Ho già avuto modo di parlare del pozzo sacro di Predio Canopoli, ne ho parlato anche nel mio libro "Le Dee silenziose. Archeoastronomia del Sacro Femminino in Sardegna"
In questo link ( https://maldalchimia.blogspot.com/2026/05/pozzo-predio-canopoli-canopi-libro-le.html?m=0) trovate un mio piccolo estratto dall'approfondimento su questo pizzo, tratto dal mio libro, e i link dei miei scritti precedenti a riguardo.
Ma trovo interessante, oggi, approfondire dal punto di vista dell'analisi esoterica e cabalistica, partendo proprio dal toponimo Perfugas.
Dal punto di vista filologico-esoterico, il nome Perfugas (in sardo Pèifugas, dal latino Portus Fusas o Per fusas) reca una duplice radice simbolica.
La radice "Per-" che in latino indica "attraverso, oltre", indica anche, in ebraico la Peh ( bocca) + Resh (ר, testa/inizio).
La bocca (Peh) come canale di espressione del Verbo, la testa come principio dell’emanazione.
La desinenza "-fugas", da fuga (fuggire, allontanarsi), ma si rivels in senso iniziatico
È una fuga dal mondo sensibile, fuga dal tempo profano.
Il nome suggerisce il “passaggio attraverso la fuga”, che corrisponde ad una formula alchemica di separazione e purificazione.
Perfugas si situa in una zona alchemica interessante, con dei confini simbolici.
A Nord abbiamo i Monti di Osidda, dalla radice "ossis, osso", che indica il processo alchemico della calcificazione, della materia prima.
A Sud abbiamo Riu Mannu, che alchemicamente rappresenta l'Acqua "grossa", il solvente alchemico, l'acqua mercuriale di trasmutazione.
A Est abbiamo il Monte Lerno che deriva da lerna, la palude.
La mitica Lerna miticale acque putride della materia prima, dove dimora l’Idra, simbolo delle forze caotiche da decapitare con l’Azoth.
A Ovest abbiamo la Valle di Coghinas (da cocina/cucina, la cucina alchemica dell’athanor).
Conclusione alchemica geografica: Perfugas giace in una dimensione alchemica molto particolare, nel crogiuolo definito dai quattro elementi geospirituali.
Abbiamo, in questo contesto, la Terra dell’Osso (Nord),
l'Acqua Mercuriale (Sud),
Il Fuoco latente della palude-lerna (Est),
infine l'Aria della trasformazione-cucina (Ovest).
È lo spazio rituale della Nigredo sarda.
È una terra di confine in cui l’anima fugge dal profano per entrare nel laboratorio alchemico di trasmutazione.
E non è casuale che un pozzo sacro e simbolico come il pozzo di Predio Canopoli sia proprio in questo athanor alchemico di trasmutazione.
Come ho già scritto nei miei precedenti approfondimenti, vi è assonanza fonetica e simbolica con la città egizia Canopo (Kanopos), presso la foce del Nilo, dove sorgeva il tempio di Serapide e il vaso canopico.
Emerge l'assonanza Canopi (plurale di canopo) /Canopoli (dal greco Kanopolis, città di Canopo).
Nel pozzo di Predio Canopoli, l’assonanza rivela un piano di proiezione egizio-sardo.
Il pozzo sacro nuragico non è solo idrico, ma rivela una profonda connessione tra cielo e terra.
Il canopo in alchimia è il vaso di vetro (o di terracotta) in cui si raccoglie l’Acqua Benedetta (la rugiada di maggio, l’urina filosofica, il Mercurio dei filosofi).
Il pozzo è il canopo verticale della terra sarda.
È un utero geolitico, un athanor rovesciato, in cui l’acqua scende per risalire purificata.
Se andiamo a vedere le coordinate del pozzo, abbiamo
40.8298° N,
8.8900° E (area Santa Maria Coghinas/Perfugas).
A livello cabalistico e ghematrico
il 40 è il valore ghematrico del tredicesimo Sacro Archetipo Ebraico, la Mem, le Acque Cosmiche, il numero della comprensione (la Sephiroth Binah, i 40 giorni del Diluvio, i 40 anni nel deserto).
Binah è l’utero cosmico, la Grande Madre separatrice.
Il pozzo sorge sul parallelo del Ritorno alla Matrice.
Il numero 8298, in riduzione teosofica, diventa un 9
(8+2+9+8=27 → 2+7=9) che corrisponde alla Sephiroth Yesod, il Fondamento, la Sephirah che collega il mondo astrale al fisico, il regno delle immagini e delle forze lunari.
8298 in gematria ebraica è composto da queste lettere ebraiche
Beth (2) + Heit (8) + Teth (9) + Heit (8) = 27,
Che corrispondono alle lettere
BChTCh
La radice B-C-T in ebraico(בכט)
indica proprio il “vuoto, la cavità” Quindi il pozzo si manifesta come cavità iniziatica.
Quindi la Latitudine
N 40.8298, indica, esotericamente la Sephiroth Binah (40) che converge su Yesod (9) attraverso la cavità (BCT).
Il pozzo è il luogo dove l’Acqua di Binah (le acque superiori del Bereshit) scende nel canale di Yesod.
Vediamo la
Longitudine 8.8900 E
8 è il Sacro Archetipo Ebraico Heit, il recinto, l’ottava, il Sabba, l’alleanza.
8900, in riduzione teosofica raggiunge la Phe( la bocca che manifesta la Forma), il 17
17= 1+7 =8
Simmetria 8-8.
L’otto rovesciato è il simbolo dell’infinito verticale.
Il pozzo è il nodo 8-8, il sigillo di Ermes Trismegisto sulla terra sarda.
La coppia latitudine/longitudine 40.8298 / 8.8900
forma un triangolo numerico particolare.
40+8=48 Gamach
Gamach in ebraico è un termine che significa “accumulatore, tesoro”, 8298+8900= 17198
Questo numero, 17198, sommato cifra per cifra, mi da un 26
1+7+1+9+8=26→YHVH (יהוה).
Anche questo pozzo contiene il Tetragragramma nelle sue coordinate.
Come abbiamo visto, si manifestano Archetipi ebraici e Sephirot associate al pozzo
Le Sephirot attivate sono queste
La Binah, che indica comprensione, utero divino).
Rappresenta l’acqua del pozzo che sale dall’abisso (Tehom).
Archetipo corrispondente è quello di Mara, l’amarezza trasformata in dolcezza.
Yesod, la Sephiroth del Fondamento, la sessualità cosmica.
La cavità del pozzo è la "vagina mundi", l'utero della Terra. Archetipo: Iosef ha-Tzadik (Giuseppe il Giusto), il custode delle acque sotterranee, sognatore di stelle.
Sephiroth Hod, che indica lo splendore, l'intelletto recettivo.
È la rifrazione lunare dell’acqua nel pozzo.
Archetipo: Aharon, sacerdote che attinge all’acqua della roccia (Numeri 20).
Quindi questa triade alchemica, Binah /Yesod /Hod reggono l’Asse del Pozzo.
Emerge anche dall'analisi esoterica, l'Archetipo dominante del pozzo
Be’er ha-Maim ha-Chayim (באר המים החיים, che indica il Pozzo delle Acque Vive, “la porta delle acque che salgono dal Giardino di Eden per irrigare i mondi”.
Per quanto riguarda le voordinate astrali e le corrispondenze celesti, all’epoca di costruzione del pozzo, che è datato al 1200 a.C circa, la posizione del pozzo era orientata verso il tramonto eliaco della stella Canopo in tale epoca.
Interessante notare che il tempo più meridionale della Grande costellazione della Nave Argo era considerata proprio Canopo.
Nave Argo strettamente legata alla simbologia della nostra Sardegna arcaica (https://maldalchimia.blogspot.com/2025/07/gli-argonauti.html?m=0
https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/sorgono.html?m=0)
Argonauti di cui ho parlato anche nel mio libro
"Gli Uomini senza Ombra. Simbologie archetipali in Sardegna"
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Canopo sorgeva a Sud-Est, e il suo tramonto eliaco cadeva nell’autunno, Epatta del Giudizio delle Acque.
L'epatta è un numero che rappresenta l'età della Luna al 1° gennaio di ogni anno, ovvero il numero di giorni trascorsi dall'ultimo novilunio dell'anno precedente. Utilizzata per calcolare le fasi lunari e fissare le feste mobili come la Pasqua, l'epatta colma la differenza di circa 11 giorni tra l'anno solare e quello lunare.
Canopo è la stella di Navagraha nel mito indiano.
È l’occhio di Agni.
In Egitto è Kahi, la nave di Osiride.
E la nave di Osiride ha uno stretto legame simbolico e funzionale, proprio con i vasi Canopi, e quindi con la simbologia stessa del pozzo. La nave di Osiride (o “barca solare”) rappresenta il viaggio del dio nel mondo sotterraneo e la sua rinascita.
I vasi canopi, usati per conservare gli organi del defunto, erano posti accanto al sarcofago per ricostruire l’integrità del corpo nell’aldilà, sul modello della ricomposizione di Osiride da parte di Iside.
Inoltre, i coperchi dei vasi spesso raffigurano le divinità figlie di Horo (protettrici degli organi), che nell’immaginario funerario assistono il defunto nel suo viaggio “nave” verso l’eternità, replicando il mito osiriaco.
Infatti, come ho scritto anche nel libro, nel mio approfondimento su questo pozzo, l'ingresso del pozzo è a sud-ovest ( che nei vasi Canopi corrispondono a Iside e Selket, la dea Scorpione, sineddoche, manifestazione dell'aspetto più oscuro - melmoso, come lo Scorpione, della palude del monte Lerno che confina con il pozzo- di Iside)
Un piccolo estratto dal mio libro
`Le Dee Silenziose. Archeoastronomia del Sacro Femminino in Sardegna "
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"[...] Il suo ingresso a sud-ovest fonde il Fuoco (sud) con la Terra (ovest), suggerendo un’energia tellurica riscaldata dallo spirito, una terra fecondata dal fuoco interiore.
Ma è l’asse orientato a nord-est che rivela la sua funzione più alta.
Il Nord-est è la dimensione in cui il Nord (Acqua) si fonde con l’Est (Aria).
È questo l’angolo della trasmutazione per eccellenza.
Qui, l’Acqua delle profondità cosmiche, la matrice amniotica e mnemica, viene incontro all’Aria, lo Spirito, il pneuma divino.
L’acqua, elemento femminile per eccellenza, simbolo dell’utero cosmico e della memoria ancestrale, si spiritualizza nell’aria, divenendo veicolo di anabasi, di ascesa.
Il pozzo sacro, come un otre litico, è una gola che si apre sulle viscere della terra, un utero cosmico che, toccato dal soffio solare, partorisce l’iniziato a una nuova vita.
Ma, nello specifico, il pozzo Canopoli, ha corrispondenza con i vasi canopi e la psicopompia del Femminino.
Il nome stesso del sito, “Canopoli”, apre una finestra su un ulteriore, decisivo livello interpretativo, riconducendoci all’Egitto faraonico e, più precisamente, ai celebri vasi canopi.
Come i vasi canopi preservano gli organi per l’eternità, così il pozzo sacro di Canopoli, con le sue acque purificatrici, preserva e prepara l’anima per il suo passaggio iniziatico[...] "
Si manifesta anche, da questa decodifica alchemica, l'Allineamento con la cintura di Orione (tre stelle che rappresentano i tre pilastri cabalistici: la Severità, la Misericordia, la Bellezza).
Il pozzo è specchio terrestre della cintura di Osiride, e l’acqua riflette le tre stelle come tre gocce di stagno filosofale.
La Latitudine a 40.83 indica il parallelo dell’eclittica dove il Sole entra in Toro (in epoca arcaica della costruzione del pozzo ).
Il Toro è considerato "Shor ha-Bar" l’Unicorno selvatico del Sepher Yetzirah( il più antico libro di mistica ebraica, che descrive la creazione dell'universo come un processo linguistico e matematico ideato da Dio attraverso i numeri e le lettere dell'alfabeto) che scava il pozzo con il suo corno.
Considerando questi elementi, il pozzo di Predio Canopoli, a Perfugas è come un condensatore geocosmico che opera sulla triade
Binah/Yesod/Hod.
Binah (l’acqua primordiale in discesa).
Yesod (il fondamento sessuato della terra, pozzо = utero/fallo).
Hod (lo splendore astrale di Canopo e Orione).
Il nome Perfugas indica il “passaggio attraverso la fuga” che l’iniziato compie scendendo nel pozzo.
Rappresenta le fasi della Nigredo (la tenebra uterina), dell'Albedo (l'acqua lunare riflessa), della Rubedo (la risalita come stella fissa).
L’assonanza Canopoli/Canopi, implica la trasposizione mediterranea del vaso canopico egizio nel pozzo sardo arcaico, entrambi custodi del seme stellare.
Sigillo finale secondo le coordinate 40.8298 N / 8.8900 E, è il sigillo divino YHVH nel pozzo.
Colui che vi si affaccia vede il proprio riflesso come l'uomo archetipico, primordiale, riflesso nelle Acque Superiori.
"Dall'acqua sopra il cielo e dall'acqua sottoterra, nasce la pietra benedetta."
Si tratta di una tipica formula alchemica, che descrive la creazione della "pietra filosofale" (la pietra benedetta) dall'unione di due principi opposti: l'acqua superiore (spirituale, celeste) e l'acqua inferiore (materiale, terrena).
Questo concetto si addice perfettamente a questo sito, che è un capolavoro della nostra Arcaica Civiltà Sarda, dedicato proprio al culto delle acque .
Ecco come gli elementi della frase si riflettono nell'archeologia del sito:
L'Acqua sotterranea è il tempio è costruito esattamente dove sgorga una sorgente d'acqua .
La struttura a pozzo permetteva di raggiungere la falda acquifera nel sottosuolo, rendendo visibile l'acqua "inferiore".
La Pietra benedetta, si riferisce al pozzo, che è un capolavoro di ingegneria sacra, costruito con blocchi di calcare perfettamente squadrati e assemblati a secco senza malta .
L'aggettivo "benedetto" sottolinea la sacralità della pietra lavorata dall'uomo per il culto.
Un simbolismo che collega cielo/terra
Curiosamente, il pozzo venne scoperto nel 1923 dal proprietario del terreno, Domenico Canopoli, mentre scavava proprio per fare un pozzo nero.
Metafiricamentr era alla ricerca, in un certo senso, di un altro tipo di acqua sotterranea .
È un luogo dove l'ingegno umano (la pietra) ha saputo unire il mondo sotterraneo dell'acqua sorgiva con quello celeste, creando uno spazio sacro che è un capolavoro dell'architettura arcaica sarda .
Tiziana Fenu
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Foto Fabrizio Bibi Pinna
Pozzo Predio Canopoli analisi esoterica






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