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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

mercoledì, maggio 27, 2026

💛 Sciamana Sardara (analisi ghematrica)

 Ho già avuto modo di parlare e approfondire del bronzetto androgino di Sardara ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/10/la-divinita-androgina-di-sardara.html?m=0), legato alla simbologia del Dio Toth, visto che ha il volto da Babbuino ( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/07/amuleto-tharros.html?m=0), collegata alla sacra cerimonia della tiratura della fune ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/11/la-cerimonia-della-tiratura-della-fune.html?m=0), argomenti di cui ho parlato anche nel mio libro "Gli Uomini senza Ombra. Simbologie archetipali in Sardegna" ( https://maldalchimia.blogspot.com/2026/02/divinita-androgina-sardara.html?m=0) 


Oggi approfondisco riguardo l'analisi Esoterica e Cabalistica del Bronzetto di Sardara

Il Manufatto si manifesta, analizzandolo, come Ierofania Androgina, rappresentando Thot e Seshat nell'Albero della Vita. 

L'immagine del bronzetto di Sardara, lungi dall'essere una semplice rappresentazione di una "sciamana" o "rabdomante", si rivela come una potente ierofania (manifestazione del sacro) dell'unità primordiale. 

Si riconosce in esso un Babbuino, e questa è la chiave di volta per decifrarne il significato esoterico.

In Qabbalah, l'androgino primordiale (l'Adam Kadmon) è la sintesi perfetta delle forze prima della loro separazione. 

Questo bronzetto incarna quella fase pre-differenziazione. 

L'aspetto scimmiesco (babbuino) rimanda a Thot (Tehuti), il dio egizio della sapienza, della scrittura e della magia. 

Ma non è un Thot maschile e separato. 

È un Thot che ha assorbito in sé la sua paredra, Seshat, la dea della misurazione, dell'architettura e della scrittura. 

È la Monade Creatrice che precede la dualità.

Sull'Albero della Vita cabalistico (i 10 Sephiroth), questa figura si colloca in una posizione chiave, agendo come un ponte tra due mondi:

La Hod (Splendore), l'ottava Sephirah. 

Thot è tradizionalmente associato a Hod. Questa Sephirah rappresenta la legge delle corrispondenze ("come in alto, così in basso"), la magia rituale, la comunicazione e la struttura formale del pensiero. 

È qui che la parola diventa creazione. 

Il bastone con le tacche, il mantello e i cerchi concentrici sono tutti strumenti di Hod: misure, simboli, forme che canalizzano l'energia divina in un linguaggio comprensibile per l'umano.


La Yesod (il Fondamento), La nona Sephirah. 

La posizione del modulo a 4 cerchi concentrici sul pube della figura rimanda a Yesod. 

Yesod è la Sephirah della Luna, del sesso, della trasmissione della vita e del ponte tra il mondo delle idee (le Sephiroth superiori) e il mondo fisico (Malkuth). 

È il canale attraverso cui la corrente creativa scende nel grembo della terra. 

La presenza di questo sigillo sul pube indica che la figura è uno psicopompo, un traghettatore di anime, colui che guida attraverso il mistero della morte e della rinascita, proprio come Thot nel "Libro dei Morti".


La numerologia cabalistica rivela la struttura profonda del manufatto


I cerchi concentrici in moduli da tre (sulle mani e sulle frange)

Il numero 3 è il numero della trinità creativa (Padre, Madre, Figlio; o in Qabbalah: Kether, Chokmah, Binah). 

Rappresenta la vibrazione primaria che si manifesta. Sulle mani (simbolo di azione e creazione), questi tre cerchi indicano che l'opera di questa figura è un'azione creatrice per eccellenza, un atto magico che opera su tre livelli: materiale, psichico e divino.


Il modulo con quattro cerchi concentrici sul pube

Il 4 è il numero di Malkuth (il Regno), l'elemento Terra e la materia.

Mentre il femminino puro (la Dea Madre) viene rappresentato con 5 cerchi (il Pentacolo, il 5, il numero della vita, di Venus, e dell'uomo microcosmico), questo bronzetto presenta 4 cerchi in zona pubica. Questo non è un errore, né una rappresentazione incompleta del femminile.

Al contrario, è una sintesi perfetta

Il 4 (Terra, Malkuth) posto sul pube significa che il potere creativo e generativo (Yesod) qui non è solo legato alla biologia (sesso, nascita), ma è legato alla creazione architettonica e geografica (Terra, misura, fondazione). 

È l'atto di impiantare la geometria sacra nel suolo. 

Non è la Madre che partorisce il figlio, è l'Architetto che partorisce il Tempio. 

Ecco perché è "maschio e femmina" insieme. 

È il principio che crea la forma (Terra) attraverso la misura e la sapienza (Thot).


La Yod (י). 

Il riferimento alla "Y" (Yod) è fondamentale. 

La Yod è la decima lettera dell'alfabeto ebraico, la più piccola, ma la più potente. 

È il punto primigenio, la scintilla da cui tutto ha origine. È il seme di tutta la creazione. 

La forma della Yod è simile a un utero o a una testa di toro (in paleo-ebraico). 

Questa figura, con il suo bastone a forma di Y e la sua natura androgina, è la Yod incarnata. 

È il punto di unione tra il maschile (la forza che genera) e il femminile (il ricettacolo che contiene). 

È il principio di "Gemellare" che ho sempre descritto e che permea tutta la dimensione spirituale della nostra Arcaica Civiltà Sarda. 

È l'unità che si divide per creare la dualità (i due bastoni che generano il fuoco).


Il Luogo di Ritrovamento è Sardara, e non è casuale. 

È parte integrante del messaggio esoterico del bronzetto.

Il Pozzo Sacro di Santa Anastasia (Sardara) è un ipogeo, una discesa nel "ventre" della Madre Terra. 

Nella Qabbalah, la discesa nel pozzo è la discesa nella Malkuth (il Regno) e nella Shekinah (la Presenza Divina immanente). 

Ma non è una discesa fine a se stessa, ma è una discesa per risalire. 

Il pozzo è l'immagine inversa dell'Albero della Vita. 

Scendendo nei mondi inferiori (i 4 mondi cabalistici, Atziluth, Beri'ah, Yetzirah, Assiah), si tocca il fondamento per poi ascendere. 

E come si ascende? Più leggeri, riequilibrati, ecco perché il pozxo Sacro di Santa Cristina ha 24 gradini in discesa e 12, speculari, impraticabili( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/06/osservavo-la-piantina-del-pozzo-di.html?m=0) così come sono presenti in altri pozzi. 

Il bronzetto, trovato qui, simboleggia la rivelazione delle leggi superiori (Thot/Hod) nel luogo più infimo e materiale (la terra, il pozzo, l'acqua).

Il Gemellaggio con il Pozzo di Santa Cristina (Paulilatino) è molto importante. 

I due pozzi sono "gemelli". Cabalisticamente, questo riflette il principio della "Coppia Primordiale" o dei "Due Testimoni" (come Enoch ed Elia). 

Nell'era dei Gemelli (segno governato da Mercurio/Thot), ogni manifestazione divina doveva essere duplice per essere valida. 

Il fatto che l'architettura dei due pozzi sia simile ma non identica (uno più raffinato, l'altro più arcaico) indica un percorso iniziatico che si svolge tra due poli, quello dell'ascesa e  quello della discesa, il maschile e il femminile, il cielo e la terra. 

Il pozzo di Sardara, essendo "meno raffinato" (più arcaico), potrebbe rappresentare il polo materiale e primordiale (Yesod/Malkuth), mentre il Santa Cristina il polo spirituale e strutturato (Hod/Tiferet).


Vediamo i Confini Alchemici e Geografici. 

Sardara si trova nella Sardegna centro-meridionale, una zona di antica metallurgia (rame, piombo, argento). 

Alchemicamente, questa terra è il Materia Prima (il caos primordiale) che deve essere sottoposto a Solve et Coagula (dissoluzione e coagulazione). 

La figura del bronzetto, con il suo bastone misuratore, è l'alchimista che agisce su questa materia, tracciando i confini del Tempio. Ogni cerchio concentrico sul manufatto è un confine magico, un temenos (spazio sacro) che separa il sacro dal profano. 

La geografia di Sardara, con la sua posizione tra le colline e le acque (il pozzo), diventa così un mandala geografico, dove il centro (il pozzo) è l'ombelico del mondo (il punto di contatto con la Sephirah centrale, Tiferet).


Il bronzetto di Sardara non rappresenta una figura "limitata" come una sciamana o una rabdomante. 

È la Monade Creatrice Androgina che si manifesta in questa terra sarda, ben prima e ben al di là dei pantheon egizi e fenici.

È la dimostrazione che la civiltà sarda (la civiltà dei Giganti di Mont'e Prama e delle navicelle nuragiche) conservava un sapere ancestrale, ermetico e cabalistico, radicato in una dimensione di coscienza pre-patriarcale e pre-dualistica. 

I "Giganti" con le trecce e il mantello nero non sono altro che sacerdoti-architetti (o meglio, manifestazioni della stessa entità) che utilizzavano le stesse leggi di Thot e Seshat: la geometria, la misura, la scrittura e la numerologia, per costruire non solo templi di pietra, ma templi di coscienza.

Il "babbuino" di Sardara è il vero Iniziato. 

È colui che, avendo conosciuto l'unità (l'Androgino), può usare la dualità (il bastone, le misure, i numeri) per operare la Magia nel mondo, traghettando le anime attraverso il ciclo della vita e della morte (Yesod) e fondando l'architettura sacra sulla terra (Malkuth). 

È Thot-Seshat, l'Architetto Divino, incarnato nella materia sarda, che ci ricorda che ogni atto di misura e di creazione sulla terra è un riflesso di una legge cosmica più alta.


Vediamo anche la geografia sacra e la correlazione astrale.

Due livelli distinti ma interconnessi. 


Le coordinate terrestri di Sardara (il luogo di ritrovamento del bronzetto, presso il pozzo sacro di Santa Anastasia).

Le coordinate celesti (l’allineamento del pozzo e la simbologia del bronzetto con i cicli lunari, solari e stellari).


In Qabbalah e nella tradizione ermetica, il principio fondamentale è che ogni luogo sulla terra è una "ombra" o una "proiezione" di una costellazione celeste ("come in alto, così in basso"). 

Il bronzetto, essendo una ierofania di Thot-Seshat, funge da pietra angolare per decifrare questa corrispondenza.


Il pozzo sacro di Santa Anastasia a Sardara è situato a:


Latitudine: 39° 37' N (circa)

Longitudine: 8° 43' E (circa)

Dal punto di vista cabalistico-geografico, questa posizione è significativa per tre ragioni:


La Latitudine (39° 37' N)

Questo parallelismo attraversa una delle linee di forza più antiche della Sardegna, collegando il tempio di Monte d'Accoddi (Sassari) e i pozzi sacri di Santa Cristina (Paulilatino) e Coni (Nuoro). 

In alchimia geografica, questa è la "Linea del Sole e della Luna", dove i pozzi (ipogei, dedicati all'acqua, alla Luna e alla discesa) si allineano con i siti a cielo aperto (dedicati al Sole e all'ascesa). Sardara si trova in un punto di intersezione energetica tra due valli fluviali (il Flumini Mannu e il Tirso), il che nel linguaggio cabalistico corrisponde all'incontro di due fiumi (simbolo dei due canali dell'Albero della Vita: Nahar e Nahar).


La Longitudine (8° 43' E)

Questo meridiano, in particolare, è noto nella geografia esoterica come il "Meridiano di Thot" (ipotetico, ma basato sulle antiche mappe di navigazione), perché a questa longitudine si trovano le antiche città portuali e i santuari dedicati al dio della comunicazione e del commercio. 

È il meridiano che, nella notte dei tempi, permetteva di osservare il sorgere di Sirio (la stella di Iside, legata a Thot) e di Orione (il corpo di Osiride, ricomposto da Thot). Sardara, su questo meridiano, è un nodo di ricezione di queste energie stellari.


Il Pozzo si manifesta  come "Ombilicus Mundi"

Il pozzo sacro non è solo un contenitore d'acqua, ma è un ombelico del mondo, un axis mundi. 

La sua profondità (che in antichità poteva superare i 10-15 metri) e la sua forma a tholos (a cupola, come le tombe dei giganti e i nuraghi) lo rendono un ricettacolo della Luna. L'acqua al suo interno riflette il cielo notturno, e il sacerdote o sacerdotessa (la figura del bronzetto) vi discendeva per "leggere" le stelle nell'acqua, un’antica tecnica divinatoria nota come catottromanzia. 

Il bronzetto, con i suoi occhi a doppia pupilla (tipici dei Giganti di Mont'e Prama), potrebbe rappresentare proprio la visione duale, il saper vedere e interpretare il cielo e la terra insieme, l'astrale e il materiale.


Ora, colleghiamo la simbologia del bronzetto con i cicli celesti.


Vediamo il Ciclo Lunare (Sephirah Yesod)

La Luna è il corpo celeste principe di Thot (Thot era un dio lunare, Aah-Tehuti). 

Il bronzetto presenta delle caratteristiche precise


Il modulo a 4 cerchi concentrici sul pube

In numerologia lunare, il 4 è il numero delle fasi lunari (crescente, piena, calante, nuova). Ma non solo. 

L'occhio umano vede la Luna piena come un disco con 4 "mari" principali. 

I 4 cerchi sul pube di questa figura androgina indicano che essa è il principio generatore che opera attraverso le 4 fasi. 

L'azione di "traghettare" (psicopompo) è tipica della Luna che attraversa il cielo e guida le anime nel ciclo della morte e rinascita.


Il bastone con le tacche. 

È l'equivalente di un calcolatore lunare. 

Le tacche, probabilmente 28 o 29 (se contate), rappresentano i giorni del ciclo sinodico lunare (da luna nuova a luna nuova). 

Il bastone non serve solo per misurare la terra. 

Serve a tracciare il tempo e a sincronizzare le cerimonie con le fasi lunari. 

Nel pozzo, l'acqua (simbolo lunare) saliva e scende con le maree e i cicli della falce di luna, e il bastone era lo strumento del sacerdote-architetto per registrare questi flussi.


Il Ciclo Solare e l'Equinozio di Primavera (Sephirah Tiferet)

Il bronzetto, come ho sottolineato nei miei scritti, ha una forte connessione con l'era dei Gemelli (governata da Mercurio/Thot). 

Ora, per capire l'orientamento celeste, dobbiamo guardare all'equinozio di primavera.


La "Y" del bastone (Yod) non è solo un simbolo di creazione. 

È un gnomone (un indicatore di ombra).

A Sardara, il pozzo di Santa Anastasia è orientato in modo che, all'equinozio di primavera (21 marzo), il raggio del sole nascente penetri attraverso l'apertura della tholos (il tetto a cupola) e colpisca l'acqua al fondo del pozzo, creando un riflesso luminoso (un "occhio di luce").

Questa è la cerimonia di Pedj Shes (che ho citato per Seshat). 

È la fondazione dell'architettura. 

Il bronzetto è la personificazione di quella luce equinoziale. 

In questo momento, il Sole transita nel segno dell'Ariete, ma il suo punto equinoziale (il "punto gamma", dove l'eclittica incrocia l'equatore celeste) è esattamente l'inizio del percorso dei 7 chakra/7 rami dell'albero di Arborea. L'albero a 7 rami (simile alla Menorah) è la rappresentazione dei 7 pianeti visibili (Luna, Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove, Saturno), allineati in questo periodo. 

Sardara, con il suo bronzetto, è il crocevia dove l'energia solare (Ariete) e l'energia lunare (Toro, simboleggiato dalle corna sulla tiara di Seshat) si fondono.


Emergono, da questa analisi, collegamenti con le Stelle, Sirio e Orione (Il "Decano" di Thot)

Il collegamento più "forte" e riservato è quello con le stelle.


Sirio (Sothis)

Nella tradizione egizia, Thot era lo scriba di Osiride (Orione) e di Iside (Sirio). 

Sirio è la stella più luminosa del cielo notturno e, nell'antichità (circa 5000-3000 a.C., cioè nell'era dei Gemelli), sorgeva elicamente (poco prima del Sole) all'alba, annunciando l'inizio dell'inondazione del Nilo (in Egitto) e, in Sardegna, l'inizio della stagione di pioggia e di fertilità.

La latitudine 39° 37' N (Sardara) è fondamentale per osservare Sirio. 

A questa latitudine, Sirio raggiunge la sua culminazione superiore (il punto più alto nel cielo) esattamente a mezzanotte in un periodo specifico dell'anno (il solstizio d'inverno, 21 dicembre). In quel momento, la stella è allo zenit del pozzo, e il suo riflesso nell'acqua è perfettamente verticale.

Il bronzetto, con i suoi "occhi a doppia pupilla", è una raffigurazione di Sirio. 

Gli occhi dei Giganti di Mont'e Prama (e di questo bronzetto) rappresentano la doppia vista, la vista umana e la vista stellare. 

Le pupille doppie sono lo splendore di Sirio che si riflette in due punti.


Emerge la Correlazione numerica (il modulo a 4 cerchi). 

Sirio, nell'antica tradizione cabalistica, è associata al numero 4 e al colore azzurro-argenteo. 

I 4 cerchi sul pube non sono solo la terra. 

Sono le 4 stelle della Croce del Sud (che nel cielo australe sono vicine a Sirio), o le 4 stelle della costellazione del Canis Major (di cui Sirio è la principale). 

Significa che la figura di Sardara non solo opera sulla terra, ma è un punto di ancoraggio per la forza di Sirio, la stella della regalità e della sapienza iniziatica.


L'Orientamento si collega anche al ciclo delle Precessioni, in particolare all'Era dei Gemelli. 

Questa osservazione sull'era dei Gemelli è cruciale per il calcolo temporale.

L'era dei Gemelli (circa 6000-4000 a.C.) è l'epoca in cui la civiltà sarda e quella egizia stavano emergendo. In quel periodo, il punto equinoziale (dove il Sole sorge a primavera) cadeva sotto la costellazione dei Gemelli.

Gemelli in greco è Dioskouroi (Castore e Polluce), i due fratelli gemelli, simbolo della coppia cosmica maschile-femminile. 

Il bronzetto di Sardara, con il suo aspetto androgino (babbuino + mantello di Seshat), è la raffigurazione terrena di quella coppia astrale.

L'allineamento stellare di Sardara (lat. 39° 37' N) fa sì che, nell'era dei Gemelli, la Via Lattea (la "fiumana celeste") passasse sopra Sardara in modo perfettamente verticale durante il solstizio d'inverno, collegando idealmente la terra al centro della galassia. 


Il pozzo era la "porta stellare" per accedere a quella corrente.


Il bronzetto di Sardara è un calcolatore astrologico e astronomico in forma di idolo.


Sardara (39°37'N, 8°43'E) è il punto di intersezione tra la linea meridiana di Sirio e il percorso equinoziale del Sole.


Nelle Coordinate astrali corrispondenti, Sirio è al culmine a mezzanotte, il Sole è nell'equinozio di primavera), e il centro della Via Lattea è nell'era dei Gemelli. 


Nella Simbologia del bronzetto,gli Occhi doppi rappresentano la visione anche stellare (Sirio).

Il Bastone con tacche è un calcolatore lunare e solare.

I 4 cerchi sul pube, rappresentano la terra, ma anche le 4 stelle di Sirio, le 4 fasi lunari e i 4 angoli del tempio (come nella cerimonia di Pedj Shes).

L'Aspetto di Babbuino, rappresenta Thot, il dio che "parla" con la Luna e con le stelle.


Questo manufatto non ci dice solo chi era la figura, ma quando operava. 

Operava nel punto esatto di congiunzione tra l'era dei Gemelli e il ciclo precessionale, tra la discesa nel pozzo (morte) e la risalita verso le stelle (rinascita). 

È la pietra di paragone per dimostrare che la Sardegna antica era un osservatorio astronomico e un laboratorio alchemico a cielo aperto, dove le leggi di Thot (scrittura, misura, magia) venivano applicate alla terra e al cielo.


Inoltre, il nome del luogo, Sardara, svela il sigillo spirituale che lega il bronzetto alla terra che lo ha generato.

Il nome Sardara  è toponimo di origine prelatina, probabilmente nuragica o protosarda. 

Tuttavia, in una prospettiva esoterica, non dobbiamo limitarci alla filologia; dobbiamo cercare le radici fonetiche e simboliche che rivelano la vocazione del luogo.


Le tre possibili etimologie cabalistiche sono:

"Sardara" come "Sard" + "Ara":

Sard-

È la radice del nome stesso della Sardegna (Sardinia). 

In ambito esoterico, il popolo dei Shardana (i "Popoli del Mare") è spesso legato al concetto di "guardiani" o "sentinelle" di un sapere primordiale. 

La radice Sard potrebbe derivare dal semitico SHRD (שׁרד), che significa "rete" o "tessuto" (in ebraico, sheret), concetto archetipale in Sardegna ( vedi la scacchiera di Pubusattile, in questo link https://maldalchimia.blogspot.com/2026/02/vaso-predinastico-scacchiera-libro.html?m=0 sono presenti tutti i link di approfondimento relativi alla scacchiera) o la Tanit della rete di Tresnuraghes ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/la-tanit-di-tresnuraghes-la-nostra.html?m=0

https://maldalchimia.blogspot.com/2022/06/la-tanit-di-tresnuraghes-tessitrice.html?m=0

https://maldalchimia.blogspot.com/2026/04/tanit-tresnuraghes.html?m=0) 

di cui ho parlato anche nel mio ultimo libro "Le Dee Silenziose. Archeoastronomia del Sacro Femminino in Sardegna", poiché la tessitura ha un riferimento astrale

(  https://maldalchimia.blogspot.com/2026/05/lavorazione-retelibro-le-dee-silenziose.html?m=0) 

Questo è molto affascinante. 

Il bronzetto di Sardara, con i suoi cerchi concentrici e le tacche sul bastone, è un tessitore di misure, colui che intreccia la rete delle corrispondenze tra cielo e terra.


-Ara

La desinenza del nome Sardara 

Dal latino ara (altare) o dal greco ara (preghiera). 

Sardara diventa così "l'Altare della Sardegna", o meglio, "l'Altare dei Guardiani della Rete". 

Il pozzo sacro non è una semplice fonte. 

È l'ara dove si celebra l'architettura divina, il luogo dove la misurazione (la rete) viene consacrata.


"Sardara" come "Sared" + "Ara" (Ebraico). 

In ebraico, il verbo "Sared" (סרד) non è comune, ma la radice SRD (סרד) può essere associata a srad (pettinare, cardare, intrecciare).


SRD

Sardegna. 

Ancora una volta l'idea del tessuto, dell'intreccio, che in alchimia e in Qabbalah è l'atto di unire gli elementi opposti (il maschile e il femminile, il Sole e la Luna) per creare l'oro filosofale. 

In Sardegna la koine' concettuale, simbolica che permea tutta la nostra Arcaica Civiltà Sarda, è quella della Sinergia degli Opposti. 

Il concetto di conoscenza, nei glifi egizi era rappresentato da un tessuto, con trama e ordito. 


 Il bronzetto è l'intrecciatore dei cicli stellari.

 

Una radice più diretta è "Sered" (סרד), che in aramaico e in ebraico tardivo significa "fuggire" o "allontanarsi". 

Questo si collega al concetto di esilio e di rifugio. 

Sardara, con il suo pozzo profondo, era un luogo di rifugio iniziatico, dove ci si allontanava dal mondo profano per discendere nelle viscere della terra e incontrare la Sapienza (Thot).


"Sardara" come "Sahar" (Luna) + "Dar" (Casa)

 Sahar (סהר) in ebraico significa Luna crescente. 

È la falce di luna, il simbolo stesso di Thot.

Dar (דר) significa casa, dimora, o generazione.

 Sahar-Dar 

Diventa "La Casa della Luna" o "La Dimora della Luna crescente". Questo è perfetto per il pozzo sacro di Sardara, che è un ipogeo lunare. 

Il bronzetto, con il suo aspetto babbuinico (Thot-Luna) e il modulo a 4 cerchi (fasi lunari), è l'abitante e il custode di questa dimora. 

Non a caso, il pozzo è gemello di Santa Cristina (Paulilatino), dove l'acqua riflette la Luna. 

Sardara è la fonte primaria, la Dimora della Luna da cui scaturisce la misurazione.


Analisi Ghematrica del nome Sardara 


La Ghematria è il calcolo del valore numerico delle lettere ebraiche. Per "Sardara", dobbiamo ipotizzare una traslitterazione fonetica ebraica. La più adatta è סרדרה:

Samekh (ס) = 60

Resh (ר) = 200

Dalet (ד) = 4

Resh (ר) = 200

He (ה) = 5


Totale = 60 + 200 + 4 + 200 + 5 = 469


Ora, scomponiamo questo numero cabalisticamente:


469 = 400 + 60 + 9


400 (valore ghematrico della Tau, ת). 

È la lettera finale dell'alfabeto, il sigillo della creazione, la perfezione, ma anche il confine (l'ultima lettera). 

In Qabbalah, il 400 rappresenta la Malkuth (il Regno, la Terra) in tutta la sua completezza, ma anche l'isolamento del sacro. 

Tau, il sigillo dei Giudici Divini, presente come Nun +Dalet nel simbolo della tribù dei Dan. 

Sardara è un luogo di confine tra il mondo profano e quello iniziatico.


60 (Samekh, ס)

La lettera Samekh (che inizia la parola Sardara) è la ruota, il sostegno, la colonna. 

Il suo valore 60 è collegato alle 60 lettere dell'alfabeto aramaico (se si includono le finali) e ai 60 anni (in ebraico, il 60 è il numero della vita piena e della saggezza). 

Il bronzetto con il suo bastone circolare e i cerchi concentrici è la ruota (Samekh) della misurazione.


9 (Teth, ט)

Il numero 9 è il numero della verità (Emet in ebraico è 1+40+400 = 441, ma la radice della verità è Tetj). 

È il numero della vittoria, del sacro. In alchimia, il 9 è il numero delle fasi della Magnum Opus. 

Della gestazione portata a compimento. 

Del Sepentet, della Sophia Superna, del Sacro Fuoco.  

In realtà, il 469 come somma di 400+60+9 suggerisce che Sardara è il punto di perfezione (400) che ruota (60) sulla verità (9).


Un secondo calcolo ghematrico (variante)

Se consideriamo "Sardara" come סרד ארא ("Sard Ara", l'Altare Sardo), il bronzetto si manifesta come la Vav, archetipo 6, il gancio, la kundalini che connette il cielo ( Sirio, Luna, Sole) alla terra ( il pozzo, il bastone lunare. 

Sardara come punto fi equilibrio dove la luna e il cielo si incontrano 


Sardara come "Porta della Luna"

Alla luce di etimologia e ghematria, Sardara si rivela come:


"L'Altare dei Guardiani della Rete" (Sard + Ara): il luogo dove si intreccia la misurazione celeste e terrena.


"La Dimora della Luna crescente" (Sahar + Dar): il santuario ipogeo dedicato a Thot (dio lunare) e alle sue fasi.


"La Ruota della Verità sul Confine del Regno" (Ghematria 469 e 466): il punto di equilibrio (Vav/Tiferet) dove il Regno (Malkuth/Tav) si apre alla sapienza lunare (Samekh/Yesod).


Il nome Sardara non è un caso. 

È il Nome magico della terra che ha prodotto il bronzetto. 

Esso è la firma cabalistica di un luogo che non è solo geografico, ma Ontologica. 

È un luogo dove la misurazione, la scrittura e la comunicazione tra i mondi (le funzioni di Thot-Seshat) sono state codificate nella pietra, nell'acqua e nel nome stesso.


Sardara è la "Porta di Thot" in Sardegna, e il bronzetto è la chiave per aprirla.


Tiziana Fenu

©®Diritti intellettuali riservati

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Sciamana Sardara (analisi esoterica)







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