Ho già approfondito nei miei scritti e anche nei miei libri, la simbologia del bronzetto di Nule, detto anche Ofiotauro, è sulla simbologia dell'Ofiuco, ma ho evitato di approfondire dal punto di vista dei parametri esoterici, della Qabbalah e dell'astrologia antica, nonché riguardo una lettura esoterica del luogo di provenienza, perché sono argomenti che meritano uno spazio a parte.
Il Bronzetto di Nule rappresenta una delle manifestazioni più enigmatiche della civiltà nuragica arcaica sarda.
Non è un semplice oggetto votivo, ma un sigillo di metallo che incarna un equilibrio tra mondi. Dal punto di vista fisico, si tratta di una fusione in bronzo, alta circa 17-20 centimetri (dati desunti da comparazioni con reperti simili del medesimo “deposito”), conservata oggi presso il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari.
La sua morfologia parla immediatamente a chi conosce i codici della tradizione ermetica.
Il corpo è taurino, massiccio, con una coda che si arrotola a spirale, richiamo diretto al serpente che si morde la coda, l’Ouroboros della Grande Opera alchemica.
La testa, invece, è una fusione tra il bovino e l’umano, sormontata da una protuberanza che molti interpretano come un’asta di culto, ma che esotericamente è il corno della spiritualità ascendente.
In questo ibrido, il Toro (terra, forza, materia) è dominato dal Serpente (saggezza, conoscenza del sottosuolo, cicli temporali), il quale a sua volta è fuso con la stazione eretta dell’umano (coscienza, verticalità).
Il bronzetto fu rinvenuto a Nule, in provincia di Sassari (Sardegna), nel corso di scavi archeologici effettuati presso la Tomba dei Giganti di “Sa Perda ‘e S’Altare” (la Pietra dell’Altare).
Le coordinate geografiche esatte del sito sono approssimativamente: 40°27’54.6”N
9°11’06.2”E.
Nella Cabala pratica, la terra non è mai neutra.
Ogni punto è una Merkabah (carro divino) che riflette un aspetto del cielo.
Il confine naturale di Nule, che è situata sull’altopiano del Goceano, manifesta una regione di transizione tra la Barbagia (la terra dei nuraghe, che in ebraico-simbolico possiamo leggere come la “terra delle torri di guardia”) e il Logudoro.
Il luogo d'oro.
Della trasmutazione in Horus.
Non c’è coincidenza.
Questo sito si trova su un nesso geologico, un punto di frizione tra rocce vulcaniche e sedimentarie. Esotericamente, è il confine tra l’Acqua (mare Atlantico/Mediterraneo) e la Terra (roccia basaltica), ovvero tra le profondità del subconscio e la manifestazione fisica.
La Tomba dei Giganti è, per definizione, una camera ipogea. Nelle Qabbalah, la discesa nella terra corrisponde al percorso inverso dell’albero della vita.
Dalla Malkuth (Regno, il mondo fisico) si scende nell’abisso del Qliphoth (le cortecce del mondo caotico) per trovare le scintille di luce (Nitzutzot) intrappolate nella materia.
Il bronzetto fu trovato dentro un recinto funerario, ma la sua forma non è quella di un defunto, ma quella di un guardiano.
Questo ibrido è collegato a Ofiuco (Ophiuchus), il tredicesimo segno zodiacale, il Portatore del Serpente.
Nel linguaggio cabalistico, Ofiuco non è un semplice asterismo. Rappresenta il Tifareth dell’iniziato.
È il punto di fusione tra la Torre (il corpo taurino) e il Serpente (la saggezza nascosta).
Il bronzetto di Nule è una incarnazione di questa entità:
La Figura umana nel bronzetto non è un dio, ma l’iniziato che tiene il serpente.
Tuttavia, in Ofiuco, è il serpente che avvolge l’uomo.
Nel nostro bronzetto, il serpente è sul capo.
Rappresenta il Drago della Saggezza che sormonta la materia. Questo è tipico della Qabbalah
È la Chokhmah ( la Saggezza, il punto superiore) che domina la Malkuth (il toro in basso).
Il Toro (Taurus) nello zodiaco domina la Vita fisica.
Ofiuco domina la Vita dopo la morte (guarigione e resurrezione). Il bronzetto fu trovato in una tomba. Non è una coincidenza.
È un simbolo di transito.
Il corpo muore (Toro), la coscienza si eleva (Umano), il serpente della conoscenza fa da ponte.
Per verificare il legame astrologico e alchemico, guardiamo alle coordinate del sito attraverso un filtro Qabbalistico (la Gematria e le corrispondenze planetarie)
La Longitudine 9° Est.
Il numero 9 in Qabbalah è Yesod, il Fondamento.
È la sfera della Luna, della fertilità e del sesso.
Ma 9 è anche il numero del "vero" Ofiuco (il tredicesimo segno, ridotto a 1+3 = 4, e collegato al 9 attraverso la via secreta del midollo spinale). Il bronzetto, quindi, è una statua di Yesod: trasmette la forza vitale dalla terra alla tomba.
Il 9 è anche Sacro Archetipo Ebraico Teth, il Serpente, la Kundalini, la Sophia Superba.
La Latitudine 40° Nord
Il 40 è, nella Bibbia cabalistica, il numero della Trasformazione (40 anni nel deserto, 40 giorni di diluvio).
40 gradi significano Malkuth che guarda verso Binah (Comprensione).
È la latitudine dove la terra incontra il cielo dell’equilibrio zodiacale.
È anche il valore ghematrico proprio del tredicesimo Sacro Archetipo Ebraico, la Mem, le Acque Madri Cosmiche.
Altitudine.
Nule si trova a circa 600 metri sul livello del mare.
600 in Gematria ebraica equivale a "Ombra" o a "Punta di Spada" (ש. מ. ת. ר – Shin-Mem-Tav-Resh).
È un’altezza di guardia, dove il confine tra il mondo fisico e quello astrale è più sottile.
A 600 metri, l’aria è ancora respirabile per l’umano, ma abbastanza elevata per vedere la costellazione di Ofiuco senza la nebbia delle paludi (nel basso).
Vediamo l'allineamento stellare.
La tomba è orientata a Sud-Est (verso il Solstizio d’Inverno).
In quello stesso periodo, nel cielo notturno della Sardegna, la costellazione dell'Ofiuco è allo zenit nelle ore più buie, proprio sopra la testa.
Quindi il bronzetto fisico (Toro) guarda verso il basso (la tomba), mentre la sua anima cabalistica guarda verso l’alto (Ofiuco che domina il cielo di mezzanotte).
Il Bronzetto di Nule, contestualizzato con questi parametri, non è una semplice scultura.
È un segno di frontiera.
Segna il confine tra il regno degli antenati, il radicamento (il Toro, la terra, la carne) e il regno dello spirito guida (l'Umano, il Serpente). Il fatto che sia un ibrido indica che, per i costruttori arcaici sardi, la coscienza non era mai completamente umana, ma si nutriva della forza animale e della conoscenza rettiliana (la terra che custodisce i segreti del tempo).
Rettiliana intesa come il Femminino, l'energia ctonia tellurica di Madre Terra.
Una sinergia di Opposti, per un essere divinizzato, potente.
Esotericamente, è una statua Statica di Ofiuco.
il serpente non è avvolto attorno al corpo, ma ne emerge dal cervello (la corona), suggerendo che l’illuminazione non viene dall’esterno, ma dalla materia stessa che si trasforma attraverso il fuoco lento del bronzo.
Questo “guardiano” è stato trovato esattamente nel punto in cui il cielo di Ofiuco tocca il picco più alto del Goceano, come se il metallo fosse stato attirato lì dal magnetismo astrale.
Analizziamo esotericamente il nome Nule attraverso i codici della Qabbalah, la linguistica iniziatica e i riflessi astrologici dell’area che abbiamo appena esplorato.
Il nome di un luogo, nella tradizione esoterica, non è mai un’etichetta casuale, ma è un sigillo che contiene il destino e la funzione del sito.
Nule indica la Sorgente dell’Acqua Nascosta
Per comprendere la radice di Nule, dobbiamo prima liberarci dall’interpretazione puramente etimologica accademica (che spesso lo riconduce al latino “nudus”, cioè nudo, o a un nome personale romano).
In chiave esoterica e cabalistica, leggiamo il nome come suono vibratorio e come struttura di lettere.
Il nome Nule non ha una diretta radice ebraica biblica, ma può essere ricondotto a una radice semitica simile a Nu-L
Nu (נוּ)
In ebraico aramaico è un suffisso che indica “Noi” o “Movimento, oscillazione”.
Ma più profondamente, il suono “Nu” è l’onomatopea primordiale dell’Acqua che scorre e del soffio creativo, collegato alla Nun, le acque primordiali della trasmutazione.
L
La lettera Lamed, dodicesimo Archetipo Ebraico.
È la lettera dell’insegnamento, della spinta verso l’alto, del cuore (Lev), del bastone del pastore che guida l’evoluzione.
La Lamed è il bastone di potere ( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/02/lamed-bastone-di-potere.html?m=0)
Quindi, in forma sillabica abbiamo
Nu (acque del caos, il Tehom primordiale) + Le (l’ascesa, l’insegnamento).
Nule, significa “L’insegnamento che emerge dalle acque del caos” o “La guida del flusso primordiale”.
Prendiamo le lettere dell’alfabeto fonetico e le loro corrispondenze cabalistiche.
N (Nun, נ): quattordicesimo Archetipo, onnipresente nell'arcaica civiltà sarda.
È la Vesica Piscis, la forma archetipale delle nostre navicelle Shardana.
È la sinergia degli Opposti.
50. Simboleggia il pesce (Nun), la vita che si muove nell’abisso, la fertilità, la donna, e la caduta della Saggezza nella materia.
È il rifugio nascosto.
È la lettera del Serpente che si rigenera (proprio come il bronzetto di Nule, che ha elementi rettiliani).
U ( archetipo Vav, ו)
6 Il chiodo, l’unione tra cielo e terra, il ponte.
La kundalini.
Rappresenta l’Uomo (Adam) come microcosmo. È la lettera della connessione tra il toro (terra) e il serpente (saggezza).
L ( dodicesimo archetipo, su Santu Doxi, la Lamed, ל), con valore ghematrico 30.
Il bastone del pastore. L’insegnamento, la legge, e l’impulso di elevare l’anima verso la luce.
È la lettera che domina l’equilibrio.
E (He, ה) quinto archetipo
5. La finestra, il respiro, l’esistenza manifesta, e la grazia divina. Simboleggia la rivelazione.
La Tanit primordiale
Gematria totale del nome Nule (Nun + Vav + Lamed + He): 50 + 6 + 30 + 5 = 91.
Il valore 91 nella Qabbalah è di straordinaria importanza.
Il 91 è l’equivalente della parola “Amen” (אמן = 1 + 40 + 50 = 91) e anche della combinazione di YHWH (י.ה.ו.ה) con Adonai (א.ד.נ.י). Significa: “Il Signore è il mio Dio”
Ma esotericamente, indica il punto in cui il Nome Ineffabile si fonde con la manifestazione fisica.
Quindi, Nule numericamente è Amen.
È suggello di verità, la conferma che quel luogo è una porta (Binah) tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti, tra il Toro e il Serpente.
Non a caso fu trovato in una Tomba dei Giganti.
Nule come “Nucleo” e “Nulla” in un
gioco di parole esoterico che emerge, se si legge Nule come Nucleo (dal latino nucula = piccola noce, centro duro).
Nel mondo cabalistico, la noce è il frutto con guscio duro e contenuto morbido.
Nule è il guscio esterno (il bronzo, la terra, il toro) che protegge il contenuto morbido (il serpente sul capo, lo spirito, il Femminino)
D’altra parte, il suono “Nul” in latino significa nulla. Esotericamente, Nule quindi ha una doppia valenza, esattamente come la doppia energia che incarna, il Mascolino ( il Toro) e il Femminino( il Serpente)
È il nulla che crea il tutto.
È il punto di non-esistenza da cui scaturisce la materia.
È lo switch della creazione /trasmutazione
Nella Qabbalah, lo Ein Sof (l’Infinito, il Nulla Assoluto) è la fonte di tutto.
Nule, come nome, vibra la frequenza dell’Ein Sof.
È limite tra l’esistenza e l’indistinto.
Il bronzetto trovato lì è l’immagine fisica di quel “nulla” che si manifesta come ibrido.
Se colleghiamo questa analisi al fatto che Nule si trova sul Goceano e contiene una Tomba dei Giganti, otteniamo un quadro completo.
Nun (Acqua) + Lamed (Elevazione): L’acqua è la terra sotto di noi, l’abisso di cui il Serpente è il guardiano.
L’elevazione è la verticalità del bronzetto (la sua postura umana). Il nome stesso contiene questa narrazione.
Un corpo (il Toro) che emerge dal nulla (Nule) per diventare l’intercessore tra il mondo sotterraneo (Acqua/Nun) e il mondo celeste (Elevazione/Lamed).
Il nome Nule, vibrato come mantra, contiene la formula “Dall’Abisso del Serpente (50) attraverso il Ponte (6) e la Legge del Pastore (30) si giunge alla Rivelazione (5)”.
È il ticket d’ingresso per l’anima che vuole passare dalla Tomba dei Giganti al cielo di Ofiuco.
È Nule, il Nulla Creativo.
Potenzialità pura.
E il bronzetto è l’unico oggetto che, in quel Nulla, ha preso forma per ricordarci che l’ibrido tra uomo, toro e serpente è l’immagine della coscienza che si forma dal vuoto.
Ancor prima di addentrarmi in questa specifica analisi cabalistica, che non fa altro che confermare la simbologia della dimensione dell'Ofiuco/Ofiotauro, nel mio libro "Le Dee Silenziose. Archeoastronomia del Sacro Femminino in Sardegna" approfondisco, in particolare nel capitolo XV sull'Ofiuco e il Nord-Est. La Sapienza del Serpente
[...] A questo proposito, è necessario sottolineare come l’orientamento verso Nord-Est appaia maggiormente legato alla dimensione lunare piuttosto che a quella solare.
Mentre molti monumenti preistorici, da Stonehenge ai templi egizi, privilegiano allineamenti solari, come solstizi ed equinozi, i pozzi sacri sardi manifestano una predilezione significativa per i cicli della Luna.
[...] Il punto di levata e tramonto dell’astro notturno oscilla in un ciclo di circa 18,6 anni, noto come ciclo dei lunistizi, che corrisponde ai punti di massima declinazione nord o sud della Luna.
[...] Il lunistizio maggiore, in particolare, indica il punto più a Nord-Est dell’orizzonte dove la Luna sorge al suo massimo culminare.
È in questi momenti che la luce della Luna piena poteva penetrare in fondo al pozzo, illuminando le acque sacre e rivelando quella stretta connessione tra acqua, simbolo di vita e rigenerazione, e Luna, la regolatrice dei cicli naturali, del femminino, del parto.
[...] Il pozzo di Santa Cristina, con la sua celebre struttura a menat, traguarda non solo i solstizi e gli equinozi, ma anche questi complessi cicli lunari, confermando la sofisticata conoscenza astronomica dei costruttori nuragici.
[...] L’Ofiuco, nella sua essenza più profonda, è colui che governa il serpente.
È la dimensione dell'acqua, del Fuoco, della Sapienza ancestrale.
[...] E il serpente, in tutte le tradizioni arcaiche, rappresenta la sapienza ancestrale, la conoscenza misterica, la padronanza delle energie ctonie di Madre Terra.
[...] Il serpente è l’asse fisso del cosmo, dotato di potere rigenerante e guaritore.
Ed è proprio in questa duplice valenza, ctonia e celeste, che si manifesta la natura femminile della costellazione.
[...] La lettera N, iniziale di Nachash, serpente in ebraico, e di Nehushtan, il serpente bronzeo innalzato da Mosè nel deserto, è centrale anche nella parola Sinis, parola chiave del quadrato del Sinis, antecedente e matrice del più celebre quadrato del Sator, argomento trattato nel mio precedente libro, "Gli Uomini senza Ombra. Simbologie archetipali in Sardegna".
Il serpente è inoltre il simbolo della tribù di Dan, la tribù dei Sacri Giudici, dei navigatori, degli Shardana, gli antichi Sardi
[...] È proprio su quest’ultimo cardine, il nostro Nord-est, che si innesta la via della rinascita, una rotta tracciata non da timonieri umani, ma dal pensiero, dall’energia orgonica e dal flusso tellurico e celeste.
[...] Ofiuco, infatti, si erge a cavallo dell’equatore galattico, là dove la Via Lattea si divide in due bracci, creando una zona di “sospensione” e di passaggio tra i mondi.
Non è un caso che la stella più brillante della costellazione di Ofiuco, Ras Alhague, sia situata in prossimità del punto in cui il Sole, durante il solstizio d’inverno, inizia il suo percorso ascendente, prefigurando la rinascita della luce.
[...] Il glifo che rappresenta l’Ofiuco è come un grembo, due polarità attraversate da una terza energia che le unisce.
È l’energia del Serpente, di cui l’antica tribù dei Dan, gli antichi Shardana, la tredicesima tribù, è stata custode.
[...] Il glifo, ribaltato, è uguale al geroglifico egizio del numero 10, il sacro archetipo Yod del tetragramma divino YHWH, che in Sardegna si declina in trigramma YHW, identificabile con l’energia solare taurina e uterina.
Sembra l’esedra centinata delle Tombe dei Giganti, luogo sacro di trasmutazione e rigenerazione, come la simbologia stessa del serpente.
[...] Ma già il glifo di per sé rappresenta, in modo essenziale, i cardini dell’antica civiltà sarda: il grembo, la doppia valenza taurina e uterina, l’antica Sapienza che attraversa entrambe le polarità e le unisce in un’unica memoria ancestrale, come una falda d’acqua che bagna entrambe le sponde.
[...] Il numero 10 è la Yod, presentissima in Sardegna come Via di Rinascita lungo la Via Lattea, dove a sud, nel cuore della Via Lattea, si trova la costellazione dell’Ofiuco.
Consideriamo un fattore importante.
La Via Lattea, specialmente in inverno, si orienta su un'asse Nord-est, sud-ovest, mentre in estate è maggiormente allineata su un'asse Nord-Sud.
È chiaro, in questa prospettiva, il ruolo chiave del Nord-Est, in cui la Via Lattea, Ofiuco e Sacro Femminino convergono come direzione sacra[...]
Tiziana Fenu
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Bronzetto Nule analisi esoterica /libri)





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