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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

mercoledì, marzo 11, 2026

💛Maschera Ghignante San Sperate

 "[...]Dalle mie ricerche emerge una distinzione: le Domus meridionali della Sardegna sono orientate per lo più verso il Solstizio d'Inverno, mentre quelle settentrionali verso il Solstizio d'Estate. 

Quasi nessuna è orientata a Nord, la direzione dove il sole non sorge né tramonta. 

La maggior parte guarda a Est, verso le Pleiadi e la costellazione del Toro, che è legata al concetto di rinascita. 

Sulla simbologia dei Tre Soli lungo la Via Lattea, aggiungo delle considerazioni, perché sono importantissime. 

Nel mio percorso di studio, rileggendo le cose in chiave archeoastronomica, ho tracciato le linee guida del cielo in un'epoca fondamentale per la nostra antica civiltà sarda: l'era del Toro.

Le ere astrologiche, che durano circa 25.920 anni per un ciclo completo, prendono il nome dalla costellazione in cui si trova l'equinozio di primavera. Prima del Toro (4000-2000 a.C. circa) ci furono l'era del Leone, del Cancro e dei Gemelli. 

L'era del Toro, governata da Venere e dall'energia della Madre Terra, fu un'epoca pacifica, dedita all'agricoltura e al culto della fertilità, il cui simbolo, il toro, è onnipresente in Sardegna e in tutte le grandi civiltà antiche, da quella Minoica all'India di Shiva.

Ma la mia vera scoperta è che questa ossessione per il toro non era per un animale terreno, ma per un Toro Cosmico, astronomico.

E’ la via di rinascita lungo la Via Lattea, traguardata dalla simbologia dei 3 Soli, che si riflette nella simbologia triadica delle cornici nelle false porte e nelle coppelle, nelle Domus de Janas. 

I nostri antichi non adoravano semplicemente il Sole, che usavano per orientare i nuraghi o le Domus de Janas verso est, ma cercavano una via per ascendere al Divino a livello astrale, soprattutto dopo la morte. 

Attraverso un'osservazione millenaria del cielo, avevano individuato una precisa mappa stellare per l'Ascensione già 17.000 anni fa, concentrandosi sulle costellazioni delle Pleiadi, del Toro e di Sirio, tutte allineate.

Queste costellazioni contenevano quelli che io chiamo i "tre Soli": stelle così luminose da equiparare il nostro sole. Sirio, la Madre Divina creatrice (Iside); le tre stelle della cintura di Orione (Osiride); e l'occhio luminosissimo del Toro, Aldebaran (Horus). 

Questi "tre Soli" formano una conformazione triadica, un "Triratna" o "Tre Gioielli", che rappresenta il portale per l'Ascensione.

Ho sempre pensato che il simbolo del tre indicasse "nascita/morte/rinascita", ma ora so che si riferisce nello specifico a queste tre costellazioni. 

Aldebaran, l'occhio del Toro, è il "terzo occhio", chiamato Anja (che significa "conoscenza"), il portale di consapevolezza necessario per l'Ascensione.

Ed ecco la rivelazione più sconvolgente: Anja è l'anagramma di Jana (che in sardo significa "porta", da janna). Le Janas, sono le custodi di questo portale Tutto torna

Nella Maschera Ghignante di San Sperate sono raffigurati i fiori di loto del chakra Anja, con l'occhio di Aldebaran al centro e cinque diramazioni per lato[...] 

[...] Il Tempio di Demetra a Terraseo di Narcao, nel sud Sardegna, non a caso sorge su una sorgente sacra. Il pozzo, la sorgente, sono il portale per l'altra dimensione, proprio come il pozzo di Santa Cristina, la cui forma richiama alla mia mente l'essenza della dea Baubo, il cui nome stesso echeggia "Abba".

Esiste un detto: "Gli Dei nacquero da una risata". 

Ed è grazie a questa risata di Baubo, grazie alla melagrana simbolica presa e spaccata come una fragorosa risata, che l'energia vitale viene distribuita in modo fertile e riproduttivo, senza più limiti. 

È il trionfo del varco/portale dell'acqua, del pozzo Sacro, de S'Abba (acqua in sardo), della Baubo, la grande vagina, riflesso della conformazione architettonica del nostro pozzo Sacro di Santa Cristina. 

È la dimensione amniotica della trasmutazione. 

È l'espressione più potente del Sacro Femminino.

Un significativo dettaglio, può essere che la Dea Baubo è spesso rappresentata anche con una lira a 7 corde, che simboleggia il ciclo lunare, femminile per eccellenza.

Questo riso ghignante, sardonico, di rinascita e immortalità, non è un concetto estraneo alla nostra isola. È tipico della nostra Antica Civiltà Sarda e trova una rappresentazione tangibile nella famosa Maschera ghignante di San Sperate, che ho avuto modo di studiare e che incarna proprio questa energia trasformatrice e potente.

In sintesi, quel modo di dire "nato da una risata tra amiche" mi ha condotta di nuovo al cuore di un simbolismo millenario: la risata che squarcia come una melagrana, l'acqua del pozzo che è porta per l'aldilà, la dea che trasforma il dolore in fecondità, in un ciclo eterno di rigenerazione che ha le sue radici profonde nella mia terra, la Sardegna.

È la dimensione amniotica della trasmutazione. 

È l'espressione più potente del Sacro Femminino.

Un significativo dettaglio, può essere che la Dea Baubo è spesso rappresentata anche con una lira a 7 corde, che simboleggia il ciclo lunare, femminile per eccellenza.

Questo riso ghignante, sardonico, di rinascita e immortalità, non è un concetto estraneo alla nostra isola. È tipico della nostra Antica Civiltà Sarda e trova una rappresentazione tangibile nella famosa Maschera ghignante di San Sperate, che ho avuto modo di studiare e che incarna proprio questa energia trasformatrice e potente[...] 


Tratto da "Uomini senza Ombra. Simbologie archetipali in Sardegna" 


"[...]Il riso ghignante e sardonico, emblema di rinascita e immortalità, è caratteristico dell’antica civiltà sarda, come testimoniato dalla maschera ghignante di San Sperate. 

Questo riso apotropaico è presente anche nella simbologia del Carrasegare sardo. 

La risata di Baubo, gesto dissacrante e vivificante, ripristina l’equilibrio necessario alla creazione, in una dinamica analoga al Witz ebraico, che, nato in contesti di sofferenza, opera una livellazione delle gerarchie.

La celebrazione di Lugh, dunque, non è soltanto un tributo al principio solare, ma anche un’esaltazione del Laugh ( “to laugh”, ridere in inglese), forza trascendente che squarcia le tenebre e dà origine agli dèi. 

Tale dimensione è mediata dal Femminino sacro, che, pur governando gli estremi, persegue l’equilibrio fecondo. 

Come Lugh si “fa grano” e si sacrifica per essere raccolto, così la risata di Baubo, e delle dee ad essa assimilabili, permette la nascita del sole (Iacco/Iaccu) e il ripristino dei cicli vitali. 

Sostanzialmente, Lammas/Lughnasad e le tradizioni carnevalesche sarde rivelano una complessa trama mitico-rituale, dove solstizio ed equinozio, maschile e femminile, sacrificio e rigenerazione, si intrecciano in un unico, armonioso tessuto simbolico.

Il tema centrale che emerge è quello del rito di fertilità primaverile , dove il gesto dell'anasyrma, (dal greco anà, "su", e sýrma, "veste lunga"), definibile come il sollevamento rituale della veste per scoprire i genitali . Questo atto, lungi dall'essere mera esibizione oscena, possiede una potente valenza apotropaica e rigenerativa nel pensiero mitico-rituale antico[...] 

Le maschere teriomorfe sarde e le divinità della vegetazione convergono in un unico sistema simbolico.

Il riso, scatenato dal grottesco e dallo svelamento del corpo, spezza il lutto della dea e prelude al ritorno della vita sulla terra". 


Tratto dal mio saggio

"Il Tempo Capovolto. Maschere del Carrasegare sardo. Il Sacro che genera Caos, il Caos che rinnova l’Ordine" 


Tiziana Fenu 

©®Diritti intellettuali riservati 

Maldalchimia.blogspot.com 


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