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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

lunedì, maggio 25, 2026

💙 La volpe e l'uva

 



Ho meditato, nelle veglie in cui il tempo si fa luminescenza, sul detto arcano che riguarda la Volpe. Quel detto che la vuole, dinanzi al pampino rigonfio di promesse, pronunciare la sentenza dell’acerbità. 

"Quando la volpe non arriva all'uva, dice che è acerba" 

Un luogo comune, un borbottio contadino per l’anima comune che non coglie l’essenza.

Ma perché, proprio la Volpe è stata scelta come protagonista di questo mistero?

La Volpe è animale di soglia, spirito di frontiera tra il folto e il chiaro. 

In ambito esoterico, la sua coda fiammeggiante rivela lo Zolfo filosofico. 

Lo Zolfo, principio maschile del Fuoco, lo Spirito che non brucia ma che anima. 

La conoscenza omnimoda, l’intelletto d’amore che discerne, scalda e separa.

È noto che l'odore dello Zolfo sia associato al Diavolo. 

Ma è solo l’altra faccia del Fuoco, la scorza che l’iniziato impara a attraversare. 

Ma senza questo Zolfo, la vite inaridisce nel suo stesso succo. 

Lo Zolfo è il guardiano della fermentazione. 

Previene l’ossidazione, quella lenta morte che divora i corpi esposti all’aria corrotta. 

Blocca la crescita dei lieviti selvatici, quei parassiti dell’anima che generano confusione anziché trasmutazione.

Lo Zolfo, che è spirito e materia prima del Sole, perché è simile alla lava che pulsa nelle viscere della Terra, ricordo di un magma anteriore agli Dèi, è l’agente indispensabile per la trasfigurazione. 

Insieme al Mercurio, il suo sposo volatile e lunare, coopera affinché quella divinità in potenza, quel germe di Figlio/Vino, possa manifestarsi. 

Senza Zolfo, il Figlio rimarrebbe mosto senza destino, linfa senza trasfigurazione.

Lo Zolfo presiede anche alla maturazione dell’Uva. 

La protegge dalle muffe, dalla corruzione che è dimenticanza. Protegge, quindi, il Corpo di Luce Cristico, formato da ogni singolo acino come da altrettanti soli in miniatura, dalle radiazioni ultraviolette della coscienza grezza, dai biofotoni che vibrano prima del verbo. 

Lo Zolfo esoterico, la lava che scorre nei meridiani occulti, porta a maturazione l’Uva/Cristo. 

Lo scorta, lo custodisce, lo scolpisce finché non diviene Vino/Cristo. 

Non più frutto, ma spirito liquido che scioglie la lingua nel silenzio.

E nell’attesa, lo rende Mosto. 

E qui la lingua sacra dell’inglese svela l'arcano. 

The most, il superlativo assoluto, "il maggiore", "il migliore". 

Poi, quando il tempo della cantina interiore è compiuto, diviene Wine. Che altro è Wine se non il suono di To win? 

Vincere. 

Il Vincitore. 

Colui che ha attraversato la fermentazione, la putrefazione feconda, la morte dell’acino per rinascere assenza di sete.

Ma infatti, lo Zolfo è uno dei due Draghi del Caduceo. 

Il Drago d’Oro, solare, che si erge sul Mercurio passivo, ricettivo e femminile. 

Insieme, sono la Kundalini ascendente. 

Lo Zolfo è il Fuoco primordiale anteriore al Sole, quella Luce creatrice che è Una e Trina. 

Luce che precede persino Dio, perché è lo strumento con cui l’Altissimo si trasfigura nel Figlio. L’Amore, allora, è la centratura, l’equilibrio tra i due Draghi, affinché nell’Uomo si desti Cristo, "the most", la parte migliore di sé.

Torniamo allora al detto della Volpe. 

Perché si dice che se non arriva all’Uva, esclama che è acerba? 

Non è rancore, non è invidia. 

È una legge di risonanza. 

Solo lo Zolfo/Volpe possiede la vibrazione per portare l’Uva/Cristo alla sua pienezza. 

Se la Volpe è troppo lontana, o il suo fuoco è troppo debole, l’Uva rimane opaca, non toccata dal raggio che la farebbe esplodere in Vino. 

L’acerbità non è un giudizio dell'uva. 

È la constatazione che nessuna trasmutazione è possibile in assenza dello Zolfo.

E la Volpe inglese si dice Fox. 

Fox è quasi Vox. 

La Voce. 

Il Suono, l’Archetipo vibratorio che tesse la materia. 

La Volpe è la Voce che dice il nome dell’Uva affinché l’Uva divenga. 

Non a caso, nelle notti d’Oriente, le Kitsune, le donne volpe della tradizione giapponese, vengono scolpite accanto a globi infuocati. Sono spiriti di fuoco, guardiane del Mistero. 

Nella geomanzia del Feng Shui, il potere delle volpi sul male è immenso. 

Sono le sentinelle delle soglie terrestri a Est, dove sorge la Luce.

E allora, forse, il detto umano è rovesciato. 

Non è vero che la Volpe dice "è acerba" per consolarsi. 

Si tratta, casomai, di una verità iniziatica. 

Se la Volpe non è abbastanza fuoco, se il suo Zolfo interiore è tiepido o spento, non può alchemizzare l’Uva. 

Non può trasformare il grappolo in Corpo di Luce. 

Perché Uva non è solo frutto. 

È U.V.A. acronimo sacro del Corpo Cristico, che come un raggio ultravioletto invisibile, splende solo a chi porta dentro la stessa frequenza.

Il simbolo alchemico dello Zolfo non mente. 

È una croce sormontata da un triangolo. 

Maschile e femminile che si congiungono, come i due Draghi del Caduceo che si intrecciano. 

E sopra, il triangolo. 

La Trinità. 

Energia che equilibra e solleva. Non è mai stata questione di invidia, nei detti popolari. 

Ma di frequenza. 

Non riconosci l’Uva perché non hai ancora l’U.V.A. dentro te. 

Il Corpo di Luce Cristico, dormiente nella tua vite interiore, attende solo il bacio della Volpe. Attende lo Zolfo. 

Attende il Fuoco che sa dire che non sei acerba. 

Che sei pronta per il torchio e per la notte. 

E che diventerai vino, vincendo la morte.

E non tutti, possono diventare vino

Wine

Win-ner

La volpe può essere anche furba. 

Ma deve essere Pura. 

E la Purezza è Frequenza non contaminata. 


Tiziana Fenu 

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