come non faceva da tempo, che mi si è conficcata nel cuore.
Come un puntaspilli dagli aghi diamantini, ad onorare la Runa Isa, la runa del ghiaccio, la mia Runa di appartenenza.
Passi accompagnati dalle 3:33 che segnava l'auto.
I miei numeri di nascita, sommati tra loro.
Ancora passi benedetti all'Universo.
Perché è Giusto che fossero fatti
Oggi e 27
Un 9, il mio Archetipo.
22 in totale
Archetipo Tau.
Non poteva che essere oggi, con il sentiero già benedetto da ieri.
Ieto notte febbre per l'improvvisa grandinata e le sferzate di gelo fino ad arrivare in macchina.
Ho sentito tutta la potenza devastante e magnifica della mia amata Runa Isa.
Febbre e grandine
Fuoco e acqua /gelo
I miei antipodi
Il segno di Fuoco e la runa Isa.
La loro immensa Forza, che mi ha sostenuto in questo passo odierno.
La loto immensa Forza.
Oggi ho sentito profondamente la Tau.
La chiusura di un ciclo.
Un punto.
Con estrema lucidità e verità.
La stessa che ha velato i miei occhi di commozione e quelli di chi ha accolto.
Mai, avrei immaginato.
Mai.
Una tale benedizione al ritmo dei miei passi.
Quasi surreale
Ma perfetta.
Come un cristallo di grandine
Ogni parola dissimulata, ogni immagine sottratta, ogni profilo artefatto ha trovato il suo esatto, puntuale riscontro.
Non più ombre, ma corpi.
Non più sospetti, ma prove.
Prove ampie, nitide, catalogate. Tanto meticoloso è stato l’insulto, altrettanto inappellabile è diventato il vasto archivio delle sue conseguenze.
Non resta dunque che attendere, con la serenità di chi ha finalmente restituito al sole ciò che meritava le tenebre.
La giustizia, si sa, non ama le grida.
Preferisce il silenzio delle carte, il peso inconfutabile dei fatti.
E quando il carico di malafede supera la soglia del tollerabile, accade che il boomerang, nel suo tornare indietro, non chieda il permesso.
Chi ha orecchi per intendere, intenda.
La semina è stata abbondante.
Il raccolto, oggi, è iniziato.
Tiziana Fenu
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"La Giustizia" Matteo Arfanotti Artist


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