La Quaresima come ultima fase della grande Opera alchemica del Carrasegare sardo.
"[...] In questa prospettiva, si evidenzia una profonda corrispondenza tra il simbolismo del Carrasegare e quello dell'Epifania, di cui la Befana /Filonzana, è somma rappresentante che inaugura l'apertura del Carrasegare sardo, attraverso la simbologia trasmutatrice della morte del Vecchio e della fase iniziale della Nigredo.
Il Carrasegare è dominato da maschere bestiali e terribili (Mamuthones, Boes, Merdules), che rappresentano le forze caotiche, istintuali e oscure della natura e della psiche (la "lussuria" del regno di Erode).
La società si capovolge, le regole cessano.
Questa è la fase collettiva del Nigredo, la discesa nel Caos necessario per dissolvere le strutture vecchie e corrotte (l'ego collettivo).
Il "Mago Nero" agisce in questa notte rituale.
Successivamente abbiamo la fase della lotta, della purificazione e dell'Albedo.
Spesso i riti includono lotte simboliche tra il Caos (le maschere animali) e l'Ordine (figure come sa Filonzana, la donna che minaccia di tagliare il filo della vita, o i cristiani).
Questa lotta riflette il discernimento interiore (il Terzo Occhio) tra forze opposte.
La sconfitta e la "morte" del Carnevale (spesso bruciato o processato) rappresentano la purificazione (Albedo) dalla parte istintuale e distruttiva, preparando la rinascita.
Nell'ultima fase, la rinascita e Rubedo abbiamo la dimensione della Quaresima che segue il Carrasegare, che non è solo privazione, ma è un tempo di gestazione interiore.
Il "bambino" (il nuovo anno, la nuova vita dei campi, la comunità purificata) deve crescere in silenzio.
La Pasqua di Resurrezione sarà la vera Epifania collettiva, la manifestazione (Rubedo) del nuovo ciclo vitale, dove la comunità ritrova se stessa, rigenerata.
I doni d'oro, incenso e mirra diventano qui i frutti della terra e della comunità riconciliata.
In questa stratificata è complessa fase alchemica, si incastona la figura archetipale del Femminino Sacro e della sua sfaccettata Forma e manifestazione.
Il Carrasegare sardo è ricco di figure femminili arcaiche (Filonzana, le donne che piangono la morte del Carnevale).
Esse rappresentano il principio della Forma (la Materia che dà vita e che accoglie la morte) e il Sacro Femminino protettore e distruttore.
Sono il corrispettivo terreno della Divina Madre Kundalini (Stella di Betlemme) e di Sirio, che guidano la trasformazione.
La "porta" della rinascita è la comunità stessa, nel suo aspetto femminile e materno.
Si manifesta quindi un percorso mistico-individuale di epifania interiore.
Il Carrasegare sardo ne è la rappresentazione collettiva e rituale.
Entrambi, dimensione epifanica e Carrasegare, condividono la stessa struttura profonda di discesa nel Caos e nella materia oscura (Nigredo/Caos carnascialesco), attraverso una lotta purificatrice e una scelta (Albedo/Morte del Carnevale), che giunge, infine, ad una rinascita che unisce gli opposti (Rubedo/Rinascita primaverile), manifestando il divino (il Cristo interiore) nel mondo della Forma (la comunità e la natura)[...] "
Tratto dal mio libro
"Il Tempo Capovolto. Maschere del Carrasegare sardo. Il Sacro che genera Caos, il Caos che rinnova l’Ordine"
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Tiziana Fenu
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