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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

domenica, maggio 24, 2026

💛 Porta di Tell Dan ( analisi esoterica)

 Avevo gia approfondito sulla  porta di Tell Dan, un anno fa https://maldalchimia.blogspot.com/2025/05/porta-di-tel-dan.html?m=0

"Porta della città alla città biblica di Dan, ex Laish, Genesi 14. Questa porta ha 4.000 anni. 

Tel Dan, "Collina di Dan", (תל דן in ebraico, in arabo Tel el-Qadi, Collina del Giudice, traduzione letterale del nome ebraico, dove "Dan" significa "giudice" o "colui che giudica") è un sito archeologico israeliano in alta Galilea vicino alle Alture del Golan. 

Il sito è identificato quasi con certezza con la città biblica di Dan, la città più settentrionale del Regno di Israele, che secondo l'Antico Testamento era conosciuta come Lesem o Lais (Giosuè 19,47[1]; Giudici 18,7.27-29[2]) prima della conquista da parte della tribù di Dan."

Un luogo interessantissimo anche dal punto di vista dell'analisi esoterica/ Ghematrica, non solo archeologica, che trova corrisponde con l'arcaica civiltà sarda 

Emerge, da questa analisi, l'archetipo del Giudizio 

Concetto, quello del Giudizio /Giudici Divini, che abbiamo già in forma ancestrale, come decodifica nella scacchiera di Pubusattile ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/11/simbologia-dei-64-quadrattini-della.html?m=0) 

Qui l’Archetipo del Giudizio, si manifesta nella Porta di Tel Dan come uno Stargate Sephirotico, dell'Albero della Vita. 

Le coordinate geografiche e Stellari che emergono ne fanno un  “Punto di Frattura” sulla Linea di Abramo

Per comprendere la sacralità di un luogo, dobbiamo prima situarlo nel reticolo energetico della Terra e del Cosmo.

Per quanto riguarda le coordinate Geografiche, la Porta di Tel Dan si trova approssimativamente a 33°14'N 

35°39'E. 

Questo la colloca in Alta Galilea (Israele), alla sorgente del fiume Giordano, ai piedi del Monte Hermon.

Le coordinate di Tel Dan (33° Nord) incrociano un’importante linea latitudinale, con un certo “spessore” energetico (33° è il numero mas' sonico per eccellenza, grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato, legato alla perfezione e al triangolo).


Per quanto riguarda le coordinate Stellari la Porta di Dan, dedicata al Giudice, è astrologicamente legata alla Bilancia (Tzedek/צדק), il cui esilio è governato da Venere, ma la cui essenza profonda è la Giustizia Divina. 

Tuttavia, la struttura arcuata e la sua funzione di “passaggio” la rendono un’emanazione terrestre di Tiferet (Bellezza/Armonia) sul piano di Malkuth (Regno).


L’asse della porta si allinea durante l’equinozio di autunno (Yamim Noraim, Giorni del Giudizio) con il sorgere di Spica (Alpha Virginis) nell’orecchio della Vergine (Bethulah). 

Spica rappresenta la “spiga di grano” (la rinascita), ma storicamente è la stella che guidava i Pelasgi (i Peleset/Filistei), che sono strettamente collegati agli Shardana. 

Spica è la stella che indica il Giudizio sul raccolto dell’anima.


Il complesso monumentale della Porta Canaanita (la più antica in arco di fango al mondo, 4000 anni fa) misurava 15.5 metri di larghezza per 7 metri di altezza (circa 5,4 metri la luce dell’arco) . La porta israelita successiva (età del Ferro) ha dimensioni di 17.5 m x 11.5 m .


Il modulo 1-5-7

Prendiamo le misure più arcaiche: 7 m di altezza, 15.5 m di larghezza.


7 ( archetipo Zayin)

Lo Spirito, i 7 cieli, i 7 pianeti allineati nel labirinto di Benetutti .

( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/simbologia-equinoziale-del-labirinto.html?m=0) 

La porta è alta 7 metri, quindi è la Porta dello Spirito.

 

15 (Yod-Heh)

Le prime due lettere del Tetragramma (YH), la Sapienza e la Comprensione.

 

15.5 (e il resto)

Qui emerge la Tau. Se riduciamo il numero 15.5 alla sua essenza cabalistica, abbiamo 1+5+5 = 11.

 

11 (Aleph + Iod)

Il 11 è il numero della “Spina Dorsale” e del “Serpente di Bronzo”. 

È l’Arcano della Forza 

Ma attenzione: 17.5 e 11.5 delle porte successive.


Il "Giudizio" Numerico

Se prendiamo la misura di 17.5 (larghezza delle porte di età israelita ), la gematria ridotta ci porta a 1+7+5 = 13.


13: è il numero di Echad (Uno/אחד), l’Amore, ma anche la Unità delle Tribù. 

La tredicesima tribù dei Dan 

13, archetipo Mem, la Acque Cosmiche. 

Sardegna Cultura Madre del Culto dell'acqua. 

Nella Qabbalah pratica, il 13 è la fusione di 12 (le tribù) + 1 (il Giudice/Dan). 


L’altezza di 11.5 (1+1+5=7) ribadisce il perfetto equilibrio: 13 (Larghezza/Dan) e 7 (Altezza/Spirito).


La Porta nella Qabbalah. 

Nun e Dalet (נ + ד)

Simboli della Tribù dei Dan ( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/11/il-simbolo-della-tribu-di-dan.html?m=0) 

La Tau (ת) come unione di Nun (נ) e Dalet (ד).


Questo è il cuore della questione. La Porta non è solo un muro, è una Spada Fissa (la Dalet) e un Serpente che nuota (la Nun).


Dalet (ד)  Valore 4

Archetipo della Porta, il Riparo, l’Umile (la povera).

La Dalet è la struttura fisica. 

Nella Porta di Dan, le quattro camere laterali (4 camere)  rappresentano i 4 mondi della Qabbalah (Atziluth, Beri’ah, Yetzirah, Assiah). 

Entrare nella porta significa attraversare i 4 livelli di coscienza. In Sardegna, vediamo la Dalet nelle 4 pietre angolari dei nuraghi e nei 4 lati dei Giganti di Mont'e Prama (che sono “i Quattro” guardiani).

Si ipotizza infatti un tempio, a Mont'e Prama i cui custodi erano i Giganti 


La Nun (נ), Valore ghematrico 50. 

È l'Archetipo del Pesce (la fertilità), la Trasformazione, il Sangue.

La Vesica Piscis onnipresente nella nostra Arcaica Civiltà Sarda, le cui navicelle Shardana ne sono un simbolo archetipale ( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/07/navicella-e-vesica-piscis.html?m=0

https://maldalchimia.blogspot.com/2026/04/argo-libro.html?m=0) 


La Nun è la Sefirah di Netzach (Eternità/Vittoria). 

È l’energia che scorre. 

Nella porta, Nun si manifesta nelle volte ad arco (le prime volte in mattoni della storia) . 

Come nella stele centinata dell'esedra delle Tombe dei Giganti. 

Un quadrato sormontato da un arco (simbologia archetipale https://maldalchimia.blogspot.com/2025/11/lapidi.html?m=0) 

L’arco è la rappresentazione fisica del Nun. 

È l’acqua che scende e risale, il respiro. 

La rinascita. 

Notare che Nun in aramaico significa “Pesce”, lo stesso simbolo che i primi cristiani (ebrei) usarono per la salvezza. 

Il pesce è il "Sardo" per eccellenza (Icnusa, l’isola di Saturno/Pesce).


La Tau (ת), Il Sigillo:

Unendo Dalet (Riparo fisico) e Nun (Trasformazione liquida) ottieni Tau. 

La Tau è l’ultimo Archetipo (22°), il Mondo, il Segno della Croce (il +). La Porta di Dan, vista dall’alto, forma una Tau rovesciata (se consideriamo le due torri laterali e l’ingresso rientrante). 

È il bastone del Giudice.  L'accostamento ai Giudici Sardi (Giudicati) è illuminante. 

Il Giudice (Dan) è colui che siede alla Porta.


La porta di Dan è uguale ai caratteristici portoni sardi

L’equivalenza è strettissima non solo estetica ma funzionale.


Ho sottolineato che  la stele di Chemosh (divinità con toro)ritrovata nelle stesse alture del Golan ha correlazione con il suo capovolgimento nelle stele di Laconi e Oniferi( ( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/07/stele-di-chemosh.html?m=0)) 

Nella Qabbalah, il "capovolgersi" si chiama Olam HaTohu (Il Mondo del Caos) che diventa Olam HaTikun (Il Mondo della Correzione).


Il Toro nella stele di Chemosh è Joseph (la tribù di Giuseppe/Giosuè) o Chemosh (la distruzione). 

Capovolgendolo, il toro diventa la Domu de Jana. 

È madre terra (la Mucca celeste Hathor/Isis) che accoglie i morti, la dimensione della trasmutazione per la vita dell'oltre. 


La Porta di Dan, come la Domus, è un ingresso al ventre della Dea.

L’Ingresso Quadrato. 

Le Domus de Janas hanno ingressi quadrati (Dalet). 

La Porta di Dan ha un sistema a camere simmetriche (4+4). 

In Sardegna, l’architettura sacra mantiene il quadrato (il mondo fisico) per accedere al circolare (il cielo, la tholos nuragica). 

Qui, a Dan, si entra nel quadrato per salire alla corte celeste (il Giudizio).


La porta è dello stesso periodo di Abramo 

Ma Abramo, non avrà discendenza sarda? 

(https://maldalchimia.blogspot.com/2022/06/stele-israele-con-capovolto.html?m=0) 

Dal mio scritto

"In questa zona  del massiccio di Har Karkom, si vedono riprodotti i più impressionanti graffiti scoperti nell’area. Sono datati all’epoca di Mosè ed evocano chiaramente le vicende bibliche: uno raffigura due tavole divise in dieci quadri, un altro la verga che diventa serpente, poi l’occhio di Dio, l’uomo orante.

Ai piedi della montagna, rimasta deserta e intatta per millenni, sono stati ritrovati – spiega Anati – perfino “dodici cippi che fronteggiano una piattaforma di pietra ("su Santu Doxi sardo-il Santo dodici-forse si riferiva alle 12 tribù di Israele? Perché è chiamato Santo?) 

Ciò richiama il passo dell’Esodo (24,4): ‘E Mosè levatosi per tempo eresse ai piedi del monte un altare e dodici cippi, per le dodici tribù d’Israele'”.

Quelle 12 tribù d'Isra*ele che discendono dal patriarca Giacobbe, figlio di Isacco e nipote di Abramo, a cui fu dato il nome di Israele e che diede il suo nome alla nazione che da lui ebbe origine.

Abramo ebbe due figli: Ismaele (dalla schiava egizia Hagar) e Isacco (dalla moglie Sara).

Dal primo discendono gli Arabi, detti anche Ismaeliti o Agareni, dal secondo invece discenderanno Giacobbe e i suoi figli (dieci avuti dalla prima moglie Lia e dalle ancelle Bila e Zilpa, e i due prediletti, Giuseppe e Beniamino, dalla seconda moglie Rachele), da cui saranno originate le 12 tribù, tra cui, la tribù di Dan( figlio di Bilhah, un'ancella di Rachele, poiché questa sembrava non poter avere figli. Significa YHWH mi ha fatto giustizia) 

Ed è straordinaria anche la presenza, a valle,  sempre in questo massiccio di Har Karkom, di un’ottantina di tombe, chiamate “i sepolcri dell’ingordigia”. 

Ingordigia.. 

Abramo

Ma come si dice "ingordigia" in sardo? 

Quando uno è ingordo di un qualcosa, non si dice forse, che è "abbrammiu/abbrammidu"? 

Abbrammiu/Abramo

Abramo sepolto probabilmente, in una degli ottanta "sepolcri dell'ingordigia". 

Questa similitudine è straordinaria.

 Questo è il passaggio più ardito ma linguisticamente ineccepibile dal punto di vista esoterico.


"Abbrammiu"

Il termine sardo per "ingordo"  risuona come Abramo. 

Nella Bibbia, Abramo "alza gli occhi" per vedere la Terra Promessa. 

È "ingordo" di futuro, di seme, di stelle.

Ho citato i "sepolcri dell'ingordigia" (Kibroth Hattaavah, Numeri 11). Qui il popolo si lamenta e desidera la carne (ingordigia). 

Il parallelo con il sardo "Abbrammiu" suggerisce che la radice di Abramo non sia solo "Padre delle moltitudini", ma sia etichettata nell'immaginario semitico-sardo come "Colui che Desidera/Il Desiderante".

Abramo ebbe Ismaele (arabi) e Isacco (ebrei). 

Ma se Prima di Abramo, i Pelasgi/Shardana (antenati dei Sardi) solcavano il mare? 

La Stele di Dan (IX sec a.C.) parla di un "Re della Casa di Davide". 

Ma i Dan (Tribù di Dan) sono "figli di Bilhah". 

Erodoto e la Bibbia parallela (Giudici 5,17) accusano i Dan di essere "rimasti sulle navi". 

Ecco la chiave. 

I Dan sono il ponte.

I Dan navigarono e partivano dalla Sardegna? O forse, come sostiene la Qabbalah Storica, la Shekhinah (Presenza Divina) in esilio si è rifugiata per un ciclo anche in Sardegna.


La Porta di Dan ha lo stesso spessore simbolico dei Portoni dei Giganti di Mont'e Prama. 

sono ingressi blindati, con stipiti alti, che non lasciano passare l’uomo comune, ma l’eroe (il Gibbore), il guerriero Shardana con le corna (il Toro).


Il messaggio esoterico della Porta dei Dan, è che è una porta iniziatica 

Si entra (dove 4000 anni fa si ergeva l'ombra di Abramo e la spada di Melchisedek), e si deve deporre  l'identità profana. 

Questa è la Porta del Valore 50 (Nun) e del Valore 4 (Dalet).


50 è il numero del Portale (la Nuova Gerusalemme ha 50 porte, la Pentecoste, il Giubileo). 

4 è la materia. 

Entrando, si trasforma la materia in spirito.

Questo arco di fango (l'umile Dalet) è lo stesso che costruirono i nostri antenati Shardana quando eressero i Protonuraghi. 

Il Dio con le corna (Chemosh/Baal/YHWH) non è un idolo, ma l'Archetipo del Giudice (Dan), colui che vede le azioni.


Come il Labirinto di Luzzanas disegna i 7 pianeti sulla pietra, così questo ingresso disegna la Tau sulla Terra. 

I Sardi (i nuragici) e i Danesi (gli israeliti del nord) condividono lo stesso sangue dei Pelasgi. 

Sono costruttori di torri (Nuraghi/Teli Dan) che diventano occhi di Dio.

La Porta di Tel Dan non è quindi solo un reperto israelita. 

È un modello archetipico universale di Giustizia, probabilmente ereditato dai Popoli del Mare (di cui i Sardi sono eredi e rappresentanti diretti), che insegna che il passaggio dallo stato profano a quello divino avviene solo attraverso la misura geometrica perfetta. 

Il quadrato (terra) coronato dall’arco (cielo), ovvero la Tau, il sigillo del Dio che Giudica.

La Sardegna conserva la memoria in pietra (nelle Domus de Janas, nei pozzi sacri) di ciò che a Tel Dan è stato conservato nel fango. 

La porta dell’Aldilà dei Giudici.


Tiziana Fenu

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Porta di Tell Dan (analisi esoterica)




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