"[...] Le 22 lettere sono i "mattoni" con cui Dio creò l'universo.
È la stessa idea del "quadrato sacro" usato da Egizi e Romani per delimitare i confini sacri di un tempio o di una città.
Pensiamo al rituale egizio della "fondazione", dove con uno strumento chiamato Merkhet si individuavano i quattro vertici guardando l'Orsa Maggiore, e si tracciava un solco rituale.
Lo stesso facevano i Romani con il mundus, il solco primigenio, per poi effettuare la "quadratura del cerchio", una formula aurea già presente millenni prima nella scacchiera di Pubusattile.
Nella Tavola 8x8, combinando le 10 Sephirot con le modalità delle 22 lettere, si hanno 32 elementi.
Ognuno ha una polarità (attivo/passivo), dunque 32 x 2 = 64.
Queste 64 combinazioni sono le "determinanti" fondamentali dell'Energia Divina.
Ogni lettera ebraica quadrata può essere vista come una specifica configurazione di energie all'interno di questo campo 8x8.
La sua forma "disegna" una particolare combinazione di forze.
Prendiamo la Aleph (א): graficamente è composta da due Yod (י) (in alto a destra e basso a sinistra) collegate da una Vav (ו) diagonale.
Rappresenta il collegamento tra il mondo superiore e quello inferiore, una connessione che ritroviamo nel concetto del Mundus Patet o Umbilicus delle nostre strutture archeologiche.
Il Mundus Patet (“il mondo è aperto”) è una espressione religiosa dell’antica Roma, in cui in alcuni giorni dell’anno la copertura di un pozzo rituale veniva sollevata, ed era considerata un’apertura verso il mondo sotterraneo degli dei inferi e degli antenati (i Manes).
La forma squadrata del Ketav Ashurit riflette questa struttura metafisica complessa.
Fu adottata durante l'esilio babilonese.
La parola Ashurit viene dalla radice 'ASHAR' ("andare dritto", "essere approvato"), foneticamente simile ad Asherah, il palo sacro usato per la delimitazione degli spazi sacri (un concetto presente anche a Bruncu Suergiu in Sardegna), legato al serpente e all'Ofiotauro, e poi associato al Mundus Cereris romano.
La caratteristica principale di questo alfabeto è la struttura angolare e geometrica, costruita su una griglia ideale. Questo ha una ragione profondamente spirituale e pratica, legata alle Tavole della Legge.
La tradizione dice che le lettere sulle Tavole date a Mosè erano scolpite da parte a parte, e per essere leggibili da entrambi i lati dovevano avere una forma particolare, idealmente contenuta in un perimetro quadrato.
Questa idea teorica divenne regola pratica nell'arte dello scriba (Sofer Stam): ogni lettere deve essere scritta all'interno di uno spazio virtuale quadrato.
Nella mia sperimentazione, ho notato che la maggior parte delle lettere ebraiche, occupa l'intera altezza del quadrato ideale.
Lettere come Mem (מ), tredicesimo Archetipo, e Samech (ס), quindicesimo Archetipo, sono quasi larghe quanto l'intero quadrato[...].
Tiziana Fenu
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Tratto dal mio saggio
"Gli Uomini senza Ombra. Simbologie archetipali in Sardegna"
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Link di riferimento
https://maldalchimia.blogspot.com/2025/11/lettere-ebraiche-e-le-64-caselle-della.html?m=0
Lettere ebraiche /griglia Pubusattile




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