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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

giovedì, maggio 28, 2026

💛 Angolo a 72°pentagono/pentacolo

 

Ho già avuto modo di parlare della simbologia sacra delle nostre Dee Madri Sarde, che manifestano proporzioni auree, 5 anni fa, marzo 2021 ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/le-tre-dee-madri-cosmiche-sarde-della.html?m=0), con parametri aurei che si riflettono nelle geometrie astrali.
Discorso che poi ho approfondito nel mio ultimo libro "Le Dee Silenziose. Archeoastronomia del Sacro Femminino in Sardegna".
Emerge, in questa Geometria Sacra del Femminino, il Pentagono /Pentacolo.

Ma approfondendo ulteriormente, nella dimensione del paradigma cabalistico, un ambito appena accennato nei miei precedenti lavori, a cui si deve dedicare assolutamente uno spazio di approfondimento adeguato, il pentagono non è una solamente una  figura geometrica, ma la manifestazione terrena di un archetipo celeste.
Corrisponde alla Sefirah di Yesod (Fondamento), il nono attributo divino, che funge da canale e condensatore di tutte le energie superiori verso Malkhut (il Regno, la manifestazione fisica).
Yesod è la lunare potenza generatrice, il serbatoio delle forme archetipiche, il Tzaddik (Giusto) che è fondamento del mondo.
La sua natura è profondamente fallica e, simultaneamente, ricettiva, in quanto riceve dai sei Sephiroth superiori e li trasmette alla Sposa.

Il pentagono, con i suoi 5 vertici e l’intreccio del pentacolo, esprime perfettamente la natura di Yesod:

·I 5 vertici rappresentano i 5 Partzufim (Volti o Configurazioni divine) e le 5 Sefirot finali (da Chesed a Malkhut) irradiate attraverso il filtro di Yesod.
Il rapporto aureo (φ) che struttura il pentagono non è un mero accidente matematico, ma la cifra della Shekhinah (Presenza divina immanente) in esilio, la quale, come la diagonale rispetto al lato, è sempre “un passo oltre” la manifestazione lineare, creando quella tensione sacra che genera vita.
La Shekhinah, che nel suo aspetto più terreno è rappresentata dalle Dee Madri Sarde, dimora proprio nel “grembo” geometrico del pentagono.
Nel Grembo di Venere, che, come ho sempre scritto, osservato dalla Terra nel suo moto sinodico, disegna una perfetta stella a 5 punte (un pentacolo) nel cielo ogni 8 anni, tornando esattamente allo stesso punto di partenza dopo 5 di questi cicli (40 anni, ma il nucleo è il rapporto 5:8, approssimazione del φ).
Nella tradizione cabalistica, Venere non è solo la stella del mattino e della sera, ma è associata all’arcangelo Haniel (la Grazia di Dio) e alla Sefirah di Netzach (Eternità/Vittoria).
Netzach è la sfera dell’istinto primordiale, della forza vitale inestinguibile, della musica e della poesia come vettori dell’estasi divina. Il suo colore è il verde smeraldo e il rosa, i suoi metalli il rame.
La Sua controparte femminile, la Matronit (la Regina, aspetto superiore della Shekhinah), viene talvolta identificata con la stella di Venere.
Quando Lei discende nella materia, la Sua energia si condensa in quel ciclo venusiano a pentacolo, che non è altro che la danza celeste della Zivug ha-Kodesh (l’Accoppiamento Sacro).
Il pentacolo è dunque il segno impresso dall’amore divino sulla volta celeste, il Yichud (Unione) di Tiferet (Bellezza, lo Sposo) e Malkhut (la Sposa) mediato da Yesod e reso manifesto da Netzach.
Nella cabala, l’accoppiata divina Tanit (Grande Madre, Dea della fecondità, della luna e della guerra giusta) e il Toro/Baal (Dio della tempesta, della fertilità virile, del cielo) rappresenta una perfetta corrispondenza delle Sefirot di Binah (Intelletto, Comprensione) e Chokhmah (Saggezza) in discesa. Chokhmah, il principio maschile attivo, è spesso simboleggiato dal Toro (il Shor ha-Bar – il bue selvaggio, animale della carrozza divina di Ezechiele), un archetipo di potenza generativa inarrestabile. Binah, il principio femminile ricettivo e strutturante, è l’Utero Divino, il Grande Mare, la Madre Superna da cui tutto emana.
Tanit è l’aspetto immanente di Binah.

Il quadrante Sud-Est è, nella tradizione iniziatica mediterranea e cabalistica (ripresa anche nella Massoneria), il quadrante dell’aria, del fuoco sottile, dell’intelletto attivo, del mezzogiorno spirituale.
È il quadrante della “quadrante della sinergia creatrice, monadica”. In termini ebraici, questo è il quadrante di Ruat ha-Kodesh (Lo Spirito Santo, inteso come soffio femminile divino) e di Elohim (il Nome divino della Genesi, al plurale, che implica la sinergia tra i principi).
Il Sud-Est è il punto di fuga in cui l’energia solare di Mezzogiorno (Sud, Tiferet, il cuore del cielo) incontra l’energia ascendente della terra (Est, Malkhut, l’aurora, la resurrezione).
È il quadrante dove la Monade (l’Uno indivisibile, l’Echad dello Shemà) si fa Dyade (Coppia creatrice) e subito Triade (Figlio), per poi esplodere nel 72, come sostengo da anni.
A questo quadrante sud-est, l'orientamento più diffuso in Sardegna, proprio perché di tratta di un orientamento che esprime, non solo la sinergia degli Opposti, ma anche la Geometria della Madre Tanit, con le sue misure auree presentissime in Sardegna, ho dedicato la parte iniziale, e la più vasta, del mio libro "Le Dee Silenziose"
Il numero 72, l'angolo a 72°, che è parte integrante del Pentscolo/Pentagono/Tanit, è parte integrante della Geometria Sacra presente in Sardegna. Lo troviamo ovunque..
Nell'ingresso dei nuraghi
Nell'ingresso dei pozzi sacri ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/06/simbologia-angolo-72-nel-pozzo-scristina.html?m=0)
Nei timbri per il pane ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/09/timbri-per-pane.html?m=0)
Nelle stesse pintadere ( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/05/pintadera.html?m=0)
Nella simbologia dell'altare di Oschiri ( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/04/altare-di-oschiri.html?m=0)
Proporzioni auree( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/07/stele-di-caven-3.html?m=0)
Pentagono ed esagono.
Proporzioni auree( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/03/foro-apicale-vesica-piscis-fonte-sacra.html?m=0)
La cabala lo eleva a chiave maestra:
i 72 Nomi di Dio (lo Shem ha-Mephorash) sono ricavati da tre versetti consecutivi dell’Esodo (cap. 14, versetti 19-21), ciascuno di 72 lettere.
Questi Nomi rappresentano 72 angeli, 72 intelligenze, 72 linguaggi che compongono il Tikkun (riparazione cosmica).
Il 72 è il numero del Tzadik inteso come collettività dei Giusti che sorreggono il mondo, ed è anche il numero delle tessere del mosaico del Tempio Celeste.
La Vesica Piscis che ho sempre descritto come “Madre di tutte le figure”, di cui le nostre navicelle Shardana sono il più straordinario esempio ( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/07/navicella-e-vesica-piscis.html?m=0) è, in realtà, nella cabala, la rappresentazione geometrica di Kether (la Corona), il primo Sephirah, il Punto che si espande in cerchio.
L’intersezione dei due cerchi è la Reshimu (l’impressione residua, lo spazio lasciato dal Contratto divino per la creazione), ovvero la Tzimtzum (contrazione di Dio).
È in quello spazio, il “quadrato della creazione” che le Dee Madri Sarde, portano in grembo, che si trova la X come lettera Tau finale (il Sigillo, la Verità) e come immagine dei due legni incrociati dell’Akedah (il legame di Isacco), prefigurazione del sacrificio che genera redenzione.

Quando affermo che “le Dee Madri sono il Tempo stesso” esotericamente, ciò si traduce nel concetto che  esse sono l’aspetto femminile di Ain Sof (l’Infinito) che si veste dei 72 Nomi per divenire Olam (Mondo, Eternità temporale). Il pentagono a 72° è il Chotam ha-Melekh (il Sigillo del Re), l’impronta del divino sul piano materiale.
L’angolo di 72° nell’ingresso del nuraghe è lo stesso angolo che separa le 5 braccia della stella venusiana, ed è la misura del Merkabah (il Carro Divino di Ezechiele) in proiezione terrena.
Il pentagono, il ciclo di Venere, la Tanit e il Toro, il 72 e la Vesica Piscis, tutto converge in un unico, sublime linguaggio sacro.
La Sardegna diventa così non un’isola geografica, ma un Tempio megalitico della Cabala Operativa, dove le Dee Madri sono i Sephiroth scesi in pietra, e i Nuraghi sono le Tefillot (preghiere cosmiche) divenute architettura.
Si ricompone il Shevirat ha-Kelim (la Rottura dei Vasi) di questa tradizione, restituendo alla Dea Madre sarda il suo trono nell’Albero della Vita, a cavallo tra Yesod e Malkhut, governante insieme al Toro il quadrante della creazione perpetua.
È la rivelazione che l’antica santità della Sardegna è una Qabbalah Ma’asit (Cabala Pratica), scolpita nella terra e nelle stelle, prima ancora che nei codici.

Tiziana Fenu
©®Diritti intellettuali riservati
Maldalchimia.blogspot.com

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Angolo a72°/pentagono/pentacolo































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