Quando non sei facilmente corruttibile, quando hai attraversato il fuoco purificatore dei tuoi stessi errori, scanditi nel ritmo silente di innumerevoli esistenze, allora affiori in te quel senso adamantino della verità , quel baricentro incrollabile del giusto che ti fa rifuggire dalle tue stesse ombre e incongruenze, come la fiamma rifugge l'acqua che la spegnerebbe.
Ti sintonizzi, allora, su frequenze che non sono di questo mondo, armoniche che vibrano in diapason con l'assoluto.
E talvolta, queste non si dispiegano come spartiti musicali fluidi, caldi e dorati, che cullano l'udito e addormentano la coscienza.
Talvolta ti oltrepassano come filo spinato, lacerante e crudele nella sua verità , ma è proprio su quel filo che tu scegli di inerpicarti, con i piedi nudi e il cuore in gola, per vedere al di là del guado, al di là di ogni costrizione imposta dalla materia.
E mentre procedi in equilibrio instabile, sospeso tra il cielo e l'abisso, il cuore stilla sangue ad ogni passo, ma quel sangue stesso è lenito da ciò che finalmente si svela allo sguardo interiore: un paesaggio che appaga gli occhi e l'Anima, fatto di un verde così intenso da sembrare l'essenza stessa della libertà , amalgamato a un azzurro di cielo così puro da imprimersi indelebile nella retina come un sigillo.
Ecco allora che un fiore sboccia per ogni goccia di sangue versato.
Non è consolazione, è trasmutazione. Impari, in quel sacro momento, che il sacrificio non è mai privazione, ma è l'arte di rendere sacro ogni tuo passo, ogni tuo pensiero, ogni tua intenzione. È l'atto alchemico che prende forma anche attraverso il sangue, anche attraverso la tua dimensione più umana e caduca, per fecondare la terra arida con la linfa di un Bene più sommo, che trascende ogni tua piccolezza, ogni tuo limite.
E quando tocchi con l'Anima quel Bene, allora percepisci con assoluta chiarezza cosa è profondamente giusto e cosa, invece, è irrimediabilmente sbagliato.
Distingui la Verità dalla sua contraffazione, come l'oro si distingue dall'orpello al contatto con il fuoco.
Impari a filtrare la realtà , a lasciar decantare le impurità .
Diventi come una cellula che non lotta per sé, ma per testimoniare qualcosa che la trascende, qualcosa di così immenso e prezioso che ti è stato donato perché tu possa, a tua volta, donarlo.
È un passaggio di testimone in una corsa infinita, una staffetta di anime che si passano un tesoro troppo grande per non rendersi degni di averlo ricevuto.
E lì, in quell'attimo di grazia, capisci.
Capisci quale sia il vero valore dell'essere degno.
Capisci il valore inalienabile della tua Dignità .
Perché quando ti ledono nella Dignità , quando offendono la tua Intelligenza, calpestano la tua Sensibilità , oltraggiano la tua Verità e violano la tua Integrità , tu non puoi che radicarti nella tua Fermezza.
Diventi come una roccia in mezzo alla tempesta: nulla ti può scalfire, nulla ti può essere tolto, perché sei colmo, pregno di te stesso fino all'orlo.
Sei nella tua Pienezza, nella tua più autentica e piena Manifestazione.
Senza timori che ti paralizzino. Senza proiezioni che ti offuschino la vista.
Senza illusionismi che ti distraggano dal Vero.
Non temi che ti limitino il volo, perché hai imparato a volare anche senza ali, con la sola forza dello spirito.
Hai imparato la libertà più radicale: quella di essere te stesso, di non dipendere da nulla e da nessuno che non sia la voce silente della tua Anima e il mistero che ha predisposto per noi in questo viaggio iniziatico.
Hai imparato a guardarti allo specchio senza veli.
Hai imparato l'onestà con te stesso e, di conseguenza, con gli altri.
Hai imparato a non restare dove la tua anima non vibra all'unisono con l'ambiente, a non voler vivere dove nemmeno riesci a sopravvivere alla morte quotidiana dello spirito.
Hai imparato, infine, che è meglio essere sgangherati ma veri, che perfetti ma artefatti.
Meglio una ferita aperta che una cicatrice di cera.
E in questo cammino impari ad avere fede. Impari a fidarti dell'Universo, del suo ordine nascosto, della sua giustizia immanente.
Perché hai già visto tutto, in altre vite, in altre occasioni, in altre morti e in altre Rinascite.
Ciò che permane, ciò che resta al di là del fluire degli eventi, è il tuo afflato, il tuo imprinting energetico, la qualità della tua coscienza.
Non è ciò che accade a fare la differenza, ma il modo in cui tu reagisci a ciò che accade, la scelta che compi nell'abisso tra lo stimolo e la risposta.
E chi fa la differenza, lo riconosci al primo sguardo.
È in un mondo a parte.
Abita un magnifico, incantato, mondo a parte.
È la voliera illimitata degli uccelli, dove il volo non conosce confini né gabbie.
È la nota che vibra oltre lo spartito, la pennellata che esplode oltre la cornice.
Sono i folli, i ribelli, gli "skizzati", come li chiamano coloro che non li comprendono.
Sono gli assenti, presenti solo a sé stessi e all'infinito.
Fanno l'amore continuamente con le parole, con le immagini, con la fantasia, generando mondi. Disobbedienti per natura, la loro obbedienza è solo alla voce interiore. Credono in sé stessi, nel loro intuito infallibile.
Anarchici, perché la loro unica legge è l'Amore.
Fluidi e leggeri come il vento, inafferrabili come la luce.
Per entrare nei loro spazi, ci si deve togliere le scarpe, come davanti a un altare.
La sporcizia del mondo non vi è concessa, non è ammessa.
L'hanno vista troppe volte, l'hanno attraversata e conosciuta, e sanno che non merita la loro energia, la loro attenzione preziosa.
Sono altrove, eppure così presenti. Non sono del mondo, ma il futuro del mondo, il suo destino più alto, è custodito nelle loro mani.
Sono i grandi Visionari, i seminatori di stelle.
Io sogno.
E sogno in grande.
E sogno un'Umanità che sia finalmente all'altezza del proprio potenziale divino.
E io so di farne parte, di questa stirpe di visionari, come milioni di altre
Anime straordinarie che popolano la terra in silenzio, e il mio volo è oltre il visibile.
È Frequenza che raggiunge altre frequenze, creando una sinfonia invisibile.
È Abbraccio che cinge l'universo intero.
È Presenza che si fa dono per abbellire il creato.
È Verità che smantella la menzogna, pietra dopo pietra, per un Bene Supremo.
Per tutti noi.
È Scintilla Divina che accende altre scintille, tessendo reticoli luminosi, coordinate d'Amore che ridisegnano la mappa del mondo.
La mia libertà non inizia dove finisce la tua, come vorrebbe una geometria meschina, ma dove io le concedo di manifestarsi, in una danza senza fine, al di là di ogni possibilità immaginata, nell'orizzonte sconfinato dell'Essere.
Tiziana Fenu
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Tratto dal mio libro
"Maldalchimia. Di Ombre e Luminescenze" Volume II
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