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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

mercoledì, maggio 20, 2026

💙 Giornata mondiale delle Api ( libro Maldalchimia II)

 

#giornatamondialedelleapi

Oggi stavo pensando all'assonanza tra la parola "ape" e il significato della parola "scimmia" in inglese. 
È la stessa parola, "ape".
Un curioso scherzo del linguaggio, un ponte fonetico gettato tra due mondi apparentemente inconciliabili.
Perché la stessa vibrazione sonora evoca in italiano la sacra operatrice dei fiori e in inglese l'antenato peloso da cui, secondo una certa scienza, discendiamo?
Quale mistero si cela dietro questa omonimia? Forse è un indizio, un koan linguistico che ci invita a guardare oltre la superficie delle definizioni.
Le teorie evoluzionistiche narrano dell'umano come di un ramo staccatosi dall'albero genealogico dei primati. Ma oggi non è il caso di addentrarmi nei meandri di una discendenza che non sento risuonare come la Verità più profonda del nostro Essere. Oggi, piuttosto, il mio cuore e la mia mente sono catturati da un'altra discendenza, da un'altra parentela: quella vibratoria.
E in questi giorni, sono le Api, queste sacerdotesse alate della luce, a guidarmi, a sussurrarmi antiche sapienze e a offrirmi spunti di riflessione che si spingono ben oltre la biologia. Indagando lo straordinario mondo di queste creature solari, ho scoperto verità che lasciano senza fiato, perché svelano l'impalcatura stessa del creato.
Tutto, nell'universo, è vibrazione, un immenso oceano di frequenze in cui ogni forma è un'onda che si addensa.
E in questo oceano, i fiori non sono semplicemente statici ricettacoli di colore e profumo, ma entità elettriche, senzienti in modo sottile. Attraverso impercettibili scosse, una sorta di linguaggio segreto fatto di potenziale, rivelano all'ape la quantità di polline e nettare custodita nel loro grembo. I fiori, si scopre, sono in grado di modulare la propria carica, che può raggiungere i 200 volt, per farsi percepire, per chiamare a sé la loro amante alata. E a loro volta, la stessa dolcezza di quelle secrezioni, la qualità del nettare, sembra danzare al ritmo delle ali dell'ape, sollecitata da precise frequenze.
Il vento, invece, con le sue vibrazioni caotiche e impersonali, non ottiene la stessa alchimia: la dolcezza non cambia, perché manca l'intenzione, manca l'amore.
La comunicazione nell'alveare, poi, è un trattato vivente di fisica quantistica applicata alla società. È un linguaggio modulatorio basato su segnali vibratori, un sistema che attiva e integra i comportamenti di operaie dedite a compiti diversi come le note di una stessa sinfonia. Le api vibranti, le danzatrici, non sono mere ripetitrici di informazioni; sono artiste della connessione. Esse scelgono, con consapevolezza, le loro interlocutrici tra la folla, dirigendo il loro segnale non verso le più vicine, ma verso quelle più ricettive, spesso le operaie inattive, indipendentemente dall'età o dal vincolo di sangue.
È un atto di volontà vibrazionale, un flusso di coscienza che attraversa l'alveare, attivando simultaneamente gruppi multipli e distanti, come fili di una stessa ragnatela tessuta nell'oscurità. Questo potere della vibrazione è talmente profondo da decidere persino il destino dinastico dell'alveare.
Durante la competizione delle regine, le giovani vergini che vengono "vibrate" sopravvivono più a lungo, eliminandole rivali con maggiore ferocia e ascendendo al trono. Il messaggio, nel buio della cavità sacra, non viaggia attraverso l'aria, ma si incarna nei favi, trasmutandosi in Luce e suono. Le api non odono con orecchie come le nostre; il loro intero corpo diventa un sensore, i loro peli e le loro antenne sono antenne sottilissime che captano il canto della materia.
La danza scodinzolante produce 150 vibrazioni al secondo, un ritmo di 250 Hertz. Ma il ronzio che noi percepiamo, quel suono ipnotico e familiare, si attesta su una frequenza ben più sacra: circa 432 Hertz, un'ottava sotto il LA convenzionale dei 440 Hz.
Ed è per questo che in ogni alveare esiste uno spazio iniziatico, un'area di circa 100 centimetri quadrati di celle vuote che vibrano più intensamente, un tempio nella penombra riservato alla danza, alla comunicazione, alla creazione. In questa prospettiva, si schiude un nuovo scenario, tridimensionale e multiforme, che conferma ciò che già mi era stato indicato a livello energetico e quantistico, la via tracciata dalla Sacra Ape.
Non siamo Ape come "Scimmia".
Noi non discendiamo dalla materia bruta che si evolve per caso.
Noi siamo esseri di frequenza, viaggiamo su onde vibratorie che tessono legami indissolubili, Sacre Alleanze che risvegliano antiche memorie.
Memorie akashiche di un tempo in cui eravamo in purezza di Cuore e la Merkaba, il nostro carro di luce, distillava al suo interno e intorno a sé frequenze cristalline, creando Dimensioni con il solo potere dell'Amore veicolato dalla vibrazione, nel Silenzio Sacro e primordiale dell’universo. Percepire in quel silenzio cosmico è l'unica via per creare, per divenire esseri vibranti.
Il suono dell'universo, l'Om, non è un suono prodotto dal contatto, ma il "non suono", l'esperienza mistica della sillaba sacra che contiene ogni cosa e da cui ogni cosa ha origine.
Io conosco questa vibrazione, è il mio diapason interno, etericamente tatuato nell'indice della mano destra.
Siamo troppo abituati a vedere la forma esteriore, solida, e non l'energia che in essa si manifesta in infiniti modi, aspetti diversi di un'unica, ineffabile manifestazione del Divino. In questa affascinante armonia, l'ape, vibrando, sollecita il fiore.
E il fiore, in un moto vibratorio leggermente più alto del volo stesso, gli rilascia il suo nettare. È un aprirsi all'altro per riconoscimento di vibrazione, per fiducia.
Offriamo il nostro nettare più prezioso perché riconosciamo nell'altro la nostra stessa Frequenza Sacra: l'Amore. L'Amore di collaborazione e creazione, in Sacra Sinergia, per il bene comune.
E la scienza conferma il prodigio: la frequenza di questo amore, quella che stimola il fiore, corrisponde esattamente ai 432 Hertz. E questi 432 Hertz sono in diretta correlazione armonica con l'atomo di Idrogeno, l'elemento più semplice e più diffuso, il mattone dell'universo.
In Natura, e quindi dentro di noi, tutto è interdipendenza: chimica, attraverso i legami idrogeno, e matematica, attraverso la Proporzione Aurea, il numero di Fidia, la sequenza divina che appare ovunque, dalla spirale del DNA alla geometria delle piante, dalle proporzioni del corpo umano alla distanza tra i tredici plessi energetici, i chakra.
Ecco svelato il mistero: i 440 Hz, la frequenza a cui il mondo è stato artificiosamente accordato, sembra influisca negativamente sui chakra, stimolando l'ego e recidendo il ponte tra cuore e mente, offuscando le intuizioni. Per la massima espressione della coscienza, dobbiamo riaccordarci ai 432 Hz, la frequenza degli strumenti egizi e greci. Steiner lo profetizzò: la musica a 432 Hz avrebbe guidato l'umanità verso la libertà spirituale, agendo sull'aura e sulla mente, favorendo la traduzione del "suono/luce" nel DNA.
Così come la frequenza del Raggio Verde, i 528 Hz, agisce in profonda guarigione sul Chakra del Cuore. Ed è naturale pensare che, oggi più che mai, l'umanità necessiti di potenziare proprio l'energia del Cuore, fonte di empatia, intuizione, compassione e Amore.
Le ciglia delle membrane delle nostre cellule sono antenne, diapason in miniatura che, a una certa risonanza, modificano la forma dei recettori proteici. Siamo fatti per risuonare.
E questa costante universale dei 432 Hz è legata al numero 9, il numero della completezza, che ritroviamo nel diametro del sole, nella precessione degli equinozi, nella velocità della luce.
Accordandoci a questa frequenza, armonizziamo la nostra energia con l'intero sistema risonante dell'universo.
Come l'ape, che con il suo battito d'ali a 432 Hz entra in risonanza con il fiore e in quel preciso istante lo stimola a produrre nettare in più, solo per lei. In quel momento, sotto i nostri occhi, si compie un atto di magia sessuale alchemica, una sacra unione che porta a un'Ottava superiore la creazione: il Miele d’oro.
Non è forse un caso che la parola "perfezione", in Irlandese e nell'antico norreno, fosse resa con "céir-bheach", letteralmente "cera d'api".
Le api abitavano il Paradiso, e le candele per i riti dovevano essere di cera vergine. Il miele è ricchezza, abbondanza, cibo sacro, nettare degli dèi.
Le antiche sacerdotesse di Eleusi ed Efeso erano chiamate "Api", perché svelavano il "miele" della parola divina.
Nell'Inno omerico ad Hermes, tre Donne-Api Vergini profetizzano dopo essersi nutrite di biondo miele. La parola secondo verità, che realizza ("krainei") per la sua intrinseca potenza.
L'Essenza che realizza la Forma. La vibrazione che realizza la cera. La Merkaba. La cera che è veicolo della vibrazione nell'alveare.
Siamo portati a vibrare naturalmente sui 432 Hertz.
Siamo Api, intercorrelate in un unico organismo, guidate dalla vibrazione della Corona dell'Ape Regina. È importante tenere pure le nostre cellette interiori, perché sono il veicolo delle nostre comunicazioni. Ognuna di noi è chiamata a scoprire in sé e nell'altro il Fiore con cui vibrare all'unisono, per estrarre insieme quel polline che diventa nutrimento e vita per la collettività.
L'Idrogeno, che costituisce il 90% del nostro corpo, vibra a 8 Hertz, la stessa frequenza del battito cardiaco del pianeta, la Risonanza di Schumann.
E la musica a 432 Hertz è un'armonica superiore di questa frequenza fondamentale, capace di penetrare ogni barriera, svelando la sua natura di vettore multidimensionale. È il vettore della Merkaba tridimensionale.
Gli acufeni che talvolta sentiamo, quel ronzio interiore, non sono forse il "brusio delle api al lavoro" mentre estraggono il polline luminoso dai fiori della nostra coscienza e lo trasportano nell'alveare del cuore?
L'Idrogeno, il cui simbolo è H come Hermes, il messaggero, il ponte tra i mondi, è l'elemento alchemico con cui fabbrichiamo il nostro corpo astrale.
È la materia su cui lavora la Kundalini, il Fuoco vivificante dello Spirito Santo incarnato. L'elaborazione di questa risonanza si sviluppa in consonanza ritmica con le sette note, salendo di Ottava in Ottava.
Si trasmuta l'Idrogeno, si cristallizza in Ottava Superiore per creare nuova vita, per dare forma al Corpo Astrale dalla stessa materia del corpo fisico, ma attraverso un procedimento diverso, la Magia degli Opposti, la Magia Sessuale. Un desiderio contenuto e sublimato in Amore trasforma l'Idrogeno grossolano in Coscienza pura, capace di gestire il Fuoco Sacro senza esserne sopraffatta, fino a che quel Fuoco non raggiunga il Cuore e, morendo all'ego, si risorga con il Cristo interiore.
"Idrogeno" significa "generare acqua".
Non siamo polvere che ritorna polvere. Siamo acqua creatrice, pura e cristallina. Veniamo dall'acqua, dall'elemento femminino di Dio, e acqua ritorneremo. Nati da quell'I-Dea, che è la Sacra Madre Shekinah, lo Spirito Santo, il Fuoco che incarnandosi diventa Kundalini, Cristo.
Acqua e Fuoco in sinergia.
L'Unione Sacra degli Opposti.
Si lavora con il Femminino, ci si lascia lavorare dalla dolcezza dell'acqua, che nel suo scorrere fluviale viaggia sui 432 Hertz, la stessa frequenza a cui la doppia elica del DNA si armonizza perfettamente.
Ed è per questo che le pratiche sciamaniche più profonde usano i suoni della natura, caricati di intenzione, per trasferire informazioni di riequilibrio nei nostri campi morfogenetici.
E ancora una volta, grazie, Sacre Api.
Grazie per avermi indicato la via. Per avermi insegnato che il mio compito non è solo quello di essere "antennata", pronta a ricevere, ma anche di essere "vibrata" in potenza, un'ape operosa nella luce, in attesa, pronta alla chiamata della "Corona".
Come lo siamo tutti. Come lo siamo sempre state, in attesa di risvegliarci al ronzio sacro della creazione.

Tiziana Fenu
©®Diritti intellettuali riservati
Maldalchimia.blogspot.com
Tratto dal mio libro
"Maldalchimia. Di Ombre e Luminescenze" Volume II
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Giornata mondiale Api





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