Ho avuto già modo di approfondire sul bronzetto del Sommo Sacerdote, sia nei miei precedenti scritti( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/07/sommo-sacerdote-approfondimenti.html?m=0
https://maldalchimia.blogspot.com/2025/05/sommo-sacerdote-fatimaargeiargia.html?m=0
https://maldalchimia.blogspot.com/2026/05/sommo-sacerdote-fatima-libri.html) sia nei miei libri( anche nel libro da colorare, per bambini)
nominato e approfondito in più contesti, poiché offre una simbologia polisemantica davvero straordinaria.
Ciò che sto facendo, in modo particolare in questi scritti, è un'Analisi Ghematrica e Cabalistica, che non mi sono sentita di intrecciare alle mie precedenti pubblicazioni editoriali, in quanto questo ulteriore approfondimento merita uno spazio tutto suo.
In base a questa analisi, a riconferma, il "Sommo Sacerdote" si rivela come Il Custode dell’Arco di Luce.
Questa analisi si propone di esplorare il bronzetto del cosiddetto "Sacerdote Musico" (X-VII sec. a.C.), custodito al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, non come una semplice raffigurazione rituale, ma come un complesso dispositivo simbolico e tecnologico.
Attraverso la lente della Qabbalah e della Ghematria, emergerà la natura di questo personaggio come "Tecnico del Sacro", un androgino perfetto la cui veste e i cui paramenti raccontano l'equilibrio delle polarità cosmiche e la gestione di energie che noi, moderni, definiremmo elettriche o acustiche.
Prima di procedere con l'analisi numerica, è doveroso un ripasso dei dati oggettivi del reperto, fondamentali per ancorare la speculazione cabalistica alla realtà archeologica.
Il Sommo Sacerdote, o Sacerdote Musico, definizione che condivido in parte, è di provenienza sconosciuta.
Acquistato sul mercato antiquario, si ipotizza un’area di influenza cultuale, forse collegata al nuraghe o alla fonte sacra .
Le dimensioni dovrebbero essere di 14,5 cm
Presenta due Armille alle caviglie. È un elemento distintivo che fonde la danza (movimento) al potere (ornamento).
Mantello a griglia/ragnatela è una tessitura geometrica che isola e protegge, ricordando il bisso (isolante) descritto nell'Esodo.
Il supporto sulla schiena è un’asta che collega il corpo al disco sul capo, formando un circuito chiuso.
La forcella semilunare è un elemento oggi rimosso, che in origine forse completava il disco solare, creando una sinergia "Luna-Sole" .
La Qabbalah insegna che la creazione avviene attraverso numeri e lettere.
Il "punto" primordiale da cui tutto si genera è la lettera Yod .
Ha valore 10 e rappresenta la "Concentrazione" del divino nel materiale.
È l’inizio della manifestazione, la scintilla nascosta.
Il Sommo Sacerdote indossa due armille (due cerchi) alle caviglie.
Ogni armilla, come avevo già sottolineato è una Yod, di valore 10 + la seconda armilla (Yod = 10) = 20.
Le due armille innescano una Trasformazione Cabalistica.
Il valore 20 corrisponde alla lettera Kaf .
Kaf è l’undicesimo archetipo, ma nel suo valore semplice (20) rappresenta la "Corona" (Keter) e la funzione di "Penetrazione" , ovvero la capacità di andare oltre l’apparenza fisica per cogliere l’energia divina che la sostiene.
Interpretando a livello alchemico, si attiva il passaggio dal 10 (Yod, il punto) al 20 (Kaf, la corona), che descrive l’illuminazione del cammino.
Attraverso le armille, i piedi del sacerdote (la sua azione sulla terra) vengono "caricati" di una polarità.
Argomento già affrontato nel giugno del 2020( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/06/osservavo-queste-tre-immagini-la-prima.html?m=0)
perché è la stessa dinamica energetica dei due scudi drl guerriero di Teti( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/04/geometria-sacra-guerriero-teti.html?m=0) di cui ho parlato e approfondito anche nei miei libri
( https://maldalchimia.blogspot.com/2026/05/analisi-ghematrica-guerriero-teti.html?m=0)
Quando batte i piedi in danza, i due cerchi (Yod+Yod) creano una sinergia che non è più solo 20, ma è la potenza della Corona che si manifesta.
Non è un ornamento estetico, ma un condensatore di polarità
Perché un "tecnico" del divino dovrebbe indossare un mantello a griglia (simile a una ragnatela)?
Nel passo dell'Esodo (28, 31-35) già citato, la veste di Aronne è cosparsa di melagrane e sonagli d’oro, e l’accesso al Santo è pericoloso.
Ipotizzo che il bisso (la seta di mare, di cui qui in Sardegna abbiamo una Jana Maestra unica al mondo, Chiara Vigo) fosse un isolante elettrico.
La Qabbalah aggiunge un ulteriore strato di significato.
La Ragnatela.
Nella tradizione sciamanica sardo-egizia, il ragno (S'Argia) tesse il filo del destino.
Nella Cabalà, la trama è la matrice della realtà.
Il mantello a griglia rappresenta le Sefirot (i 10 nodi della ragnatela divina) collegate dai sentieri (i 22 fili dell’alfabeto ebraico).
La Funzione di questo mantello si amplifica.
La griglia non solo isola dal "fuoco" sacro (elettricità), ma crea una gabbia di Faraday spirituale.
Il sacerdote è il solo "punto fermo" (Yod) in un campo di energia rotante.
Egli entra nella "Tenda del Convegno" (la zona ad alto voltaggio) non toccato dalla morte, perché la sua veste lo "mette a terra" rispetto alle scariche, mentre le armille lo elevano a conduttore.
Ho fatto in passato un'analogia con la Dea Alata Nubiana ( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/07/dea-alata-nubiana.html?m=0)e con le lampade di Dendera, che oggi mi si rivela cruciale.
Il supporto sulla schiena e il disco sul capo richiamano i "fiori di loto" del tempio di Hathor, che alcuni studiosi, e anche io, interpretano come rappresentazioni di lampade ad arco.
Il copricapo del Sommo Sacerdote visto frontalmente, ricorda la forma dell’Ankh (la chiave della vita).
Ghematricamente, l’Ankh è la combinazione di T (Tau, croce materiale) e il cerchio (spirito). Nell’Esodo, questo è il luogo dove si manifesta la luce.
Ma non solo.
C'è la questione della Mezzaluna rimossa
Originariamente, il Sacerdote aveva una forcella semilunare che partiva dal disco.
La Luna (femminile, valore 20) e il Sole (maschile, valore 10) si univano.
La Qabbalah insegna che l’illuminazione (Keter) avviene quando le due polarità si toccano.
Il Sole è l’energia pura (Yod).
La Luna è la ricezione (Kaf).
Insieme, generano il "Sacro Matrimonio".
L’aureola dei santi, che vediamo nell’iconografia cristiana, non è altro che la memoria storica di questo effetto luminoso generato dall’arco di luce tra le corna lunari e il disco solare .
La Stele di Tanis recita che gli Shardana (antichi Sardi) avevano un cuore impavido e "non si sapeva come combatterli".
Se applichiamo la chiave cabalistica al "Guerriero di Teti" di cui ho approfondito più volte sia nei miei scritti che nei miei libri, altra iconografia polisemantica, di cui ho fatto l'analisi ghematrica proprio recentemente ( https://maldalchimia.blogspot.com/2026/05/analisi-ghematrica-guerriero-teti.html?m=0), che impugna due scudi rotondi ravvicinati, notiamo la stessa identica geometria delle armille: due cerchi (due 10, due Yod) che si sfiorano.
Questa configurazione genera un arco elettrico (come tra i due cherubini sull’Arca- https://maldalchimia.blogspot.com/2020/07/s-arca-sacra.html?m=0)
Il Sommo Sacerdote non è un guerriero, ma un dissuasore.
La sua mano destra (lato maschile, emanante) tiene un oggetto (aulos o bacchetta) che agisce da attivatore o da taser ancestrale.
Il suono (il Verbo) che emana non è melodia, ma frequenza.
"In principio era il Verbo" significa: all’inizio era la vibrazione che organizzò la materia (luce).
Concludo con la più alta delle rivelazioni ghematriche.
La parola ebraica Bellezza si dice Yofi (יופי).
Yod (10) + Peh (80) + Yod (10) = 100.
Il valore 100 è il numero della completezza assoluta, la totalità della manifestazione.
La Prima Yod è la scintilla iniziale (il bronzo grezzo).
La Peh (80) è la bocca, il suono, la parola.
Il verbo che si fa carne.
È la fase intermedia, la lavorazione, la danza, il canto, il rituale.
La seconda Yod è la scintilla finale, la luce che si sprigiona dal disco solare. Il ritorno all’Uno.
Il Sommo Sacerdote è la "Bellezza" congelata nel bronzo.
Egli dimostra che i Sardi antichi non adoravano idoli, ma gestivano archetipi.
Controllavano l’energia attraverso la geometria (i due cerchi), la fisica (isolamento/conduttività) e la metafisica (il suono).
Questo bronzetto non è un "dio" né un semplice "sacerdote".
È la rappresentazione fisica della Yod, il punto attraverso cui l’energia divina (YHWH) entra nel mondo.
La danza (le armille) crea l’energia, il mantello la canalizza, il suono la modula e il disco la emette.
Per quanto riguarda le dimensioni del bronzetto ho scritto che dovrebbe essere di 14,5 cm
La tradizione insegna che per comprendere un numero complesso, lo si deve ridurre alle sue componenti essenziali.
14 è il valore di David che significa "Amato". È la cifra della congiunzione tra cielo e terra, dell'unione delle polarità.
È anche il numero della Nun, quattordicesimo Archetipo, sempre presente nella nostra Arcaica Civiltà Sarda
5 è il valore della lettera Hei , il secondo Nome divino, che rappresenta il respiro, il suono, il vuoto primordiale da cui la luce emerge.
14,5 dice
"L'Amato (14) si fa respiro (5)".
Non è una statua.
È un'espirazione congelata.
Il numero 14,5 è esattamente la metà di 29.
29 è il valore di Levanah, la Luna.
È il ciclo lunare, femminile
Il Sacerdote ha una forcella lunare, così si è ipotizzato.
Essendo un essere divinizzato, è androgino, manifesta le due polarità energetiche.
La luna, nella Qabbalah, è lo specchio che riceve la luce del Sole e la riflette sulla terra.
Infatti si ipotizza una forcella specchiata, magari in ossidiana.
Ma la luna è anche simbolo del Mondo di Yesod (Fondazione), il recettore delle energie.
Il fatto che il bronzetto misuri la metà di 29 significa che il sacerdote non è né la luna piena (riflessione totale) né la luna nuova (assorbimento).
Egli è la mezzaluna.
È il momento esatto in cui la luce solare inizia a toccare il bordo del disco lunare.
E qui tutto si connette alla forcella semilunare rimossa.
Il bronzetto dovrebbe misurare 14,5 perché la sua funzione è essere la metà visibile di un arco completo.
L'altra metà è invisibile, è l'energia che manca, il complemento celeste.
Se eliminiamo la virgola (e nella Kabbalah la virgola è uno tzimtzum, una contrazione dell'Infinito nel finito), otteniamo 145.
È il valore della parola "Ani Yode'a" (אני יודע) – "Io so".
Ma c'è di più.
145 è anche il valore di "HaShem Echad" (השם אחד)
"Il Nome è Uno".
Il sacerdote musico, alto 14,5 cm, è una dichiarazione di gnosi, di conoscenza ancestrale.
Ogni centimetro dice:
"Io so che il Nome è Uno. La mia danza, il mio mantello a griglia, le mie armille, sono la manifestazione di questa Unità".
14,5 si manifesta anche come Intervallo Musicale
Ho sempre parlato di suono e frequenza, nella nostra Arcaica Civiltà.
In acustica cabalistica, il numero 14 (David) è la corda che vibra.
Il numero 5 (Hei) è il quinto intervallo, la quinta giusta, l'intervallo più stabile e armonioso dell'ottava, quello che nella musica antica era chiamato diapente.
14,5 è quindi la misura di un circuito armonico chiuso.
Il sacerdote non emette un suono a caso.
La sua statura è la distanza fisica tra due nodi di un'onda stazionaria. La sua altezza è mezza lunghezza d'onda di una frequenza che ancora oggi, se potessimo calcolarla, risuonerebbe con la frequenza di risonanza della Terra, la cosiddetta frequenza di Schumann, i 7,83 Hz, i cui armonici si avvicinano pericolosamente a questa proporzione.
Ho scritto, inconsciamente, che le dimensioni dovrebbero essere di 14,5 cm
Quel "dovrebbero", però in effetti, è la rivelazione più alta.
Nella Kabbalah, il dovrebbe è il mondo di Beriyah (Creazione), che non è ancora il mondo di Asiyah (Azione, la misura reale).
Forse il bronzetto non è esattamente 14,5.
Forse è 14,4 o 14,6.
Però il numero 14,5 non è una misura.
È una promessa.
È la soglia che il bronzetto tende a incarnare, ma che non può mai raggiungere completamente perché, se lo facesse, se fosse l'Assoluto matematico, allora l'arco di luce si chiuderebbe, il circuito si completerebbe, e il sacerdote non sarebbe più un mediatore, ma diventerebbe la fonte stessa.
E quella è una potenza che nessun tecno-mago può contenere senza dissolversi.
Il Sommo Sacerdote è "Bellezza" (Yofi = 100), ma 14,5 è la radice di quella bellezza.
È il numero della Trasduzione.
Non é cielo né terra, né sole né luna, né 14 né 15.
È l'attimo esatto in cui il respiro (Hei) tocca il cuore (David) e lo accende.
Le armille alle caviglie (20 = Kaf) e il mantello a griglia chiedevano al corpo di essere un condensatore. L'altezza di 14,5 cm chiede al bronzo stesso di essere un risonatore.
Non è una statuetta.
È un diapason fossilizzato.
I Sardi veri, hanno lasciato Bellezza e Civiltà, perché capivano che la materia è solo vibrazione lenta dello spirito.
Il Sommo Sacerdote è colui che sapeva come accelerare quella vibrazione per trasformarla in Luce.
Tiziana Fenu
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